mattarella nordio meloni giorgia carlo sergio magistrati toghe giudici

TOGHE VS GOVERNO, NUOVO ROUND! “LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE PUÒ PORRE IL RISCHIO DI AVERE PUBBLICI MINISTERI CHE CERCANO LA RIBALTA DELLA NOTORIETÀ” – ALL’ INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO, GIUDICI ALL’ATTACCO DELLA RIFORMA DEFINITA “PERICOLOSA, INUTILE E PUNITIVA”: “LA POLITICA RIVENDICA LE MANI LIBERE, SEBBENE LA STORIA RICORDI CHE DA MANI LIBERE A “MANI PULITE” È SOLO UN SOFFIO” - IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO ALFREDO MANTOVANO: “MI AUGURO CHE LA DEMONIZZAZIONE LASCI IL POSTO A UN CONFRONTO COSTRUTTIVO. NO A SLOGAN FALSI”. E IL MINISTRO NORDIO: “LA RIFORMA NON AVRÀ E NON DEVE AVERE EFFETTI POLITICI” (SICURO?) – VIDEO

 

 

https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/referendum-nordio-la-riforma-non-e-contro-magistratura-o-rafforzare-governo/AIshRvAB

 

 

https://www.repubblica.it/politica/2026/01/30/video/giustizia_riforma_nordio_intervento_cassazione-425127908/

 

 

 

Cesare Zapperi per corriere.it - Estratti

MAGISTRATI

Il referendum del 22 e 23 marzo al centro dei discorsi per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. A partire da quello del ministro Carlo Nordio a Milano: «Questa riforma e questo referendum non sono fatti né contro nessuno, né a favore di nessuno, non sono fatti per punire la magistratura né per rafforzare il governo.

 

Non abbiamo bisogno né di conferme né di punizioni. La riforma non avrà e non deve avere effetti politici». così il Guardasigilli a  Milano, rispondendo in più parti del suo intervento alle critiche del presidente della Corte d'Appello di Milano Giuseppe Ondei sulla riforma costituzionale della giustizia.

 

Linea di governo confermata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano: «Mi auguro che la demonizzazione lasci il posto a un confronto costruttivo e civile. No a slogan falsi. Se il 24 marzo si scatenasse l'apocalisse annunciata dalle sacre scritture non sarà certo per effetto del voto referendario. Il verdetto delle urne andrà accolto da tutti con rispetto e serenità, perché verrà in nome del popolo italiano per il quale tutti voi amministrate la giustizia». Così il sottosegretario ha concluso il suo intervento all'apertura dell'anno giudiziario di Napoli.

meloni nordio

 

Ma dai magistrati arrivano tutt'altre valutazioni:  «La separazione delle carriere può porre, a nostro giudizio, il rischio di avere pubblici ministeri che cercano la ribalta della notorietà e l'effetto politico degli indizi, piuttosto che la valutazione obiettiva dei comportamenti dei cittadini´: pubblici ministeri, cioè, che vedano il momento dell'iscrizione e dell'esercizio dell'azione penale come momento di affermazione di un ruolo di potere, anziché come doveroso e rigoroso adempimento di un servizio». Così il procuratore generale della Corte di Appello di Roma Giuseppe Amato nella relazione in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.

 

Una riforma inutile e punitiva a fronte di carenze di personale e di strumenti. E' il giudizio che la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni pronuncia in occasione della celebrazione dell'Anno giudiziario davanti al ministro della Giustizia Carlo Nordio.

 

VIGNETTA DI ELLEKAPPA - GIORGIA MELONI E I MAGISTRATI

A fronte di carenze di organico e di strumenti, «l'unica riforma proposta e approvata è quella sulla separazione delle carriere fra magistrati giudicanti e requirenti, indicata come la panacea di tutti i mali mentre ritengo sia ininfluente rispetto alle disfunzioni attuali, alcune delle quali, come l'acritica, eccessiva adesione del pubblico ministero alle ipotesi formulate dalle forze dell'ordine (...)

 

«Dalla sostanziale inutilità della riforma in oggetto a correggere le attuali pesantissime carenze deriva il dubbio che si tratti di un intervento con un carattere prevalentemente punitivo che, viste le condizioni in cui la quasi totalità degli uffici di Procura è stata costretta a lavorare negli ultimi anni, sinceramente non ci sentiamo di meritare» sottolinea.

 

meloni nordio

«Stiamo sprecando tempo e risorse, senza contare il clima di gravissima tensione che porta a radicalizzare le posizioni e che ostacola un sereno dialogo ed un corretto svolgimento del lavoro, a scapito di altre riforme, volte ad esempio a una equilibrata opera di semplificazione e armonizzazione delle procedure, a una migliore organizzazione degli uffici oltre a un potenziamento degli strumenti necessari per garantire l'effettività della pena intesa innanzitutto come possibilità di fornire risposte definitive in tempi certi e adeguati e di assicurarne l'esecuzione» conclude la pg Nanni.

 

(...)

 

ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Molto duro anche il discorso del presidente della Corte di Appello di Bari, Francesco Cassano. «La riforma dell'abuso in atti d'ufficio, la riforma del traffico d'influenza, la riforma della Corte dei conti, ed ora la riforma costituzionale della magistratura narrano di un'azione politico-amministrativa che si vuole libera da lacci e lacciuoli, in un Paese che pure è ancora afflitto dalle peggiori associazioni criminali e da uno dei più alti tassi di corruzione. In nome del consenso elettorale, la politica rivendica le mani libere, sebbene la storia ricordi che, in una economia interconnessa, ad esagerare, da mani libere a “mani pulite” è solo un soffio».

 

MAGISTRATIToghe in un'aula di tribunaletogheMAGISTRATI

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