zaluzhny zelensky donald trump

TRUMP HA GIÀ MESSO LE SUE FICHES SUL SUCCESSORE DI ZELENSKY – “THE ECONOMIST” CI RIVELA UN’OVVIETÀ: “IL PRESIDENTE AMERICANO MIRA A LIBERARSI DEL PRESIDENTE UCRAINO”. L’AVEVAMO CAPITO DALLE MENZOGNE SUL CONSENSO AL 4% E SULL’UCRAINA CHE “HA INIZIATO LA GUERRA”. MA CHI ARRIVEREBBE AL POSTO DELL’EX COMICO? L’EX PRESIDENTE, POROSHENKO, PROVA AD ACCREDITARSI CON GLI AMERICANI ADERENDO ALLA LINEA TRUMPIANA, MA L’UNICO A POTER BATTERE ZELENSKY È IL GENERALE ZALUZHNY, EX CAPO DI STATO MAGGIORE: IN UNA IPOTETICA SFIDA ELETTORALE A DUE, ZALUZHNY OTTERREBBE IL 65% DEI VOTI, CONTRO IL 30 DELL’ATTUALE CAPO DI STATO – MA SIAMO SICURI CHE IL MILITARISSIMO ZALUZHNY ACCETTEREBBE DI METTERE LA FIRMA E LA FACCIA SULLA RESA TOTALE A PUTIN?

'TRUMP VUOLE LIBERARSI DI ZELENSKY, ZALUZHNY IN POLE'

DONALD TRUMP E VOLODYMYR ZELENSKY

(ANSA) -  L'amministrazione di Donald Trump mira ormai a "liberarsi di Volodymyr Zelensky" come presidente dell'Ucraina e starebbe già lavorando alla scopo. Lo scrive oggi il britannico Economist, evocando il nome del generale Valery Zaluzhny, ex popolare comandante delle forze ucraine silurato a suo tempo da Zelensky e spedito a Londra come ambasciatore, quale possibile successore.

 

L'Economist cita poi un sondaggio secondo cui il presidente attuale risulta al 52% dei consensi, suo minimo storico dopo essere stato al 90%. E verrebbe travolto da Zaluzhny col 65% dei voti contro il 30 in un'ipotetica sfida elettorale a due.

 

VOLODYMYR ZELENSKY CON VALERY ZALUZHNY

Zaluzhny, che ha 49 anni, è stato in passato accreditato da media e commentatori ucraini e internazionali come un "eroe" e come "il salvatore dell'Ucraina", in quanto artefice della strategia che si ritiene abbia contribuito a far fallire l'iniziale avanzata verso Kiev dei reparti di Mosca subito dopo l'avvio dell'invasione russa su vasta scala del febbraio 2022.

 

Nominato capo di stato maggiore della Difesa dallo stesso Zelensky nel luglio del 2021, ad appena 45 anni, è stato tuttavia rimosso - a dispetto del presunto parere contrario dei comandi Usa e di altri alleati - circa un anno fa, per essere sostituito dal generale Oleksandr Syrskyi, russo di nascita e già capo dell'esercito.

 

DONALD TRUMP DA DEL DITTATORE A ZELENSKY - IL POST SU TRUTH

Un ricambio giustificato con la volontà di dar vita a una "riforma" strutturale delle forze armate di Kiev a fronte di sfide ulteriori, e sfociato poi nella marginalizzazione dell'ex comandante nella posizione di ambasciatore nel Regno Unito.

 

Ma che diversi analisti avevano legato invece a timori legati alla popolarità personale di Zalunzhny e anche a uno suo atteggiamento più prudente di quello dell'entourage presidenziale sui piani di guerra con la Russia dopo lo scacco della cosiddetta controffensiva ucraina del 2023: atteggiamento verosimilmente incompatibile con l'idea dell'incursione in una parte della regione russa di confine di Kursk, tentata in seguito senza risultati apprezzabili rispetto agli auspici di distrarre le forze russe per provare a fermarne la graduale avanzata nel Donbass.

