TRUMP DICE CAZZATE, SAPENDO DI MENTIRE (HA SOLO PAURA DI PERDERE LE MIDTERM) – L’ULTIMA? HA SOSTENUTO CHE “LE ELEZIONI AMERICANE SONO VULNERABILI AI BROGLI”, CHE LA CINA HA INTERFERITO NEL VOTO ED È “RESPONSABILE DI QUELLA CHE È RITENUTA LA PIÙ VASTA VIOLAZIONE DI DATI ELETTORALI DELLA STORIA” - I MEDIA AMERICANI HANNO SVOLTO UN CERTOSINO LAVORO DI FACT CHECKING E PASSATO IN RASSEGNA I DOCUMENTI DIFFUSI, QUASI TUTTI CON AMPIE PORZIONE ANNERITE PER QUESTIONI DI SICUREZZA. LA ASSOCIATED PRESS HA TRATTO LA CONCLUSIONE CHE NON C’E’ “NESSUNA PROVA DI VOTI MANIPOLATI O ESITO ALTERATO” - LE PAROLE DI TRUMP GIUNGONO MENTRE LE DIPLOMAZIE LAVORANO ALL'INCONTRO DEL 24 SETTEMBRE ALLA CASA BIANCA FRA TRUMP E XI (CHE NON HA ANCORA CONFERMATO LA VISITA…)
Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “la Stampa”
«Le elezioni americane sono vulnerabili ai brogli» e la Cina «è responsabile di quella che è ritenuta la più vasta violazione di dati elettorali della storia». Donald Trump ha scelto la East Room e il primetime della Costa Est (le 9 di sera, le 3 del mattino in Italia) per riaccendere la sua crociata sulla trasparenza del sistema elettorale statunitense e le necessità di porvi rimedio approvando il Save America Act prima delle elezioni di Midterm del 3 novembre.
Il presidente […] ha annunciato la divulgazione di documenti di intelligence divisi in quattro categorie ritenuti "i fatti" che certificano: l'interferenza della Cina e il cover up delle manipolazioni elettorali condotto da alti funzionari; l'indagine sui registri elettorali in Michigan; la partecipazione alle elezioni di cittadini non americani e la vulnerabilità del sistema di conteggio elettronico delle schede.
donald trump xi jinping foto lapresse
La Casa Bianca aveva presentato questi elementi come prove fattuali di un «sistema guasto non difendibile» e Trump rivolgendosi agli americani ha voluto presentare l'intero capo accusatorio come l'occasione per fare piazza pulita e come una debolezza del sistema da aggiustare.
I media americani hanno svolto un certosino lavoro di fact checking e passato in rassegna i documenti diffusi, quasi tutti con ampie porzione annerite per questioni di sicurezza. La Associated Press ha tratto la conclusione che «il discorso non ha portato nessuna prova di voti manipolati o esito alterato». I grandi network come Nbc e Abc hanno scelto di non trasmettere il discorso tramite la rete di emittenti.
La Cnn l'ha seguito a sprazzi. Trump li ha attaccati pesantemente, minacciando Nbc e Abc di togliere loro le licenze di trasmissione.
Il presidente ha puntato il dito contro la Cina. Ha accusato Pechino di aver acquisito illegittimamente i dati di 220 milioni di elettori. E di aver agito sin dal 2018 per condizionare ogni elezioni americana.
Sono però considerazioni che in passato erano state ridimensionate se non scartate dalla stessa comunità di intelligence che ieri invece Trump ha considerato la fonte più affidabile. Gli Usa non hanno mai accusato Pechino di interferire, inquinare o alterare i registri elettorali. Nel 2018 erano emerse delle interferenze per le Midterm e così nel 2019 erano emersi degli «sforzi per minare la fiducia degli americani nell'operato di Trump».
xi jinping e donald trump a pechino foto lapresse.
Ma un report della Cia del 2021 aveva sentenziato che Pechino «aveva scelto di non interferire». «Non ci sono prove di un complotto». La stessa acquisizione di dati dei cittadini non è vietata tanto che si parla espressamente di acquisto e non di sottrazione indebita o illegale.
Nel discorso Trump ha accusato la Cina, ma non si è spinto a chiedere misure contro Pechino o persino un'indagine. Il dito del presidente punta invece i funzionari, «anche ad alto livello» che hanno tenuto all'oscuro lui e il Congresso dell'esistenza di queste manovre. E ha chiesto che sia aperta un'indagine e che i responsabili siano – se individuati – perseguiti.
xi jinping e donald trump a pechino foto lapresse.
L'affondo contro Pechino ha trovato la reazione immediata delle autorità cinesi. Lin Jian, portavoce del Ministero degli Esteri, ha parlato di «accusa fabbricate» e di «calunniosa campagna diffamatoria». Le parole di Trump giungono mentre le diplomazie lavorano all'incontro del 24 settembre alla Casa Bianca fra Trump e Xi. Il leader cinese non ha ancora confermato la visita. L'invito era stato recapitato da Trump in maggio al termine del viaggio a Pechino. […]

