virginia raggi roberta lombardi

TUTTI I NEMICI DI VIRGINIA - ROBERTA LOMBARDI PREME PER L’AUTOSOSPENSIONE DELLA SINDACA, MA DAVIDE CASALEGGIO HA CONVINTO GRILLO CHE LA RAGGI VA DIFESA ASSOLUTAMENTE: SE CROLLA LEI, CROLLA TUTTA L’IMPALCATURA. SARÀ SOSPESA SOLO IN CASO DI RINVIO A GIUDIZIO - LA FRONDA DEI PURISTI È STATA AZZITTITA, MA I PARLAMENTARI SI MUOVONO CONTRO I TRE COMUNICATORI

1. M5S STUDIA LA VIA D' USCITA LO SCENARIO DELLE DIMISSIONI

Alessandro Trocino per il Corriere della Sera

 

RAGGI DE VITORAGGI DE VITO

Una sentenza può salvare Virginia Raggi. E un' altra può condannarla. La prima è quella della Corte costituzionale di ieri. Che boccia l' Italicum, ma, almeno nelle speranza dei 5 Stelle, rende più probabile le urne ravvicinate e, di conseguenza, più difficile il «defenestramento» della sindaca. L' altra sentenza è quella che potrebbe condannare la sindaca di Roma per abuso di ufficio e falso.

 

E che, trapela da ambienti vicino alla Casaleggio Associati, segnerebbe la fine della carriera politica della sindaca, con la richiesta immediata di dimettersi. Questi sono i giorni più difficili per la Raggi. Circondata da uno staff di legali, ha cercato per tutta la sera una via d' uscita. Chi è andata a visitarla nella notte, tra gli altri il capogruppo Paolo Ferrara e Marcello De Vito, l' ha trovata «prostrata». Ieri mattina la giornata non è cominciata meglio.

 

Alle dieci è arrivata una telefonata di Beppe Grillo. Una «strigliata», a quanto risulta, con il fondatore furibondo. Opposta la versione del Campidoglio: «È stata una telefonata di incoraggiamento». «Siamo sereni - dice l' assessore allo Sport Daniele Frongia - il dialogo con i vertici del M5S c' è sempre stato». La linea ufficiale è quella di minimizzare, di non far trapelare la tensione. Perché non è il momento di prendere provvedimenti contro la Raggi, che potrebbero essere controproducenti per l' immagine del Movimento.

RAGGI DE VITO LOMBARDI DI MAIO FRONGIARAGGI DE VITO LOMBARDI DI MAIO FRONGIA

 

E perché la sentenza della Consulta sembra accelerare i tempi delle urne: non sarebbe opportuno per i 5 Stelle far saltare il loro sindaco più rappresentativo durante la campagna elettorale. Proprio per questo, vista l' impossibilità di scendere dalla nave, Grillo e Casaleggio cercano di raddrizzarne la rotta. Ormai la Raggi è un sindaco dimezzato, circondata da un cordone di sicurezza, che la controlla, la protegge e la dirige. Grillo confida molto nell' assessore Massimo Colomban.

 

E la squadra di governo sembra diventare sempre più ligure-centrica: oltre all' assessore Pinuccia Montanari e al segretario generale Paolo Mileti, ancora da Genova potrebbe arrivare il city manager, l' ex direttore generale Franco Giampaoletti. Più delicata la figura del capo di gabinetto, oggetto di trattative tra Raggi e i vertici M5S.

 

GRILLO RAGGIGRILLO RAGGI

Dai parlamentari 5 Stelle sono scarsi i messaggi di solidarietà. I pochi che la citano esplicitamente, come Giulia Grillo, dicono: «Continuiamo a sostenerla». Ma poi aggiungono: «Crediamo e ci auguriamo che la sindaca Raggi possa dimostrare la propria innocenza». L' onere della prova, anche dopo la pubblicazione di chat eloquenti con Marra, si è decisamente spostato su di lei.

 

L' unico tra i parlamentari che prova a mostrare un po' di entusiasmo è Danilo Toninelli che su Twitter conia l' hashtag #DajeVirgi. Meglio dello sfortunato slogan, lanciato pochi giorni fa, #Romariparte. In difesa della Raggi, arriva Antonio Di Pietro, vecchio sodale di Grillo: «Come al solito quando capita qualcosa a una persona che è fuori del sistema, lo si criminalizza prima del tempo».

 

CANTONECANTONE

Più secco il presidente dell' Anac Raffaele Cantone: «Quello che dovevamo fare l' abbiamo fatto. Gli aspetti penali spettano alla magistratura». E a proposito di magistratura, oggi ci sarà una coincidenza imbarazzante: la sindaca Raggi, che il 30 sarà sentita in Procura dopo l' invito a comparire, presenzierà all' inaugurazione dell' anno giudiziario.

