donald trump diosdado cabello

TRUMP HA UN DIAVOLO PER CABELLO – L’OSTACOLO PIÙ GRANDE AL NUOVO VENEZUELA CHE SOGNA IL TYCOON AMERICANO È DIOSDADO CABELLO, MINISTRO DEGLI INTERNI E DELLA GIUSTIZIA E FALCO CHAVISTA – MENTRE LA NUOVA PRESIDENTE DELCY RODRIGUEZ GIURAVA, LUI LA GUARDAVA STORTO, FEDELE AL SUO MOTTO: “DUBITARE È TRADIMENTO” - INCRIMINATO NEGLI STATI UNITI INSIEME ALL’ESTROMESSO NICOLÁS MADURO, CABELLO SI TROVA ORA DAVANTI A UNA SCELTA: SOSTENERE IL FRAGILE GOVERNO DELLA SUA RIVALE OPPURE TENTARE UNA MOSSA AUDACE PER IL POTERE, ROVESCIARLA E RISCHIARE UNO SCONTRO DIRETTO CON I COMMANDOS AMERICANI, ALLA GUIDA DEI SUOI “COLECTIVOS”

1. INCOGNITA CABELLO IL MINISTRO DELLA REPRESSIONE È IL NUOVO OSSERVATO SPECIALE

Estratto dell’articolo di Fabio Tonacci per “la Repubblica”

 

diosdato cabello

Dudar es traición. Dubitare è tradimento. È un motto, ma anche un ordine, una regola, un avviso ai naviganti, una minaccia. E dunque, il motivo per cui Diosdado Cabello non esce di casa senza indossare il suo cappellino con su scritto: "Dudar es traición". Perché sia ben chiaro a tutti.

 

Anche alla nuova presidente del Venezuela, soprattutto a lei. Cabello, 63 anni, […] contemporaneamente ministro dell'Interno e della Giustizia, l'uomo più potente, pericoloso e temuto del Venezuela perché stringe nel pugno la leva della repressione, l'irriducibile su cui pende una taglia da 25 milioni di dollari emessa dall'agenzia antidroga statunitense che lo accusa di essere il padrino del sistema che lega insieme narcotrafficanti e militari, era presente al giuramento di Delcy Rodríguez.

nicolas maduro DIOSDADO CABELLO

 

Cappellino in testa, sguardo torvo, non una parola. La postura di chi assiste a un funerale. Il chavismo è fatto di immagini e simboli. Rodríguez aveva la mano destra alzata e la sinistra sulla Bibbia, e Nicolasito, il figlio 35 enne di Maduro, chavista di seconda generazione, meno ortodossia e più compromesso […], piangeva al microfono parlando del padre catturato.

 

L'attenzione però era per l'immobile Diosdado Cabello e le sue occhiatacce severe lanciate a Rodríguez e agli altri presenti. Perché dudar es traición. Lui non dubita e gli Stati Uniti lo sanno, infatti lo considerano l'ostacolo al piano predatorio di Trump sul Venezuela e sulle sue risorse petrolifere.

 

L'amministrazione americana gli sta facendo arrivare messaggi espliciti: o collabori o sarai il prossimo ad essere prelevato dalla Delta Force e trascinato alla sbarra del tribunale di New York.

 

"El Pulpo", come lo hanno soprannominato i dissidenti che vedono i suoi tentacoli allungarsi ovunque, non si scompone. La notte del 6 gennaio si fa riprendere al volante della sua macchina in una Caracas deserta. «Qui tutto è tranquillo, il popolo cosciente sa che cosa deve fare per far tornare alla normalità il paese…».

 

DIOSDATO CABELLO CON CHAVEZ

Sul profilo Instagram pubblica un video dove parla alla radio, stringe mani ai poliziotti e urla insieme ai suoi «leales siempre, traidores nunca!», che è la risposta gridata a chi, nella Repubblica bolivariana, sta trattando con la Casa Bianca. E la riprova, se mai ce ne fosse bisogno, della sua ossessione paranoica verso traditori, collaboratori, spie occidentali.

