gas russia ursula von der leyen vladimir putin

URSULA VA ALLA GUERRA DEL GAS CONTRO PUTIN – VON DER LEYEN PRESENTA LA ROADMAP DI BRUXELLES PER LIBERARSI DELL'ENERGIA DI MOSCA E AVVERTE I FILO-PUTIANI D’EUROPA: “RIAPRIRE AL GAS RUSSO SAREBBE UN ERRORE DI PROPORZIONI STORICHE. I NOSTRI PREZZI DELL'ENERGIA NON POSSONO ESSERE DETTATI DA UN VICINO OSTILE” – LA COMMISSIONE UE VIETERÀ GLI ACQUISTI DI METANO DI GAZPROM ENTRO FINE ANNO. MA L'UNGHERIA DI ORBAN BOCCIA IL PROGETTO…

VON DER LEYEN, 'RIAPRIRE AL GAS RUSSO SAREBBE UN ERRORE STORICO'

URSULA VON DER LEYEN

(ANSA) - BRUXELLES, 07 MAG - "Alcuni continuano a sostenere che dovremmo riaprire il rubinetto del gas e del petrolio russi. Sarebbe un errore di proporzioni storiche. E faremo sì che non accada". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando alla plenaria dell'Europarlamento a Strasburgo all'indomani della presentazione della roadmap di Bruxelles per liberarsi dell'energia russa.

 

Von der Leyen ha rimarcato la necessità di tagliare la dipendenza dai combustibili fossili di Mosca, che restano "una fonte chiave di finanziamento per la macchina da guerra russa", evidenziando che "c'è una netta maggioranza al Parlamento europeo a favore di questa iniziativa" e "anche la presidenza polacca si sta impegnando a fondo in tal senso".

 

GAS RUSSIA

"La Russia ha dimostrato ripetutamente di non essere un fornitore affidabile. Putin ha già tagliato i flussi di gas verso l'Europa nel 2006, 2009, 2014, 2021 e durante tutta la guerra. Quante volte ancora prima che imparino la lezione? La dipendenza dalla Russia non è dannosa solo per la nostra sicurezza, ma anche per la nostra economia. I nostri prezzi dell'energia non possono essere dettati da un vicino ostile", ha sottolineato.

 

putin ursula von der leyen

"Sbarazzarsi del gas russo non è solo necessario. E' possibile e deve essere fatto. E questa è una questione di volontà politica. L'anno scorso le nostre importazioni di energia dalla Russia hanno registrato una leggera ripresa: abbiamo quindi bisogno di un ultimo sforzo per eliminare gradualmente i combustibili fossili russi. Ed è questo l'obiettivo della tabella di marcia che abbiamo presentato ieri", ha osservato von der Leyen, riassumendo poi le principali misure contenute nella roadmap per arrivare allo stop entro la fine del 2027.

 

"Inoltre, intensificheremo i controlli sulla flotta ombra russa. L'era dei combustibili fossili russi in Europa sta volgendo al termine", ha sottolineato.

 

CRISI DEL GAS TRA RUSSIA ED EUROPA

"La buona notizia è che abbiamo fatto progressi incredibili dall'inizio della guerra. Grazie al risparmio energetico e alle rinnovabili, abbiamo già ridotto il nostro import di gas dalla Russia di 60 miliardi di metri cubi all'anno. E grazie ai nostri partner, abbiamo diversificato le nostre attività", ha aggiunto, ricordando le forniture di gas e gnl ricevute durante la crisi da Stati Uniti, Norvegia, Giappone e Repubblica di Corea.

 

"Nello stesso periodo, siamo passati dal 45% al ;;13% delle nostre importazioni di gas provenienti dalla Russia. Siamo passati da uno su cinque barili di petrolio a uno su cinquanta: una riduzione di dieci volte. E potremmo andare ancora molto oltre.

 

Dall'inizio della guerra abbiamo ampliato notevolmente la nostra infrastruttura gnl. Anche gli Stati membri che dipendono maggiormente dal gas russo dispongono già di sufficienti alternative", ha osservato.

 

VON DER LEYEN, PUTIN VUOLE IMPORRE A KIEV L'INACCETTABILE

ursula von der leyen euro-nazismo - vignetta sul sito dei servizi segreti russi

(ANSA) - "Abbiamo visto tutti come negozia la Russia. Bombarda. Intimidisce. Seppellisce le promesse sotto le macerie. Putin vuole costringere l'Ucraina ad accettare l'inaccettabile". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando alla plenaria dell'Europarlamento a Strasburgo.

 

"Una pace giusta e duratura, che garantisca la sovranità dell'Ucraina, ne rispetti l'integrità territoriale e ne sostenga le aspirazioni europee. Questo è il bivio che ci troviamo di fronte. E per l'Europa la posta in gioco è enorme. Quindi dobbiamo fare del nostro meglio per rafforzare la posizione dell'Ucraina", ha sottolineato.

 

ursula von der leyen e volodymyr zelensky summit per la pace svizzera

"Ottant'anni dopo" la liberazione dal nazismo, "ci troviamo di fronte a un altro momento decisivo nella storia del nostro continente. La guerra in Ucraina finirà prima o poi. E il modo in cui finirà la guerra plasmerà il nostro continente per le generazioni a venire. Il futuro degli ucraini è in gioco, ma lo è anche il nostro", ha sottolineato von der Leyen.