 

 

2. E IL GRUPPO STA PER ESPLODERE CONTRO I 3 COMUNICATORI

Jacopo Iacoboni per la Stampa

 

danilo toninelli danilo toninelli

Roberta Lombardi, l' avversaria storica di Virginia Raggi, una delle poche politiche che il Movimento abbia, sta lavorando a questo scenario a Roma: auto-sospensione della sindaca, specialmente se la situazione giudiziaria si rivelerà (come sembra), seria e non risolvibile a breve.

 

Non è un caso che tra i pochissimi a parlare con i giornalisti, non tremebondi per l' editto bulgaro di Grill o di martedì, siano stati Marcello De Vito («io vicesindaco reggente? Il vicesindaco è Luca Bergamo») e Paolo Ferrara, due fedelissimi della Lombardi. Entrambi escludono l' autosospensione, Ferrara dice: «È un' ipotesi che non abbiamo mai preso in considerazione. Siamo compatti al fianco della sindaca». Ma in politica quando vuoi davvero far cadere un' ipotesi non devi neanche parlarne; neanche rispondere. Parlarne e rispondere vuol dire tenerla viva.

Alimentarla.

 

LUCA BERGAMO VIRGINIA RAGGILUCA BERGAMO VIRGINIA RAGGI

Tuttavia l' autospensione non si farà, per ora. Ci sono alcuni problemi, il primo dei quali insormontabile: Davide Casaleggio ha convinto ormai Grillo che la Raggi va difesa assolutamente, perché se crolla lei crolla tutta l' impalcatura. Di auto-sospensione si parlerà solo se arriverà il rinvio a giudizio. Il secondo problema è che Roberta Lombardi è isolata. Il fronte dei dissidenti, o dei rivoltosi, chiamateli come preferite, tutti quelli che hanno accumulato un malessere (profondo o lieve) contro i capi (Grillo, e il patto Davide Casaleggio-Di Maio: i difensori della Raggi) è ancora vastissimo, ma non ha in realtà una strategia comune. Fico è, al solito, indeciso.

 

Fa una dichiarazione critica su Trump, ma non ha pronta una vera azione parlamentare coordinata di attacco. Paola Taverna è assai determinata (forse la più determinata), ma anche lei deve calibrare perché a Milano hanno perso la pazienza. Il terzo problema è nei fatti: Grillo si è rotto di chi fa come gli pare, e impone di star zitti, e loro se lo fanno imporre e stanno zitti. Fotografia implacabile dei rapporti di forza.

beppe grillo davide casaleggio beppe grillo davide casaleggio

 

Luigi Di Maio ha però, anche lui, un problema: ormai il suo giro è davvero sempre più un gruppetto, chiuso, fatto di poche persone, inviso alla maggioranza dei parlamentari. Ha un patto con Davide Casaleggio basato sulla garanzia che il gruppo parlamentare glielo tiene lui, ma come può garantirlo se Casaleggio jr e Grillo terremotano e bastonano di continuo le truppe, facendo vacillare persino uomini come Danilo Toninelli, che si sfoga in giro (per dire, ha criticato il violentissimo post contro Repubblica )?

 

Al tempo stesso, nessuno sa meglio di Di Maio che la questione che si sta ponendo la Casaleggio in queste ore è brutale: che cosa deve salvare Davide del gruppo parlamentare?

Chi dannare, e chi traghettare alla prossima legislatura?

 

roberto fico luigi di maioroberto fico luigi di maio

E qui si apre un fronte interessante di battaglia, oltre la Raggi (data ormai da tutti per persa, nell' ottica del Movimento). Nel gruppo parlamentare non sopportano più (quasi all' unisono) i comunicatori (a cui dovrebbero ora chiedere il permesso persino per fare un tweet). Se Di Maio proponesse a Casaleggio di candidare Rocco Casalino al Parlamento alla prossima legislatura, togliendolo dalla comunicazione (quel cruciale trait d' union tra Parlamento e Casaleggio associati), riavvicinerebbe assai a sé i parlamentari. Non è una mossa impensabile, ci dicono.

 

rocco casalino  3rocco casalino 3

Per raccontare il clima, in una chat interna che ci è stata riferita un assistente parlamentare ha scritto (parlando dei capi della comunicazione): voi non avete idea di che razza di odio c' è verso questi... Seguiva epiteto non lusinghiero.

E qui siamo al punto, come ci rivela un parlamentare: «L' assemblea potrebbe chiedere, a breve, di tornare a votare sui membri della comunicazione».

 

Parentesi: all' europarlamento i parlamentari hanno già chiesto di far fuori - pronti via - la neo nominata Cristina Belotti.

Casaleggio jr li ha mandati a stendere, e loro ovviamente hanno abbozzato.

 

 

Ultimi Dagoreport

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….