1. SI SONO DATI IL “CINQUE” DAVANTI AI FOTOGRAFI, MA NESSUN PATTO TRA GIOVANI EX DEMOCRISTIANI POTRÀ MAI RISOLVERE IL TRAGICO PROBLEMA DI MATTEUCCIO RENZI: COME ARRIVARE POLITICAMENTE VIVO ALLA FINE DELLA LEGISLATURA. GIÀ, PERCHÉ LETTAENRICO VUOLE ARRIVARE AL 2018, MA I SONDAGGI CHE DANNO RENZI AL 55% DI GRADIMENTO POSSONO MICA DURARE CINQUE ANNI. UNO DEVE FREGARE L’ALTRO, NON C’È SCAMPO 2. QUANDO NON LITIGANO, SI PROCESSANO. CHE PARTITO FANTASTICO IL MOVIMENTO CINQUE PURGHE: “OGGI IL ‘PROCESSO’ AI RIBELLI”. ALL’ORDINE DEL GIORNO LA SCELTA DELLA DELEGAZIONE CHE ACCOMPAGNERÀ I NUOVI CAPIGRUPPO AL CONSOLATO USA”. GLI AMERICANI LI HANNO CONVOCATI PER CONOSCERE IL NEO CAPOGRUPPO NUTI E SAPERE SE POSSONO CONTARE SU DI LORO. SCAMBIO DI IDEE SULLO SPIONAGGIO INFORMATICO?

a cura di Colin Ward e Critical Mess (Special Guest: Pippo il Patriota)

1. SPOSTANDO RENZI SEMPRE PIU' IN LA'
Si sono dati il "cinque" davanti ai fotografi, ma nessun patto tra giovani ex democristiani potrà mai risolvere il tragico problema di Matteuccio Renzi: come arrivare politicamente vivo alla fine della legislatura. Già, perché Lettaenrico ha confessato alla Gruber che vuole arrivare al 2018, ma i sondaggi che danno Renzi al 55% di gradimento possono mica durare cinque anni. Uno deve fregare l'altro, non c'è scampo. E allora vai con la candidatura alla segreteria del Piddì per avere "un ruolo".

Solo che lì sono asserragliati i resti dei Ds, che numericamente valgono i quattro quinti del partito e vagli a spiegare che a Palazzo Chigi ci deve stare un ex democristo e alla segreteria invece pure. In autunno avremo un congresso che farà traballare il governino delle larghe intese. E se la spunterà Matteuccio da Firenze, con Palazzo Chigi saranno fibrillazioni continue. Con la scusa di "pungolare", per carità. In tutto ciò, Re Giorgio dice che abbiamo un governo "di sopravvivenza". Confondendo la propria situazione personale con quella della nazione.

Mani avanti sulla Repubblica dei renziani: "Subito data e regole del congresso poi deciderò se candidarmi, stavolta non mi faccio fregare'. Renzi a Firenze: il Pd non chieda garanzie a Berlusconi". Poi prove tecniche di allungamento naso: "Se Letta cambia il paese io sto con Letta, se questo significa che sta al governo per 20 anni, va bene. Non ho ambizioni personali, ma per il paese" (p. 2).

Sì, vabbè e tutto questo agitarsi perpetuo? Il Corriere registra uno strano fenomeno, assai poco italiano: "E parte la corsa a salire sul carro del sindaco. Le difficoltà dei ‘nemici' a trovare un proprio candidato in vista delle assise. Il primo cittadino premiato dai sondaggi. Lui e il capo dello Stato i più graditi" (p. 11). Sul Cetriolo Quotidiano, tutta la volubilità movimentista del sindachino: "Renzi-Letta: dal ‘gimme five' allo schiaffo. Il sindaco ne ha per tutti, a partire dal premier: "Governa con Brunetta, non so come fa" (p. 2).

A stretto giro di posta arriva la replica di Epifanio Epifani: "Esagerare non aiuta, eleggeremo il segretario entro l'anno. C'è un percorso indicato dalla direzione del partito di martedì scorso e c'è una commissione di 19 persone, in cui ci sono tutte le anime del Pd, che lavorerà e fisserà le regole" (Repubblica, p. 3). Ah, ma allora siamo a posto: c'è la commissione interna con tutte le "anime" ("correnti" gli pareva brutto).

Si ribella Nico Stumpo, maghetto delle primarie bersaniane dell'altra volta: "La difesa di Stumpo. ‘Io Dracula? Matteo è un piagnucolone. Faccio parte della commissione con altre 18 persone, tra cui una espressa da Renzi" (Stampa, 7). Una su 19, sarà troppo? Il compito di rispondere politicamente al Rottamatore tocca al governatore toscano Enrico Rossi: "Il partito non è un mezzo su cui si sale per andare altrove. La nostra sfida sarà sulle idee". Il malumore degli ex Ds: "Letta e Renzi sono ex Dc che sul governo fanno i conti senza l'oste" (Stampa, p. 6).

2. SILENZIO, PARLA RE GIORGIO BANALITANO
La scorsa settimana si è incazzato terribilmente con il Cetriolo Quotidiano perché lui non ha mai detto che il governo è a termine (l'aveva detto domenica 2 giugno e ci avevano titolato in prima sia Corriere che Repubblica, ma pazienza). Ieri era di nuovo domenica, quindi Re Giorgio l'ha detto di nuovo: "Esecutivo nato in una situazione eccezionale, l'alleanza è a termine" (Corriere, p. 10).

