TRUMP COMPRA I VOTI NEANCHE FOSSE ACHILLE LAURO O…GIORGIA MELONI – IL COMMENTO DI MERLO: “ADESSO CHE SI AVVICINANO LE ELEZIONI, LA PREMIER OFFRE SCONTI SULLA BENZINA E UN LIBRETTO DI RISPARMIO DI 1000 EURO A OGNI "BEBÈ". AL CONFRONTO, TRUMP È UN ARTIGIANO. I MAESTRI SIAMO ANCORA NOI CHE, INFATTI, RIVOGLIAMO LE PREFERENZE, CHE SONO I TESORETTI DEI CACICCHI E FAREBBERO GODERE QUEL ROZZO DI TRUMP: DENARO, PRANZI, TRASPORTI, FAVORI, IMPIEGHI, PROTEZIONE, OPERE PUBBLICHE E OVVIAMENTE UNA TAC, UNA RISONANZA E UN POSTO LETTO…”
1 - TRUMP COMPRA I VOTI ALL'ITALIANA
Da “Posta e risposta” – “la Repubblica”
donald trump convention del partito repubblicano a dallas, texas
Caro Francesco, più di settant'anni fa il "comandante" Lauro, a Napoli, dava, per ricompensa, la scarpa sinistra prima del voto e la scarpa destra dopo il voto. Ora Trump promette cinquemila dollari a circa settanta-ottanta milioni di americani. Si può dire che il "tycon" ha "fatto le scarpe" al nostro naïf Lauro.
Antonio Imbrenda - Ancona
Risposta di Francesco Merlo
Scarpe, pasta…: si compravano con poco i voti dei napoletani poveri, che erano "popolo "e non ancora "gente".
Berlusconi, con meno fatica, abolì l'Ici sulla prima casa. Renzi mise 80 euro in busta paga e diede 500 euro di bonus cultura agli insegnanti. Poi arrivarono i vaffa grillini che, guidati da Conte, sostituirono la pasta e le scarpe con il superbonus e il reddito di cittadinanza.
E via con i bonus facciate, bonus vacanze, bonus mobili, bonus trasporti, rottamazione delle cartelle, condoni e aumenti una tantum delle pensioni.
Adesso che si avvicinano le elezioni, Meloni offre sconti sulla benzina e un libretto di risparmio di 1000 euro a ogni "bebè". Al confronto, Trump è un artigiano. I maestri siamo ancora noi che, infatti, rivogliamo le preferenze, che sono i tesoretti dei cacicchi e farebbero godere quel rozzo di Trump: denaro, pranzi, trasporti, favori, impieghi, protezione, opere pubbliche e ovviamente una tac, una risonanza e un posto letto.
5MILA DOLLARI: È SOLO TRUMP, MA SEMBRA ACHILLE LAURO
Estratto dell’articolo di Antonello Caporale per “il Fatto quotidiano”
Una testa, un voto e un bonifico da 5mila dollari.
Molto democratica, orizzontale e avanzata l’idea di Donald Trump di rendere il bisogno una virtù e il saldo del conto in banca finalmente degno di essere ammirato.
A ciascuno il suo e dato che i tempi cambiano e le esigenze mutano e persino i vizi vengono rimodulati dalla considerazione che la vita dura una mezz’oretta, come ci ricordava Totò, e bisogna arraffare tutto l’arraffabile, il grande Trump, magnate non per niente, pone la sua pubblica estorsione (in Italia incorrerebbe in un reato, il classico voto di scambio), come comune denominatore per irrobustire le proprie fortune politiche.
Cerimonia di insediamento Donald Trump Giorgia Meloni
Ora, non per dire, noi italiani, sempre ai primi posti nella classifica delle schifezze pre elettorali, abbiamo conosciuto l’attività clientelare di Achille Lauro, un altro grande nel panorama delle figure declinanti verso lo zero. (...)
Anno 2007: Michele Santoro accusò nientemeno che il pidiessino Nicola Latorre, di aver trafficato con pacchi di pasta per sostenere la sua rielezione a deputato. Memore di questo dazio pubblico, Matteo Renzi, ma siamo nei suoi mille giorni di governo dentro la pancia del nuovo secolo, volle stipulare col popolo salariato una misura minima di 80 euro al mese in più in busta paga. Un certificato di trazione elettorale! Una decisione che presto, purtroppo per lui, affogò dentro un insistente odore clientelare.
Restiamo all’oggi. Il Trump di stampo laurino fa scivolare il Nord di quel continente verso i governi corrotti e felici dell’America latina. Bisognerà capire quanto ancora manca per toccare il fondo del pozzo della vergogna, sempre ammesso (ma noi non ne siamo certi) che il pozzo abbia un fondo.
giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse


