donald trump ursula von der leyen

TRUMP DECIDE DI RINVIARE AL 7 AGOSTO L'INTRODUZIONE DEI DAZI AL 15% PER LE IMPORTAZIONI DALL'UE - E MENO MALE, PERCHE' SI STAVA CONSUMANDO UNO PSICODRAMMA: IL SEGRETARIO AL COMMERCIO, HOWARD LUTNICK, E IL RAPPRESENTANTE USA, JAMIESON GREER NON RISPONDEVANO AL TELEFONO E GLI EUROPEI ERANO IN TILT! - L’UE TEMEVA IL CETRIOLO PERCHE’ DA OGGI, SENZA UN PROVVEDIMENTO ALTERNATIVO, TEORICAMENTE SAREBBERO PARTITE LE TARIFFE AL 30 PER CENTO - TRUMP VUOLE PUNIRE CON DAZI PIU’ ALTI IL CANADA “COLPEVOLE” DI VOLER RICONSOCERE LA PALESTINA - SIGLATI ACCORDI CON COREA DEL SUD, THAILANDIA E CAMBOGIA, LA CASA BIANCA MANDA 17 LETTERE A BIG PHARMA: "GIÙ I PREZZI DEI FARMACI" – IL CALCIONE ALL’INDIA: “HA UN’ECONOMIA MORTA”

DAZI: USA RINVIANO AL 7 AGOSTO INTRODUZIONE TARIFFA 15% PER IMPORTAZIONI UE

Washington, 1 ago. - (Adnkronos/Dpa) - I nuovi DAZI statunitensi, incluso il 15% sulle importazioni dall'UE, entreranno in vigore il 7 agosto anziché il 1° agosto. Lo hanno spiegato fonti dell'Amministrazione Usa, sottolineando come lo slittamento della data di inizio punta a concedere più tempo per l'attuazione delle nuov tariffe. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva inizialmente fissato il 1° agosto come data di inizio, ribadita anche in una recente sintesi dell'accordo tra Stati Uniti e UE.

 

Tale sintesi affermava che "dal 1° agosto, gli Stati Uniti applicheranno questa aliquota tariffaria massima alla maggior parte delle esportazioni dell'UE". Ieri Trump ha firmato un ordine esecutivo che annunciava i nuovi DAZI per decine di paesi: la Casa Bianca ha pubblicato un elenco di quasi 70 nazioni, oltre all'Unione Europea, a cui si applicheranno DAZI specifici. Tra queste figurano Regno Unito, Svizzera e Giappone. Per i paesi non inclusi nell'elenco, verrà imposta un'aliquota tariffaria predefinita del 10%, secondo la Casa Bianca, mentre per il Canada la tariffa è stata aumentata al 35% con la motivazione che Ottawa non farebbe abbastanza per frenare il traffico di droga attraverso il confine con gli Stati Uniti.

 

1 - DAZI, TRUMP PUNISCE IL CANADA PER GAZA PIÙ TEMPO AL MESSICO

Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”

 

VIGNETTA ELLEKAPPA - TRUMP E L'ACCORDO SUI DAZI CON URSULA VON DER LEYEN

“I dazi renderanno l'America grande e ricca di nuovo». Il presidente degli Stati Uniti lo ha scritto ieri su Truth, a poche ore dall'entrata in vigore ufficiale, alla mezzanotte americana, dei nuovi tributi imposti al mondo. Paese più, paese meno. «Li hanno usati contro di noi per decenni. Ma ora stiamo contrastando con successo l'assalto alla nostra sopravvivenza. Un anno fa eravamo morti, ora siamo il Paese più attraente al mondo».

 

[…] il presidente e i suoi consiglieri hanno passato la giornata a far telefonate e incontri, cercando di chiudere più intese possibili. E pazienza se il goal di «90 accordi in 90 giorni» non è stato raggiunto. […] i giornali raccontano di una Washington invasa da delegazioni straniere, sfiancate dai tentativi di essere ricevute da referenti ufficiali. Last minute, l'intesa migliore l'ha incassata la presidente del Messico Claudia Sheinbaum. Nel corso di una telefonata di 40 minuti con Trump ha scongiurato, almeno per ora, la minacciata sovratassa del 30 per cento, strappando una proroga di 90 giorni […]

DONALD TRUMP E URSULA VON DER LEYEN

 

Per Ottawa, invece, le cose non sembrano mettersi altrettanto bene. The Donald ha fatto intendere di essere restio a stringere un accordo col premier Mark Carney, che rischia dazi al 35 per cento, per motivi politici: «Wow! Il Canada ha annunciato il sostegno alla creazione di uno Stato palestinese. Sarà difficile raggiungere un accordo commerciale con loro», ha scritto su Truth. Invece il Brasile, tartassato con dazi al 50 per cento come "punizione" per aver messo sotto processo il golpista Bolsonaro, ora dice che quel brutto numero «è solo l'inizio del confronto politico».

 

[…] All'ultimo miglio sono state annunciate poi altre tre nuove intese verbali: dazi al 15 per cento per la Corea del Sud, nonché tariffe concordate per la Cambogia e la Thailandia. Vanno ad aggiungersi a quelli già raggiunti con Regno Unito (al 10 per cento), Vietnam (20), Indonesia (19), Filippine (19), Giappone (15) e naturalmente Unione Europea. […] Paga pegno la pur «amica» India, ieri definita da Trump «economia morta», insieme alla Russia: «Abbiamo fatto pochi affari con Delhi, i loro dazi sono tra i più alti al mondo. Né facciamo affari con Mosca». […]

URSULA VON DER LEYEN - DONALD TRUMP

 

Discorso a parte per la Cina: dopo il burrascoso braccio di ferro al rialzo di aprile, che aveva fatto levitare i dazi fino al 145 per cento, ora sono in corso trattative: le tasse imposte alla Cina scesero al 30 per cento e quelle agli Usa al 10. La tregua scade il 12 agosto, ma nel frattempo è stata trovata una nuova intesa. Manca solo «l'ultima parola in merito» come ha spiegato Bessent. […]

 

2 - LA UE CON IL FIATO SOSPESO PREME PER IL 15% E VUOLE TRATTARE ANCORA

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

Un'intesa al buio. Di cui non si sa più niente, o quasi. E sulla quale l'Unione europea si muove con i negoziatori "bendati". Il paradosso dell'accordo raggiunto domenica scorsa è proprio questo. La controparte americana non risponde al telefono e quindi a Bruxelles non riescono a capire cosa fare. L'unica richiesta concreta è almeno quella di far scattare subito i dazi al 15 per cento. Anche se oggi non fosse ancora pronta la dichiarazione congiunta che ufficializza il patto transatlantico. Ma qual è adesso il problema?

Ursula von der leyen e donald trump a Turnberry in Scozia - foto lapresse

 

Al di là della trattativa sui settori da esentare, c'è una questione preliminare da affrontare. Gli "incaricati" europei non riescono a parlare direttamente con il segretario al Commercio, Howard Lutnick, e con il Rappresentante Usa, Jamieson Greer. Una difficoltà che sta rallentando il confronto. Sia sul documento finale da sottoscrivere sia sulle eventuali eccezioni da inserire nell'accordo. Ma l'aspetto più inquietante è che questo dialogo con la linea piuttosto saltellante sta facendo aumentare i dubbi dell'Ue.

 

Soprattutto le incomprensioni. Perché non si capisce se il silenzio della Casa Bianca sia occasionale o se sottintenda un problema di sostanza. Proprio per questo la Commissione si sta concentrando sul pressing a favore dell'emissione dell'ordine esecutivo statunitense sui nuovi dazi quanto prima. Già oggi. Dal primo agosto, infatti, teoricamente scatterebbero le tariffe al 30 per cento se non ci fosse un provvedimento alternativo. […]

trump lutnick

 

Assesterebbe un colpo esiziale alla credibilità dell'accordo e un danno gigantesco all'autorevolezza dell'Unione trattata come un qualsiasi attendente disposto a seguire gli ordini del generale a stelle e strisce. Una circostanza che aggraverebbe le critiche di diversi Stati membri. Quindi portare subito i dazi al 15 per cento, è l'appello europeo per poi proseguire nella trattativa. […]

 

«La dichiarazione congiunta – hanno chiarito dalla Commissione − non è un documento giuridicamente vincolante, ma piuttosto un insieme di impegni politici, una tabella di marcia da cui proseguire la nostra cooperazione. Da lì deriveranno le ulteriori procedure legali che saranno richieste da parte nostra e le ulteriori esenzioni che intendiamo integrare nell'accordo».

 

Che ci sia bisogno di tempo per definire l'intero perimetro della "pace" commerciale, è ormai un dato acquisito. Troppe le caselle ancora vuote: dai settori esentabili al gas, dalla web tax agli alcolici. Ieri la Commissione ha ribadito che non è in discussione la possibilità di inserire nell'intesa l'impegno a non varare una web tax contro le Big Tech come Google, Apple o Amazon. […]

 

howard lutnick

L'altro aspetto da illuminare riguarda non tanto la quantità di gas e petrolio da acquistare dagli States ma le modalità di compera visto che la competenza resta nazionale e aziendale. Nessun passo avanti sugli alcolici. […]

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