TRUMP CONTRO TUTTI! IL DERAGLIATO MENTALE DELLA CASA BIANCA SI SCATENA ALLA CENA DEI CORRISPONDENTI: “MOLTI DI VOI MI PIACCIONO, ALTRI PER NIENTE” - LA SVELENATA NEI CONFRONTI DELLA GIORNALISTA DELLA CNN KAITLAN COLLINS: “CONGRATULAZIONI PER IL PREMIO, MA È UNA FARSA. E TU NON SORRIDI MAI” - IMBARAZZO QUANDO VENGONO PREMIATI I GIORNALISTI DEL "WALL STREET JOURNAL" E DEL "NEW YORK TIMES", AUTORI DI SCOOP SGRADITI ALLA CASA BIANCA. IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO FA LO SPIRITOSO SULLO SICUREZZA IN SALA: “SO CHE NON È FACILE TROVARE SCARPE CHE SI ABBININO AL GIUBBOTTO ANTIPROIETTILE” - VIDEO
Paolo Mastrolilli per repubblica.it - Estratti
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Trump ha iniziato col tono giusto: "In America non cediamo alla violenza politica. In questo paese crediamo nella libertà di parola, risolviamo le nostre divergenze non con proiettili ma con un dibattito aperto e vigoroso, e nessun perdente squilibrato con una pistola cambierà mai questo. Non possiamo permettere che ciò accada mai".
Poi si è auto congratulato per la sede dell’evento, più piccola, con meno invitati e più sicura dell’Hilton, dove era accaduto l’attentato: "È bello essere tornato in un posto che conosco molto bene, perché l'ho costruito io". Si riferiva alla precedente vita del Waldorf Astoria come Trump International Hotel: "Ne sono molto orgoglioso perché l'ho costruito con 2,9 miliardi di dollari in meno rispetto all'edificio della Federal Reserve", frecciata al presidente Jerome Powell che ha cacciato dalla banca centrale.
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Quindi ha scherzato sulla sicurezza: "Stasera tutti stanno davvero bene, e so che non è facile trovare scarpe che si abbinino al giubbotto antiproiettile. Molte persone preferirebbero morire piuttosto che sembrare pesanti 20 libbre. Me ne hanno messo uno addosso, ma ho risposto: siete sicuri? Non lo indosso".
Ha riconosciuto il valore dell’agente del Secret Service che ad aprile aveva fermato l’attentatore, ma poi è stato più forte di lui, e per quasi un’ora ha lanciato attacchi e insulti contro tutti. Dai comici che non gli piacciono, ai giornalisti premiati come Kaitlin Collins della Cnn, perché "non sorride mai".
Ci sono stati anche alcuni momenti imbarazzanti per il presidente, ad esempio quando il Wall Street Journal ha ricevuto un premio per la copertura di una lettera sconcia che Trump aveva scritto a Jeffrey Epstein. Lui ha riso all'annuncio, ma si è congratulato con i giornalisti quando sono saliti sul palco.
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Lo stesso ha fatto con l’inviato del New York Times Tyler Pager, tra coloro che sono stati citati in giudizio dal dipartimento alla Giustizia all'inizio di questa settimana, per il loro reportage sul nuovo Air Force One non usato dal presidente per tornare a Washington dopo il vertice Nato di Ankara, perché non era attrezzato con le difese anti missile necessarie a prevenire un eventuale attentato dell’Iran alla sua vita.
Ha cercato di chiudere con un tono conciliante: "Con tutti i problemi che mi date - e mi date molti problemi, tanto dolore - spero tutti sappiate che credo nella libertà di stampa più di chiunque altro in questa stanza", ad esempio perché ha fatto girare il suo telefono affinché i giornalisti possano chiamarlo. [...]
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