 

POROSHENKO: «ZELENSKY SBAGLIA, DIALOGHI CON TRUMP. SOLTANTO LUI È IN GRADO DI FERMARE LA RUSSIA»

Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

DONALD TRUMP - VOLODYMYR ZELENSKY - MEME BY EDOARDO BARALDI

«Pur in circostanze avverse, Zelensky potrebbe fare meglio e invece sbaglia: dovrebbe tenere aperto e privilegiato il rapporto con Trump. Gli Usa restano la nostra unica garanzia contro Putin», sostiene Petro Poroshenko. L’ex presidente ucraino, sconfitto alle elezioni del 2019 e oggi accusato di irregolarità finanziarie e messo sotto embargo, con il Corriere accusa il rivale Zelensky di «avere già aperto la campagna elettorale».

 

Trump trasforma gli aggrediti in aggressori, sposa la propaganda russa, tratta con Putin alle spalle dell’Ucraina: cosa può fare Zelensky?

«Conosco bene Trump, ho lavorato con lui per oltre tre anni durante il suo primo mandato: sono certo che è possibile intenderci. Zelensky e diversi leader europei lo considerano un problema, io invece lo ritengo un’opportunità. Ma Zelensky non è riuscito a costruire un canale di dialogo diretto con lui».

 

Gli europei?

VLADIMIR PUTIN E PETRO POROSHENKO IN NORMANDIA - 2014

«Lo stesso deve fare l’Europa, perché ad oggi gli Stati Uniti restano la pedina vitale della nostra difesa e della Nato. […] occorre abbandonare la formula vuota del “nulla senza l’Ucraina o senza l’Europa”, evitare le frizioni con Trump. E però resta vivo il mio monito: non fidatevi di Putin e non temete. Capisce solo il linguaggio della forza».

 

Ma Trump gli concede tutto ancora prima di negoziare. No Ucraina nella Nato, sì alla cessione delle regioni occupate dalla Russia. Non è una resa?

«Sono voci. Solo tattiche per tenere Putin nel negoziato. Io non sono contento che l’Ucraina non sia coinvolta dall’inizio del negoziato. Ma è colpa di Zelensky».

 

Bene non firmare l’accordo sulle terre rare?

«Bastava che Zelensky prendesse i documenti e rispondesse che avrebbe deciso il Parlamento, perché non aveva l’autorità per accettare, evitando così lo scontro. Un bravo diplomatico non dice mai no».

donald trump emmanuel macron volodymyr zelensky

 

 

[…] Lo sa che l’Europa vi ha dato più aiuti che gli Usa?

«A noi non servono solo i soldi. Necessitiamo del sostegno militare e sappiamo che quello americano resta fondamentale. Voi europei avete i soldi, ma non le industrie militari, non le conoscenze belliche. Occorre far lievitare al 5% il budget per la difesa».

 

Trump può convincere Putin a finire l’aggressione?

«Solo lui può farlo. Noi non possiamo capitolare, se lo facessimo sarebbe una sconfitta anche per Trump. Che non lo può accettare: non vuole diventare come Nixon col Vietnam, ecco perché gli credo.

 

Valery Zaluzhky

L’Ucraina deve continuare a ricevere armi altamente tecnologiche, che possano battere la forza bruta della quantità russa: noi possiamo vincere, ne sono convinto. E vanno continuate le sanzioni economiche contro la Russia. Infine, si tenga aperta la porta della Nato per l’Ucraina contro i ricatti di Putin».

 

Trump potrebbe tornare ad armarvi?

«Sì, se Putin non accettasse le sue condizioni, e allora la Russia perderebbe. Non dimentichiamo che furono soprattutto i missili terra-aria Javelin inviati da Trump nel passato ad aiutare a scacciare i russi da Kiev tre anni fa».

MEME TIME - VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP

 

Come legge le sanzioni contro di lei?

«Zelensky sta preparando le elezioni e colpisce con sanzioni illegali e anticostituzionali il suo rivale più importante, come in passato ha fatto con l’ex capo di Stato maggiore Zaluzhny. Una mossa stupida e antidemocratica. Un segno di estrema debolezza».

[…]

 

La soluzione?

«Creare un governo di unità nazionale. Dall’ufficio presidenziale dicono che forse saremo in grado di tenere le elezioni quest’anno, nell’ultima settimana di ottobre».

poroshenko putinPETRO POROSHENKO E VLADIMIR PUTIN IN NORMANDIA - 2014

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...