TRUMP HA MOLTI MODI PER FAR IMPLODERE L’UE: TRA QUESTI, C’È IL GRANDE CLASSICO DELL’INGERENZA – UNA MAGISTRATA FRANCESE HA SVELATO DI ESSERE STATA CONTATTATA DA DUE EMISSARI DELL’AMMINISTRAZIONE USA, CHE VOLEVANO RACCOGLIERE ELEMENTI PER DIMOSTRARE CHE MARINE LE PEN SIA VITTIMA DI UN PROCESSO POLITICO – I DUE SONO SAMUEL SAMSON E CHRISTOPHER ANDERSON, CONSIGLIERI DEL DIPARTIMENTO DI STATO: L’INCONTRO DOVEVA ESSERE UNA CORTESIA ISTITUZIONALE, UNA DISCUSSIONE SUI DIRITTI UMANI. MA LA CONVERSAZIONE HA CAMBIATO TONO…
Estratto dell’articolo di Anais Ginori per www.repubblica.it
Sospetti di ingerenze americane nel processo a Marine Le Pen. […] Il caso nasce dopo che la magistrata Magali Lafourcade ha svelato di essere stata contattata da due emissari del presidente Usa nel tentativo di raccogliere elementi in grado di dimostrare che Le Pen sia vittima di un processo politico.
La magistrata […] ha riferito di aver ricevuto nel maggio scorso due emissari dell'amministrazione Usa, su richiesta dell'ambasciata americana a Parigi. Si tratta di Samuel Samson e Christopher Anderson, consiglieri dell’ufficio per la democrazia, i diritti umani e il lavoro del Dipartimento di Stato.
Sulla scia del vicepresidente americano JD Vance, il consigliere Samson è noto per aver descritto il Vecchio continente come “un focolaio di censura digitale, migrazioni di massa, restrizioni alla libertà religiosa e numerose altre violazioni dell’autodeterminazione democratica”.
Nello stesso testo pubblicato sull’account Substack del Dipartimento di Stato e intitolato “La necessità di alleati civilizzazionali in Europa”, aveva criticato la condanna di Le Pen e la sua ineleggibilità.
L'incontro tra gli emissari dell'amministrazione Usa e la magistrata francese era previsto come una pura cortesia istituzionale. “Dovevamo avere una discussione sui diritti umani, come avviene regolarmente con i diplomatici dei Paesi alleati” ha ricordato Lafourcade.
“Molto rapidamente - ha aggiunto - la conversazione è girata intorno alla situazione penale di Le Pen". Secondo la magistrata, i due diplomatici erano alla ricerca di “elementi per avallare una teoria che avrebbe potuto servire da supporto a una disinformazione o a una manipolazione del dibattito pubblico francese” e "accreditare l'idea che si tratti di un processo puramente politico" per impedire una candidatura di Le Pen nella corsa all'Eliseo del 2027.
Alla fine dell'incontro la magistrata ha "allertato" il ministero degli Esteri della Francia, segnalando la visita dei due diplomatici e quelli che secondo lei sono chiari elementi di "ingerenza" nella vicenda giudiziaria intorno alla leader del Rassemblement National. […]
A inizio gennaio, prima dell'inizio del processo in appello di Le Pen, il presidente del tribunale di Parigi, Peimane Ghaleh-Marzban, aveva già messo in guardia da un'eventuale ingerenza degli Stati Uniti, dopo indiscrezioni pubblicate dal settimanale tedesco Der Spiegel, secondo cui diversi magistrati incaricati del dossier Rn potrebbero essere sottoposti a sanzioni da parte di Washington. In autunno Trump aveva criticato la condanna in primo grado di Le Pen, invocando la “liberazione” della dirigente dell’estrema destra, vittima a suo dire di una “caccia alle streghe”.
Le Pen è stata appena interrogata per due giorni nel processo in appello dopo la condanna in primo grado, con ineleggibilità. Durante le udienze è stata messa più volte in difficoltà dalle domande dei magistrati, non volendo cambiare strategia difensiva. “Non abbiamo commesso alcuna irregolarità” ha ripetuto davanti ai giudici […]