 

[…]  Figlio di un sindacalista del partito Acción democratica che gli ha dato il nome del presidente filippino Diosdado Macapagal, un quoziente intellettivo sopra la media (pare che sia stato il quinto studente più intelligente nell'Academia militar del Venezuela), sempre nel governo o in ruoli istituzionali negli ultimi 26 anni, Cabello ha conosciuto Hugo Chávez giocando nella stessa squadra di baseball. […]

diosdato cabello

 

2. IL BRUTALE ESECUTORE DI MADURO OSTACOLA TRUMP IN VENEZUELA

Traduzione di un estratto dell’articolo di Kejal Vyas e Samantha Pearson per il “Wall Street Journal”

 

A frapporsi tra il presidente Donald Trump e la sua visione di un Venezuela petrolifero stabile e amico degli Stati Uniti c’è un solo uomo: Diosdado Cabello, il leader di fatto — belligerante ed eccentrico — delle forze di sicurezza e delle milizie brutali del Paese, una variabile imprevedibile per il futuro del Venezuela.

 

Cabello, il cui nome di battesimo in spagnolo significa “dato da Dio”, si è a lungo presentato come il più feroce difensore del regime, comandando alcuni dei cosiddetti colectivos — bande armate che questa settimana hanno sfrecciato per Caracas in motocicletta, in una minacciosa dimostrazione di forza.

 

delcy rodriguez il giorno del giuramento (a sinistra, diosdado cabello, dietro a destra nicolasito maduro, figlio di nicolas)

Incriminato negli Stati Uniti insieme all’estromesso Nicolás Maduro, Cabello si trova ora davanti a una scelta: sostenere il fragile governo della sua rivale, la presidente ad interim Delcy Rodríguez, oppure tentare una mossa audace per il potere, rovesciarla e rischiare uno scontro diretto con i commandos americani.

 

«Cabello ha moltissimo da perdere ed è probabile che riconosca come, tra le richieste di Washington, la sua rimozione possa emergere prima piuttosto che poi», ha affermato Daniel Lansberg-Rodriguez di Aurora Macro Strategies.

 

La sua passione è brandire una clava chiodata mentre diffonde teorie del complotto nel suo programma settimanale di ore sulla televisione di Stato, Con el Mazo Dando (“Colpendo con il martello”), giunto ormai alla 556ª puntata, Cabello è notoriamente imprevedibile.

 

nicolas maduro diosdado cabello

Sessantadue anni, ministro dell’Interno, della Giustizia e della Pace, Cabello ha finora dato segnali di unità, partecipando lunedì alla cerimonia di insediamento di Rodríguez, alla presenza delle diverse correnti del partito socialista al potere.

 

Ma quella stessa notte Cabello impugnava un fucile e incitava le forze di sicurezza in uniforme nera prima che pattugliassero Caracas per impedire ai cittadini di protestare.

 

«Dubitare è tradimento!», ha dichiarato, prima di ordinare al gruppo armato: «Ora, in strada a combattere per la vittoria».

VENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACAS

 

Sotto lo stato di emergenza dichiarato dal governo dopo la cattura di Maduro, alle forze di sicurezza è stato ordinato di dare la caccia ai simpatizzanti degli Stati Uniti, secondo quanto riportato nella Gazzetta Ufficiale, dove il governo venezuelano pubblica leggi e decreti. Residenti della capitale hanno riferito della comparsa di nuovi posti di blocco, in cui uomini armati e incappucciati controllavano i telefoni dei cittadini alla ricerca di messaggi antigovernativi.

 

La campagna del terrore guidata da Cabello sembrava entrare in contrasto con le dichiarazioni di Trump di martedì, che lasciavano intendere un possibile allentamento della repressione.

 

«Hanno una camera di tortura nel mezzo di Caracas che stanno chiudendo», ha detto Trump in conferenza stampa.

 

Cabello ha incarnato il movimento socialista al potere in Venezuela come pochi altri. Capitano dell’esercito, conobbe il defunto Hugo Chávez giocando a baseball durante gli anni all’accademia militare, diventando poi uno dei suoi più fedeli luogotenenti.

DIOSDADO CABELLO nicolas maduro

 

Durante il fallito colpo di Stato del 1992 guidato da Chávez, Cabello comandò i carri armati nell’attacco al palazzo presidenziale di Miraflores. Trascorse un paio d’anni in carcere, fino alla concessione della grazia a lui e agli altri congiurati. Nel 2002 contribuì al ritorno al potere di Chávez dopo un nuovo golpe.

 

[…]

 

MEME SULL ARRESTO DI NICOLAS MADURO

Oggi, mentre gran parte dei vertici del regime è soggetta a sanzioni finanziarie statunitensi, Cabello è uno dei soli due membri di alto livello del governo formalmente incriminati negli Stati Uniti per traffico di droga. Figura come coimputato nell’atto d’accusa americano contro Maduro, reso pubblico poco prima che l’ex uomo forte venezuelano fosse portato in tribunale a New York questa settimana. Cabello nega ogni addebito.

 

Cabello ha dimostrato quanto sia centrale come esecutore del potere dopo le elezioni presidenziali del luglio 2024, quando Maduro proclamò la vittoria nonostante i conteggi indicassero una sconfitta schiacciante contro il candidato dell’opposizione Edmundo González, ex diplomatico. Poche settimane dopo, Cabello fu nominato ministro dell’Interno mentre il regime utilizzava forze paramilitari per reprimere le baraccopoli, incarcerare attivisti per i diritti umani e costringere rivali politici all’esilio.

la cattura di nicolas maduro - foto creata con l'intelligenza artificiale

 

Il solo nome di Cabello incute timore. Martedì molti venezuelani hanno rifiutato di parlarne per paura di ritorsioni; chi lo ha fatto ha chiesto l’anonimato.

 

Una donna di 50 anni della città nordoccidentale di Maracaibo ha detto che Cabello è visto come qualcuno che conosce il Paese e tutti i suoi movimenti, alimentando le voci secondo cui potrebbe tentare di prendere il potere.

 

nicolas maduro diosdado cabello 1

Molti venezuelani lo conoscono per le sue frequenti apparizioni pubbliche e per il suo programma televisivo, in onda da oltre un decennio. Cabello parla per ore, mescolando commenti politici e umorismo cupo, mentre un piccolo pubblico applaude e ride. Trasmette conversazioni telefoniche registrate di nascosto tra leader dell’opposizione e si vanta di detenere prigionieri accusati di essere spie statunitensi.

 

A Washington, funzionari e parlamentari americani sperano che Rodríguez riesca a contenere Cabello. «I prossimi giorni saranno decisivi», ha detto il leader della maggioranza al Senato John Thune. A proposito di Rodríguez ha aggiunto: «Mi dicono che sia una persona pratica, pragmatica».

 

diosdado cabello

Sebbene Cabello abbia segnalato l’intenzione di non scuotere l’equilibrio, alcuni prevedono che questa tregua non durerà a lungo, soprattutto mentre gli ex alleati di Maduro iniziano a contendersi il controllo del potere.

 

[…]

 

Cabello è arrivato più volte a un passo dalla guida del Paese. Ha ricoperto formalmente la carica di presidente per alcune ore nella notte del 13 aprile 2002, fino al reinsediamento di Chávez dopo il tentato golpe. E nell’ultima apparizione televisiva di Chávez, prima di morire di cancro nel 2013, Cabello e Maduro gli erano accanto mentre invitava i fedelissimi a sostenere quest’ultimo come presidente dopo la sua morte.

 

VENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACAS

Geoff Ramsey, senior fellow non residente dell’Atlantic Council, ha affermato che Cabello ha sempre avuto gli occhi puntati sul trono, pur sapendo di essere inaccettabile per la comunità internazionale e imprenditoriale.

 

«Cabello ha la reputazione di un teppista machiavellico, ed è difficile immaginare che questa amministrazione — o qualsiasi altra — possa avvicinarsi a lui», ha detto Ramsey. «Delcy può avere l’orecchio di Donald Trump, ma non ha le armi. E Cabello questo lo sa».

DIOSDADO CABELLOdelcy rodriguez nicolas maduro diosdado cabello 2diosdado cabello 1VENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACASVENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACASVENEZUELA - BOMBARDAMENTO SU CARACASdelcy rodriguez nicolas maduro diosdado cabello 3

 

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