TRUMP HA GIÀ MANO LIBERA PER OCCUPARE MILITARMENTE LA GROENLANDIA – IN BASE A UN ACCORDO SIGLATO NEL 1951 DA USA E DANIMARCA, L’AMERICA GODE DI UN “ACCESSO MILITARE” MOLTO AMPIO IN GROENLANDIA. L’INTESA CONSENTE A WASHINGTON DI "COSTRUIRE, INSTALLARE, MANTENERE E GESTIRE" BASI MILITARI IN TUTTA L’ISOLA (AL MOMENTO HA UNA SOLA STRUTTURA MILITARE), DI "OSPITARE PERSONALE" E DI "CONTROLLARE ATTERRAGGI, DECOLLI, ANCORAGGI, MOVIMENTI E OPERAZIONI DI NAVI" – OLTRE ALL’OPZIONE DELLA FORZA, C’È L’IPOTESI DI COMPRARE IL PAESE AVANZATA DAL SEGRETARIO SI STATO MARCO RUBIO. NEL 1946 LA DANIMARCA RIFIUTÒ L'OFFERTA DELL'AMMINISTRAZIONE TRUMAN DI 100 MILIONI DI DOLLARI IN ORO…
'UN VECCHIO ACCORDO DÀ GIÀ A TRUMP CARTA BIANCA SU TRUPPE IN GROENLANDIA'
(ANSA) - WASHINGTON, 07 GEN - In base a un accordo poco conosciuto risalente alla Guerra Fredda, gli Stati Uniti godono già di un accesso militare molto ampio in Groenlandia. Attualmente, gli Usa hanno una sola base in un angolo molto remoto dell'isola.
Ma l'accordo consente loro di "costruire, installare, mantenere e gestire" basi militari in tutta la Groenlandia, di "ospitare personale" e di "controllare atterraggi, decolli, ancoraggi, ormeggi, movimenti e operazioni di navi, aeromobili e mezzi nautici". Lo ricorda il New York Times in un articolo che ricostruisce la genesi dell'intesa.
Susannah Meyers con jd vance e usha vance in groenlandia
L'accordo fu firmato nel 1951 dagli Stati Uniti e dalla Danimarca, che colonizzò la Groenlandia più di 300 anni fa e ne controlla tuttora alcuni aspetti. "Gli Stati Uniti hanno una mano così libera in Groenlandia che possono praticamente fare quello che vogliono", ha detto Mikkel Runge Olesen, ricercatore presso l'Istituto danese per gli studi internazionali di Copenaghen.
"Faccio molta fatica a immaginare che gli Stati Uniti non possano ottenere praticamente tutto ciò che vogliono", ha aggiunto, "se semplicemente lo chiedessero con cortesia". Ma comprare la Groenlandia — cosa che il segretario di Stato Marco Rubio ha detto martedì ai parlamentari essere l'ultimo piano di Trump — è un'altra questione.
la posizione strategica della groenlandia
La Groenlandia non vuole essere comprata da nessuno — soprattutto non dagli Stati Uniti. E la Danimarca non ha l'autorità per venderla, ha detto il dottor Olesen. "È impossibile", ha detto. Nel 1946 la Danimarca rifiutò l'offerta dell'amministrazione Truman di 100 milioni di dollari in oro.
L'accordo di difesa diretto tra Stati Uniti e Danimarca è stato aggiornato nel 2004 per includere il governo semiautonomo della Groenlandia, dandogli voce in capitolo su come le operazioni militari americane potrebbero influire sulla popolazione locale.
Le radici dell'accordo risalgono a una partnership forgiata durante la Seconda guerra mondiale, quando la Danimarca era occupata dai nazisti e si temeva che i nazisti potessero usare la Groenlandia come trampolino verso l'America.
LA GROENLANDIA L'AMERICA AVVERTE "NON È ESCLUSA L'OPZIONE MILITARE"
Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”
KATIE MILLER E LA FOTO DELLA GROENLANDIA CON LA BANDIERA STATUNITENSE
Il presidente Trump ha chiarito che l'acquisizione della Groenlandia è una priorità di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti ed è fondamentale per scoraggiare i nostri avversari nella regione artica. Lui e il suo team stanno discutendo diverse opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l'utilizzo delle forze armate statunitensi è sempre un'opzione a disposizione del comandante in capo».
Così la Casa Bianca, rispondendo alle domande della Reuters, ha replicato alla presa di posizione degli alleati europei e rilanciato le pretese espansionistiche di Washington. L'operazione potrebbe anche prendere la forma della "Free association", ma questa prospettiva non tranquillizza comunque Groenlandia e Danimarca, che hanno chiesto un incontro chiarificatore al segretario di Stato Marco Rubio.
Lo stesso Rubio che, secondo il Wsj, avrebbe detto a un gruppo di parlamentari Usa che la vera intenzione di Donald è «comprare l'isola dalla Danimarca». Un altro stretto consigliere di Trump, Stephen Miller, parlando con la Cnn, ha detto che «la Groenlandia dovrebbe far parte degli Stati Uniti».
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MARCO RUBIO - DONALD TRUMP - FOTO LAPRESSE
Alla vigilia delle elezioni del marzo scorso Tom Dans, uomo di punta di Trump per la Groenlandia, ci aveva spiegato così il piano: far vincere gli indipendentisti, attivare l'articolo 21 per avviare il processo che porta alla sovranità, e una volta tagliato il legame con la Danimarca, costituire una "Free association" con gli Usa, come hanno già fatto altri paesi nel Pacifico.
[...] Ma le ragioni per prenderla ora sono altre: «I ghiacci si sciolgono, rendendo questa regione strategicamente cruciale per la sicurezza nazionale americana e degli alleati occidentali. Per tre motivi: primo, le basi militari, che garantiscono protezione dagli attacchi nucleari, dal cielo e dal mare; secondo, le enormi risorse naturali non sfruttate, a partire dalle terre rare; terzo, l'accesso alle rotte di navigazione che si aprono nell'Artico. I rivali sono Cina e Russia, che hanno infrastrutture migliori delle nostre, e la Danimarca non hai mezzi per competere».
Dans non prevedeva invasioni: «La Nato era e resta il pilastro della difesa occidentale. Bisogna dare la parola agli abitanti della Groenlandia attraverso le elezioni. Se sceglieranno l'indipendenza, potremo negoziare con loro un Compact of Free Association, come gli Usa hanno già con nazioni del Pacifico tipo Palau, Micronesia e Marshall Islands».
[...] Le elezioni non erano andate come si auguravano gli Usa, ma il 15 dicembre Trump ha nominato Dans alla guida della United States Arctic Research Commission, l'agenzia federale che gestisce la regione. Così il suo piano per la "Free association" resta sul tavolo, ma potrebbe essere superato dall'invasione.
VIGNETTA ELLEKAPPA - TRUMP E LA GROENLANDIA
ELEZIONI IN GROENLANDIA
jd vance e la moglie usha arrivano in groenlandia

