“TRUMP SI VENDICA DELL'INGRATA EUROPA PRENDENDOSELA CON L'ALLEANZA ATLANTICA” – L'AMBASCIATORE STEFANINI: “I NUOVI DAZI AL 25% SULLE AUTO E IL RITIRO DI CINQUEMILA MILITARI AMERICANI DALLE BASI TEDESCHE SONO UN UNO-DUE PUGILISTICO RIFILATO AL VECCHIO CONTINENTE DAL TYCOON. CAMBIA POCO O NIENTE ALLA DIFESA DELL'EUROPA. RIMANGONO OLTRE 30.000 SOLDATI AMERICANI, PER ORA. MA L'ANNUNCIO DEL RITIRO, IL COMMENTO "PUNITIVO", CAMBIANO MOLTISSIMO ALLA SICUREZZA DELL'EUROPA E ALLA CREDIBILITÀ DELLA NATO. METTONO IN DUBBIO CHE DIFENDERE L'EUROPA SIA ANCORA UNA PRIORITÀ STRATEGICA AMERICANA. NE AVRÀ PARLATO TRUMP NELLA LUNGA TELEFONATA CON PUTIN?”
Estratto dell’articolo di Stefano Stefanini per “La Stampa”
DONALD TRUMP PRENDE LA MIRA CON UN FUCILE IMMAGINARIO
Da Washington arriva all'Europa un uno-due pugilistico in rapida sequenza. Donald Trump riapre il fronte commerciale minacciando di portare al 25% i dazi su automobili e veicoli commerciali importati dall'Unione europea mentre il Pentagono fa sapere che si prepara a ritirare 5.000 militari dalle basi tedesche.
Due annunci che rispondono a logiche diverse, da esaminare separatamente, ma tenuti insieme dall'animosità del presidente americano verso l'Europa. Esasperata dalle divergenze sulla guerra all'Iran e sulla condotta di Israele in Libano, a Gaza e in Cisgiordania. [...]
La minaccia dei dazi al 25% dall'attuale 15%, devastante per un settore automotive europeo già in difficoltà, è la più imminente: fin «dalla prossima settimana». Il presidente americano può metterla in atto in quanto hanno una base giuridica, la Sezione 232 del Trade Act del 1974, diversa da quelli dichiarati nulli dalla Corte Suprema.
Questo riaprirebbe la guerra commerciale Usa-Ue che era stata messa a tacere col faticoso accordo di Turnberry dell'agosto scorso. Trump sostiene che non è rispettato da parte europea. E qui non ha tutti i torti. Il Parlamento europeo non l'ha ancora definitivamente approvato.
[...] manca ancora l'ultimo passaggio in plenaria. Mentre gli Usa, dove basta l'ordine esecutivo del presidente, lo stanno già attuando. Se adesso portano il dazio sull'automotive al 25%, si può facilmente prevedere cosa succede: salta tutto.
donald trump e i dazi sulle auto
L'Ue ha pronte misure di rappresaglia. Nel giro di pochi giorni, ci potremmo trovare in pieno scontro commerciale transatlantico.
L'Ue pagherebbe così l'incapacità istituzionale di chiudere in fretta l'accordo di Turnberry, causa la miopia politica di un Parlamento che, per equilibri di potere interni, mette in bastoni fra le ruote ai tentativi Ue di giocare ruolo geopolitico - altro vistoso esempio il rinvio dell'accordo col Mercosur alla Corte di giustizia europea per un «parere giuridico».
FRIEDRICH MERZ DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA
Sul versante americano, tuttavia, Donald Trump non chiede di meglio che riaprire il fronte dazi sul quale si sente più forte. Non tanto per finalità commerciali: l'Ue è in ritardo ma Turnberry resta complessivamente favorevole agli Usa. La non approvazione del Parlamento è un assist a Donald per "punire" gli europei. Ed è qui il nesso col secondo colpo sul versante sicurezza.
Annunciando affrettatamente il ritiro di truppe dalla Germania, pur in un arco di tempo non immediato (6-12 mesi), il presidente americano si vendica dell'ingrata Europa prendendosela con l'Alleanza Atlantica. Le cose non vanno per il verso giusto con l'Iran - l'amministrazione si sta arrampicando sugli specchi col Congresso per spiegare che non è più in guerra, mentre il Presidente minaccia Teheran di escalation perché le proposte iraniane «non gli piacciono».
URSULA VON DER LEYEN DONALD TRUMP A NEW YORK
Presenta quindi il conto agli europei, in primis alla Germania, rei di non aiutare contro l'Iran. Ne fa le spese la Nato, in una curiosa inversione strategica - era nata e cresciuta per rafforzare la proiezione internazionale degli Stati Uniti, come tutte le alleanze in cui il più forte (gli Usa) arruola i più deboli (europei e Canada) per rafforzarsi complessivamente.
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La rottura politica con l'Europa si consuma però nella fretta nel darne notizia, a malapena due mesi prima del vertice Nato di Ankara (7-8 luglio), ventilando analoghi provvedimenti per Spagna e Italia. «Riduco per punirvi».
VLADIMIR PUTIN - DONALD TRUMP - VERTICE ANCHORAGE, ALASKA
In 76 anni, la Nato è sopravvissuta a molte crisi - espulsa da Parigi nel 1967 nel bel mezzo della Guerra Fredda, uscita umiliante dall'Afghanistan del 2021 - ma non era mai stata rotta dall'interno. Mai ad opera degli Stati Uniti.
Per gli Usa è stata ed è il perno strategico dello scacchiere euro-atlantico. Offre un costante supporto negli altri teatri in cui gli Usa sono impegnati, Medio Oriente e Indo-Pacifico. […]
Il ritiro di 5.000 militari americani dalla Germania cambia poco o niente alla difesa dell'Europa. Ne rimangono oltre 30.000, per ora. Ci sono tutte le truppe europee. L'Ucraina continua a resistere. Con queste cifre, l'equazione delle forze con la Russia rimane praticamente identica.
vladimir putin e donald trump - meme by 50 sfumature di cattiveria
Ma l'annuncio del ritiro, il modo in cui è stato fatto, il commento "punitivo" cambiano moltissimo alla sicurezza dell'Europa e alla credibilità dell'Alleanza. Mettono in dubbio che difendere l'Europa sia ancora una priorità strategica americana.
Ne avrà parlato Donald nella lunga telefonata con Vladimir? E anche se non ne ha parlato, che conseguenze ne trarrà il presidente russo? Speriamo solo che Putin non le voglia mettere presto alla prova. La fine della Nato è il vecchio sogno agognato dagli inquilini del Cremlino. Sui dazi si può sempre negoziare, sulla sicurezza molto meno.
donald trump - nato
FRIEDRICH MERZ DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA
