IL VOTO SI AVVICINA - “VANITY” INTERVISTA LA DONNA SOPRAVVISSUTA ALL’INCIDENTE DI 31 ANNI FA, IN CUI MORIRONO GENITORI E FRATELLO, MENTRE ALLA GUIDA C’ERA BEPPE GRILLO, CONDANNATO POI PER OMICIDIO COLPOSO - “HO PROVATO A CONTATTARLO MA MI HA RICHIAMATO SUO NIPOTE E SPIEGANDOMI CHE NON ERA IL MOMENTO. IN TUTTI QUESTI ANNI NON HA MAI SENTITO L’ESIGENZA DI VEDERMI, DI CHIEDERMI SCUSA, DI TELEFONARE AI MIEI GENITORI ADOTTIVI PER SAPERE COME STAVO?” – GRILLO NON COMMENTA…

Da "Vanity Fair" in edicola domani

«Non cerco nulla, se non la verità. Mi rifiuto di essere strumentalizzata da una politica in cui non mi riconosco, e dopo questa intervista non intendo tornare sull'argomento, quindi prego giornalisti e fotografi di non cercarmi più. Chiedo solo di incontrare il signor Grillo. È un gesto che devo a me stessa, ma anche ai miei genitori e a mio fratello, che non possono più parlare: lo faccio io a nome loro.

Molte volte mi sono chiesta che cosa proverei ad averlo davanti a me, di persona, per chiedergli di quel giorno. Fra tutti quelli che in questo periodo sentono continuamente parlare di lui e vedono la sua faccia e leggono ovunque le sue parole ci sono anche io, e lui dovrebbe ricordarselo, e dovrebbe capire l'effetto che mi fa. Ogni giorno penso a come sarebbe la mia vita se i miei genitori e mio fratello fossero ancora con me».

Inizia così il racconto di Cristina Gilberti, la sopravvissuta, che parla per la prima volta, in esclusiva, a Vanity Fair nel numero in edicola da mercoledì 6 febbraio. E pretende la verità. Il 7 dicembre 1981, Beppe Grillo è a Limone Piemonte, ospite dei Giberti. Renzo, suo vecchio amico, la moglie Rossana e i figli Francesco, 9 anni, e Cristina, 7. Dopo pranzo si decide di andare a godersi il sole, per un paio d'ore, su in quota, al Duemila, una baita raggiunta da una strada stretta e non asfaltata.

Tutti salgono sulla Chevrolet di Grillo, tutti tranne Cristina, che insiste per restare a vedere un cartone a casa di un'amica. Quasi a destinazione, dietro una curva, il sole illumina un lungo lastrone di ghiaccio. L'auto slitta all'indietro, diventa ingovernabile, urta una roccia, si gira, cade con il muso nel burrone. All'ultimo momento Grillo riesce a spalancare la portiera e a buttarsi. Per i tre Giberti non c'è niente da fare. Il comico verrà infine condannato per omicidio colposo, e per questo non si candiderà, sulla base del regolamento del Movimento 5 Stelle che esclude i condannati.

Oggi Cristina ha un altro cognome: quello del marito della sorella della madre, che la adottò dopo la tragedia. È diventata madre, ha 38 anni, fa volontariato per l'infanzia. Affronta l'intervista divisa tra il bisogno di verità e la ritrosia naturale. «Non amo parlare di me, forse la vita mi ha resa introversa. Ma oggi sono matura, ho fatto i conti con il passato e ho trovato il coraggio di guardare indietro».

Cristina, perché proprio oggi, alla vigilia delle elezioni, dopo più di trent'anni di silenzio?
«Gliel'ho detto: il signor Grillo è una presenza pubblica come mai prima, e come mai prima è forte la mia esigenza di confrontarmi con lui. La mia non è certo l'unica vita segnata da un lutto, mi guardo intorno e ne vedo tante di storie simili. La differenza è che nel mio caso - con i media che parlano continuamente di lui e del perché non si candida, e ogni tanto fanno anche vaghi riferimenti alla morte dei miei cari - dimenticare è impossibile. Tutte le domande che ho cercato di seppellire - che mi tormentano con i loro "perché" - sono tornate a galla. Ora ho bisogno delle risposte, una volta per tutte, per guardare avanti».

Non poteva contattarlo privatamente?
«Ci ho provato. Ho anche telefonato al suo ufficio stampa: ho espresso il desiderio di un confronto privato, mi hanno promesso che mi avrebbero fatto sapere. Mi ha richiamato un nipote di Grillo: mi ha spiegato che tutta la sua famiglia aveva sofferto per l'incidente, che non era il momento di ritornare sull'argomento. Ma per me il momento è questo: sono cresciuta, sono mamma, sono pronta per sapere e per parlare. Solo dopo quel "no" ho accettato di parlare con voi».

In passato, Beppe Grillo l'ha cercata?
«Mai. Non ho mai avuto occasione di sentirmi raccontare come sono andate le cose direttamente da lui, l'unico che possa davvero farlo. Mi conosceva bene, era amico dei miei, frequentava la nostra casa: come è possibile che in tutti questi anni non abbia mai sentito l'esigenza di vedermi, di chiedermi scusa, almeno di telefonare ai miei genitori adottivi per sapere come stavo?».

Il resto dell'intervista, e il racconto della zia di Cristina, sul numero di Vanity Fair in edicola da domani. Prima di andare in stampa con questa storia, Beppe Grillo è stato avvertito e gli è stata data la possibilità di commentare in qualsiasi modo. lui ha scelto - Legittimamente - di non farlo.

 

BEPPE GRILLO SOTTO LA PIOGGIA A BOLOGNA BEPPE GRILLO E PARVIN TADJK AL MARE FEDERICA SALSI E BEPPE GRILLOBEPPE GRILLO NUOTA NELLO STRETTO DI MESSINA grillo beppe grillo beppe BEPPE GRILLO IN SICILIA DOPO LA TRAVERSATA A NUOTO DELLO STRETTO DI MESSINA

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