guelfi mazzuca diaconale freccero

ULTIME CAZZATE DA VIALE RENZINI 14 – IL "PORTABORSE" DI RENZI GUELFO GUELFI LOTTA PER LO STIPENDIO E PROPONE DI RINUNCIARE ALLA PENSIONE (LA PAGA RAI È IL DOPPIO) – NON PUÒ LAVORARE GRATIS NEPPURE DIACONALE – MA FARE IL CONSIGLIERE RAI ADESSO È UN LAVORO?

Brunella Bolloli per "Libero"

 

Guelfo GuelfiGuelfo Guelfi

Senza grandi sorprese il consiglio dei ministri di ieri ha nominato Antonio Campo Dall' Orto nuovo direttore generale della Rai. Il nome del fondatore di Mtv Italia, molto gradito al premier Matteo Renzi, era nell' aria da tempo e sul fatto che fosse il prescelto non c' erano dubbi, al punto che prima ancora degli annunci ufficiali, il manager è stato avvistato a pranzo in un ristorante dei Parioli con la neo presidente Monica Maggioni. Poi, dopo il Cdm, subito a Viale Mazzini, al lavoro.

 

Per la Maggioni è già stata liberata la stanza di Anna Maria Tarantola al settimo piano del palazzo di vetro con il mitico cavallo di bronzo all' ingresso. Il tempo di un saluto al Dg uscente, Luigi Gubitosi, un paio di ringraziamenti su Twitter (con il giallo di un profilo finto subito segnalato alla polizia postale) e anche per lei la giornata è stata all' insegna del lavoro fino a sera.

 

arturo diaconale racconta il giovane simone baldelliarturo diaconale racconta il giovane simone baldelli

«I nuovi presidente e direttore generale sono una scommessa sulla professionalità e una garanzia di competenza», si è affrettato a commentare il premier, «due professionisti della televisione al vertice della Rai, non accadeva da anni», ha aggiunto tutto soddisfatto. Attestati di stima alla nuova coppia di comando sono giunti da destra e da sinistra, con l' eccezione del leader Cinquestelle Beppe Grillo che ha tuonato dal suo blog contro la neopresidente in un post dal titolo Maggioni chi?.

arturo diaconalearturo diaconale

 

Per Grillo, l' ex direttore di Rainews24 e di Televideo è «espressione dei poteri occulti», perché ha partecipato a riunioni del club Bilderberg, inoltre, secondo Grillo, l' ex inviata di guerra sarebbe responsabile del «crollo degli ascolti del canale all news della tv di Stato». Anche Rosy Bindi non è entusiasta di queste nomine se sono frutto «del patto del Nazareno risorto». Tra i consiglieri di amministrazione avrebbe preferito Ferruccio De Bortoli, il cui nome è stato proposto dalla minoranza dem.

 

In verità, ora, infilato anche l' ultimo tassello del puzzle con la nomina del Dg, resta il problema dei consiglieri pensionati che non vogliono mollare i quattrini. Cioè i quattro membri che già ricevono una pensione dallo Stato e che quindi, secondo la legge 114, non possono percepire altro compenso e assumere incarichi nelle società controllate dallo Stato.

 

Giancarlo Mazzuca Giancarlo Mazzuca

Si tratta di Guelfo Guelfi (70 anni), Arturo Diaconale (69), Carlo Freccero (67) e Giancarlo Mazzuca (67). Se Freccero ha già dichiarato che lui lavorerà in Rai anche gratis («perfino in catene pur di fare un dispetto a Renzi», ha detto l' istrionico direttore di Rai4), di diverso avviso è il fiorentino Guelfi, ex Lotta continua e «amico di Matteo», che sta diventando un caso.

Carlo Freccero Carlo Freccero

 

«Verso alla Rai la mia pensione, e l' azienda mi paga lo stipendio», è la sua proposta lanciata urbi et orbi. Mica fesso, il Guelfi: lui dice d' intascare 1.440 euro al mese, mentre lo stipendio di un consigliere di amministrazione Rai è di circa 66mila euro l' anno, che diviso per 13 mesi e considerato che la cifra è lorda, diventa all' incirca il doppio della sua pensione.

 

Di sicuro meglio il compenso della Rai. Contrario all' idea di lavorare gratis anche Diaconale: «Potrei anche fare il consigliere per puro divertimento», ha dichiarato, «ma sarebbe una cosa bizzarra. È la Costituzione che impone la retribuzione per chi svolge un' attività». Si studia una soluzione al problema, ma almeno per un anno i quattro dovranno accontentarsi di sedere nel Cda gratis.

 

monica Maggioni monica Maggioni

C' è poi il nodo delle direzioni di rete. Tutte le altre caselle da assegnare: dall' ammiraglia Raiuno a Rainews24 lasciata libera dalla Maggioni e per ora affidata ad interim a Mirella Marzoli, anche se si parla in futuro dell' inviata di esteri Lucia Goracci. I nomi, su cui i partiti si stanno già scannando, potrebbero essere resi pubblici già nel Cdm del 2 settembre e c' è grande attesa soprattutto per la riorganizzazione dell' informazione, settore nel quale anche l' opposizione vuole dire la sua.

 

Verrà attuata, cioè, la riforma Gubitosi che porterà, nella sua prima fase, alla creazione di due newsroom: una accorperà Tg1, Tg2 e Rai Parlamento, l' altra Tg3, Rainews24 e la testata regionale.Se per la prima rimane saldo l' attuale direttore del Tg1, Mario Orfeo, sulla seconda circola il nome di Vincenzo Morgante, gradito al Colle. Ma anche Forza Italia vuole giocare la sua partita.

 

MAGGIONI CAMPO DALLORTO IL FATTOMAGGIONI CAMPO DALLORTO IL FATTO

L' accordo tra Renzi e Berlusconi non si fermerebbe infatti al nome del presidente Rai, ma prevederebbe l' approdo dell' ad di Rai Com, Luigi De Siervo, molto vicino a Renzi, e del direttore di Rai1, Giancarlo Leone, alla vicedirezione generale. Altro nome che viene fatto con insistenza è quello dell' attuale direttore di Skytg24, Sarah Varetto, mentre Maurizio Mannoni prenderebbe il posto di Bianca Berlinguer al Tg3 e Andrea Covotta è in pole per il Tg2.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?