Nel dubbio, i giornaloni registrano senza farsi troppe domande. La Stampa: "Napolitano si dice ‘sbalordito', sono ‘appena 40 giorni' che il governo c'è e l'esigenza ‘è di farlo vivere per far sopravvivere il Paese" (p. 5). Ah, ecco, è un governo di sopravvivenza.

Bella l'idea di dibattito democratico chiaro e trasparente che emerge da questa risposta sulla riforma della legge elettorale: "Bisogna quindi mettersi al lavoro, possibilmente con discrezione, evitando ciascuno di sventolare la propria bandiera" (Repubblica, p. 7). Vedersi di notte con il cappuccione nero sulla testa? Sì, facciamole direttamente in loggia queste benedette riforme.

3. A VOTARE, PORTACI LA VECCHIA
L'affluenza alle comunali cala di altri 8 punti e sprofonda al 34%. Gli esperti esperteggiano. Antonio Noto (Ipr Marketing): "E' la crisi che perdere importanza ai sindaci. Gli amministratori non hanno soldi. Solo il governo può incidere sulla vita dei cittadini" (Repubblica, p. 4).

Insomma, i primi cittadini non contano un tubo. Sul Corriere sdottoreggia Roberto D'Alimonte: "Ma il calo dei votanti non è per forza un male. La legittimità degli eletti è intatta" (p. 9). La legittimità sarà anche intatta, ma la figuraccia pure. Farsi qualche domanda in più?

Per fortuna c'è Piergiorgio Corbetta (Istituto Cattaneo) che almeno non si nasconde dietro un dito: "Caduta continua, siamo in emergenza. Neppure Grillo intercetta più il non voto. Per chi crede nella democrazia è un brutto colpo" (Messaggero, p. 3). Geniale l'operazione del Giornale. Visto che la destra si aspetta una bastonata da questa tornata elettorale, il foglio berlusconiano sposta l'ostacolo più in là: "Il Cav sta lontano dal voto: meglio vincere su Iva e Imu. La nostalgia per Forza Italia" (p. 6).

Su Corriere (p. 8), Repubblica (p. 4), Messaggero (pp. 2-3) ritagliare e rimirare il doppio santino di Alè-danno e dell'allegro chirurgo Marino che esibiscono le rispettive madri. Se non le avessero portate al seggio, manco loro sarebbero andate a votarli. Si supera il Giornale, che ha ben presente l'età media dei propri lettori: "Il coraggio di votare con la mamma: Alemanno e Marino sfidano i cinici. L'amore di un figlio non ha colore" (Giornale, p. 2). La stupidità neppure.

4. UN, DUE, TRE, GRILLINO!
Quando non litigano, si processano. Che partito fantastico il Movimento Cinque Purghe. "Cinquestelle alla resa dei conti, oggi il ‘processo' ai ribelli. Convocazione via email. ‘Fare chiarezza sui comportamenti'. All'ordine del giorno la scelta della delegazione che accompagnerà i nuovi capigruppo al Consolato Usa" (Repubblica, p. 9). Gli americani li hanno convocati per conoscere il neo capogruppo Nuti e sapere se possono contare su di loro. Scambio di idee sullo spionaggio informatico?

5. MA FACCE RIDE!
Antonio Di Pietro: "Non sarò più il leader dell'Idv" (Cetriolo Quotidiano, p. 4). Più che altro, avendolo distrutto...

6. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA
Meritoria ricostruzione di Sergio Rizzo sul Corriere: "Le aziende e il record della burocrazia. In cinque anni 288 nuove norme fiscali. Pressione tributaria al 68,3%. Allo Stato 1,7 milioni al minuto di tasse. I dati nello studio Confartigianato. Merletti: in Italia un accanimento che penalizza il patrimonio produttivo. Non c'è governo che non abbia promesso ‘semplificazione'. Ma nel ‘ventennio perduto' nemmeno i tecnici sono riusciti a invertire la rotta" (p. 6). Ricordate gli annunci di Airone Passera sulle semplificazioni?
Titolo che fa sognare su Repubblica: "Iva, ipotesi di aumento a metà. L'Imu sarà pagata dai più ricchi. Subito le semplificazioni" (p. 10). Ecco, si ricomincia. Subito le semplificazioni.

7. ULTIME DAL VENTENNIO A COLORI
Pisapippa scivola sull'ordinanza-gelato e la Rete lo bastona a suon di battute. "A Milano gelato proibito a mezzanotte. E' rivolta, Pisapia ordina il dietrofront". Tra le migliori: "Milano, vietato il gelato in strada dopo mezzanotte. Disturba gli spacciatori". "Non ho capito questa cosa del divieto del gelato a Milano. E' per la prova costume?". La destra: "Più Grom, meno Rom"(E l'azienda s'incazza, Repubblica p. 22).

 

 

LETTA-RENZILETTA-RENZILETTA-RENZIRenzi epifaniNICO STUMPO GIORGIO NAPOLITANO GRILLO A ROMAIGNAZIO MARINO AL VOTO CON LA MADREGIANNI ALEMANNO AL VOTO CON LA MADREriccardo-nuti-m5sANTONIO DI PIETRO - ITALIA DEI VALORICorrado Passera GIULIANO PISAPIA

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