grillo e di maio

ECCO TUTTO QUELLO CHE NON TORNA NELL'AUTODIFESA DI LUIGI DI MAIO - SECONDO IL LEADERINO GRILLINO, GIA' EX STEWARD DELLO STADIO SAN PAOLO, I POTERI FORTI IN AMA, LEGATI AL PD, AVREBBERO SCATENATO LA TEMPESTA PERFETTA CONTRO PAOLA MURARO - MA IL SUO RESOCONTO E’ PIENO DI FALLE

LA MAIL DI PAOLA TAVERNA A LUIGI DI MAIOLA MAIL DI PAOLA TAVERNA A LUIGI DI MAIO

Ivan Francese per www.ilgiornale.it

 

C'è qualcosa che non torna, nell'autodifesa imbastita in fretta e furia da Luigi Di Maio e data in pasto al popolo grillino accorso ieri sera a Nettuno per cercare di capirci qualcosa nel caos-Roma.

 

Il vicepresidente della Camera e candidato premier in pectore dei Cinque Stelle (ma visti i recenti sviluppi quest'ultima carica non pare più così certa) ha provato a giustificarsi da quella che secondo l'intransigente morale grillina sarebbe un'accusa della massima gravità: avere taciuto la notizia degli sviluppi giudiziari che già da giugno avevano colpito l'assessore all'Ambiente Paola Muraro. E di cui Di Maio era stato informato sicuramente da una mail della collega di partito Paola Taverna, pubblicata ieri dal Messaggero.

LUIGI DI MAIO - ALESSANDRO DI BATTISTALUIGI DI MAIO - ALESSANDRO DI BATTISTA

 

Di fronte alle accuse di omertà-omertà un imbarazzatissimo Di Maio aveva fornito una spiegazione fin dal principio poco verosimile: la stessa persona pronta a chiedere le dimissioni "in cinque minuti" del ministro dell'Interno Angelino Alfano indagato per abuso d'ufficio, con l'esponente della giunta stellata era stato cauto sostenendo di "non avere ben compreso" la portata della notizia.

 

luigi di maio  foto  ilaria magliocchetti lombiluigi di maio foto ilaria magliocchetti lombi

E ieri sera a Nettuno ha anche provato a giustificare quest'ultima, traballante, affermazione. La notizia relativa ai guai giudiziari della Muraro sarebbe stata sottovalutata, ha spiegato, dopo "le quattordici denunce presentate dall'ex amministratore delegato di Ama Daniele Fortini". La conclusione per il pubblico era pertanto ovvia: "Uno del Pd indaga, il nostro assessore è indagato". E giù applausi.

 

Peccato che lo schema ipotizzato da Di Maio richieda tempistiche quasi impossibili da rispettare. Come ben ricostruisce Marco Carta per Gli Stati Generali, Fortini - in Ama dal gennaio 2014 - avrebbe avuto a disposizione pochissime ore per produrre una mole cospicua di materiale accusatorio. Infatti le dimissioni del dirigente dalla carica di presidente e ad della società risalgono al 22 giugno.

virginia raggi paola murarovirginia raggi paola muraro

 

La vittoria della Raggi su Giachetti, però, risale al 20 giugno e la volontà di affidare alla Muraro l'assessorato all'Ambiente era stata resa nota solo il 17 alle sette di sera. Poiché nel documento relativo alle dimissioni (ancora consultabile sul sito di Ama) si parla esplicitamente delle quattordici denunce, secondo Di Maio l'ex presidente della società avrebbe avuto tre giorni di tempo per presentare quattordici denunce. Un'improbabile media di quasi cinque al giorno.

 

2 - LE SCUSE DI LUIGI DI MAIO, QUANDO LA PEZZA E’ PEGGIO DEL BUCO

MURAROMURARO

Marco Carta per http://www.glistatigenerali.com

 

Per tutta la giornata di ieri ha tenuto banco lo scambio di mail e sms fra la deputata Paola Taverna e il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, il quale sarebbe stato informato dell’indagine a carico dell’assessore Paola Muraro, senza farne menzione al resto del direttorio del Movimento 5 Stelle. La deputata Taverna, in un post su Facebook, ha smentito di aver passato alla stampa le mail incriminate, “sono pronta a querelare chiunque lo affermi”, mentre Di Maio, intervenendo dal palco di Nettuno, dove si trovava insieme a Beppe Grillo, ha chiesto scusa a tutto il popolo del Movimento 5 Stelle: “Ho sottovalutato il contenuto della mail che mi era stata inviata e sono qui a dirvelo negli occhi”.

 

luigi  di  maio foto  ilaria magliocchetti lombiluigi di maio foto ilaria magliocchetti lombi

Ad indurlo in errore, come ha detto nel suo intervento, sarebbero state le “14 denunce che l’ex amministratore delegato di Ama (Daniele Fortini ndr ) ha fatto al nostro assessore all’ambiente (Paola Muraro ndr)”, secondo uno schema consolidato, soprattutto nei comuni amministrati dai 5 Stelle: “uno del Pd denuncia, l’assessore risulta indagato”. Le parole di Di Maio conquistano il consenso del pubblico, che applaude, ma da dove il vicepresidente della Camera abbia ricavato questa informazione è un vero mistero.

 

Che durante la gestione di Daniele Fortini, entrato in Ama nel gennaio 2014, fossero stati prodotti “14 esposti-denuncia presentati all’Autorità Giudiziaria su bandi e/o gare delle precedenti gestioni” era infatti una notizia di pubblico dominio, ricavabile anche dalla lettera di dimissioni del Cda del 22 giugno 2016, ancora presente sul sito dell’Ama. Oltretutto, lo stesso Fortini ne aveva parlato anche due giorni prima nell’aula bunker di Rebibbia, durante l’udienza del processo Mafia Capitale, dove era stato chiamato in veste di testimone.

virginia raggivirginia raggi

 

Siamo al 20 giugno e Virginia Raggi da poche ore ha trionfato sul suo sfidante Roberto Giachetti, diventando sindaca di Roma. La squadra che l’avrebbe accompagnata in Campidoglio non è ancora stata ultimata, ma che Paola Muraro sarebbe divenuta l’assessora all’ambiente era noto solo dal 17 giugno, quando Virginia Raggi la presentò dal palco di Ostia al popolo dei 5 Stelle come “una che sa dove mettere le mani in Ama”.

 

virginia raggi sindaca di romavirginia raggi sindaca di roma

Prendendo per buona la versione di Luigi Di Maio, quindi, questa intensa attività inquisitoria, avviata da Fortini esclusivamente per penalizzare il Movimento 5 Stelle ed in particolare l’assessora Paola Muraro, sarebbe avvenuta in un lasso di tempo stimabile in meno di tre giorni, fra le ore 19 del 17 giugno, mentre la Raggi presenta la Muraro, e il lunedì successivo, quando Fortini siede di fronte ai giudici della X sezione penale. Un vero e proprio tour de force di 48 ore, fra sabato 18 e domenica 19 giugno, che prefigurerebbe per l’ex amministratore di Ama, più della sete di vendetta politica, un disturbo compulsivo ossessivo ai limiti dello stalking.

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