 

"Un accordo sfavorevole potrebbe incoraggiare Putin a tornare a chiedere di più. Sarebbe la ricetta per maggiore instabilità e insicurezza. Invece, una pace giusta e duratura potrebbe inaugurare una nuova era di prosperità per l'Ucraina e aiutarci a costruire una nuova architettura di sicurezza per l'Europa", ha rimarcato. La presidente ha quindi chiuso il discorso con l'ormai consueto 'Slava Ukraini' per riaffermare il sostegno dell'Ue a Kiev.

 

GAS RUSSO ADDIO

Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “La Stampa”

 

URSULA VON DER LEYEN VIKTOR ORBAN

A oltre tre anni di distanza dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina, dopo sedici pacchetti di sanzioni economiche, la Commissione europea ha deciso che è arrivato il momento di chiudere definitivamente i rubinetti dei combustibili fossili russi. […]

 

Gli Stati membri avranno due anni di tempo per azzerare gli acquisti di gas, petrolio e prodotti legati alla produzione di energia nucleare. Il tutto «indipendentemente da ciò che accadrà nei negoziati di pace» assicura il commissario danese, che ieri ha presentato la tabella di marcia per l'uscita graduale, ma definitiva, dal mercato energetico di Mosca.

 

Gli acquisti di gas russo sul mercato spot – che rappresentano un terzo del totale – verranno vietati entro la fine dell'anno, mentre quelli legati a contratti a lungo periodo dovranno terminare «al più tardi entro il 2027».

 

PUTIN E IL GAS - BY EMILIANO CARLI

Scatterà un vero e proprio bando, il che consentirà alle aziende europee importatrici di evocare la clausola di forza maggiore. Nel frattempo, le società energetiche europee saranno obbligate a condividere con la Commissione e con le autorità nazionali tutte le informazioni relative ai contratti in essere. Ungheria e Slovacchia, gli unici due Paesi che a oggi continuano a importare il petrolio russo, dovranno liberarsene entro il 2027.

 

[…]  Ma proprio l'Ungheria di Viktor Orban si è subito fatta avanti bocciando il piano che, a detta del ministro degli Esteri, Peter Szijjarto, «mette seriamente a repentaglio la sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'Ungheria, provoca un aumento dei prezzi e viola gravemente la sovranità del nostro Paese». Per aggirare il veto di Budapest, la Commissione ha fatto sapere che utilizzerà uno strumento giuridico diverso da quello delle sanzioni in modo da ottenere il via libera a maggioranza qualificata.

 

La Commissione europea presenterà una proposta legislativa il mese prossimo, nel frattempo gli Stati dovranno iniziare a predisporre dei piani nazionali con le rispettive tabelle di marcia per l'uscita dal gas russo. Tali piani dovranno essere spediti a Bruxelles entro fine anno.

 

viktor orban giorgia meloni - foto lapresse

L'obbligo di trasparenza per le società energetiche europee si applicherà inizialmente agli acquisti di gas dalla Russia, ma dal 2026 verrà esteso a tutti gli acquisti di gas su scala globale. A oggi, dieci Stati continuano a importare metano dalla Russia: 52 miliardi di metri cubi nel 2024, di cui 32 tramite gasdotto, pari al 19% dell'import totale (nel 2021 la quota era del 45%).

 

Secondo l'esecutivo europeo, ci saranno sufficienti alternative. La spinta verso la transizione arrivata dal piano RepowerEU farà risparmiare 15 miliardi di metri cubi di gas l'anno, mentre l'aumento della capacità globale di gas naturale liquefatto (soprattutto da Stati Uniti, Canada, Qatar e da alcuni Paesi africani) aumenterà la disponibilità sul mercato di circa 85-90 miliardi di metri cubi nel 2026, quantità che dovrebbe crescere di 250 miliardi di metri cubi entro il 2030.

 

GAS N ROSES - MEME BY CARLI

 A oggi, secondo la Commissione, la capacità di rigassificazione nell'Ue è di 250 bcm l'anno, il doppio del volume di import attuale.

 

Per quanto riguarda il petrolio, nonostante le sanzioni adottate dall'Ue, la Repubblica Ceca, la Slovacchia e l'Ungheria hanno continuato ad acquistare il greggio dalla Russia grazie a speciali deroghe.

 

Con il completamente del progetto Tal-Plus nell'aprile del 2025, Praga è ora in grado di sostituire le forniture di petrolio russo con alte fonti. Per Ungheria e Slovacchia, invece, l'import di petrolio da Mosca rappresenta circa l'80% dei loro acquisti: i due Paesi dovranno presentare dei piani per ridurre gradualmente le importazioni dalla Russia entro il 2027.

 

L'Ue, nel frattempo, porterà avanti iniziative per contrastare la cosiddetta "flotta fantasma" di navi che continuano a trasportare grezzo russo sotto altre bandiere.

 

viktor orban 2

C'è infine un capitolo legato al nucleare, visto che cinque Paesi usano reattori russi e il settore Ue dipende molto dall'import di uranio arricchito da Mosca. La Commissione punta a introdurre dazi sull'import di uranio dalla Russia, in modo da incentivare gli Stati a cercare fornitori alternativi. In parallelo, Bruxelles proporrà la creazione di una struttura Ue per garantire l'approvvigionamento di radioisotopi medici attraverso una maggiore produzione propria.

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