“SE MI ENTRI IN CASA, RINUNCI AL DIRITTO ALLA VITA” – VANNACCI RILANCIA SUL TEMA SICUREZZA, NEL GIORNO IN CUI SALVINI VA A TROVARE MARIO ROGGERO NEL CARCERE DI BOLLATE – L’EX GENERALE MENA SGANASSONI ALLA LEGA, ACCUSATA DI AVER COPIATO L’EMENDAMENTO SULLA LEGITTIMA DIFESA, E A GIORGIA MELONI, “CHE SI INGINOCCHIA ALLA RINSECCHITA DI BRUXELLES MENTRE PRIMA DICEVA ALL’EUROPA ‘LA PACCHIA E’ FINITA’” – VANNACCI E’ UN FIUME IN PIENA: “VA TOLTA LA POSSIBILITÀ A UN CRIMINALE DI ESSERE RISARCITO” - NEL MIRINO FINISCONO ANCHE I MAGISTRATI CHE SE NE STANNO “SEDUTI CON ARIA CONDIZIONATA E COMODE POLTRONE A DECIDERE, È DIVERSO RISPETTO A CHI VALUTA IN UN SECONDO TRA LA VITA E LA MORTE”
Estratto dell’articolo di Andrea Vivaldi per “la Repubblica”
“Va messo un cartello sulle porte di casa: "Non entrare, pericolo di morte". Perché se mi entri in casa tu rinunci al diritto alla vita. Come per i cavi dell'alta tensione: non vanno toccati». Proprio nel giorno in cui Matteo Salvini va a trovare in carcere a Bollate il gioielliere Mario Roggero, dentro la sala del Grand Hotel Principe di Piemonte a Viareggio, Roberto Vannacci arriva dal lungomare, mano nella mano con la moglie, e scatena la sua arringa. Una raggiera di coltelli che lancia contro il centrodestra in ogni direzione.
Ne ha per tutti: per la Lega, che «ci ha copiato l'emendamento e lo ha riproposto adesso», dice, riferendosi all'estensione della legittima difesa, e per la premier Giorgia Meloni che «oggi si inginocchia alla rinsecchita di Bruxelles, mentre prima diceva all'Europa "la pacchia è finita"». Dalla sala della rassegna "L'Estate del Principe" i suoi e i sostenitori lo applaudono. C'è chi alza una maglietta bianca: «Io sto con Mario Roggero».
MARIANGELA SANDRONE - MARIO ROGGERO E LA FIGLIA
L'ex generale rivendica di aver presentato una «riforma che amplia l'esercizio della legittima difesa, peccato — dice — che questa alleanza di centrodestra non l'abbia presa in considerazione. Va tolta la possibilità a un criminale di essere risarcito. Se i nostri emendamenti fossero stati accettati, Roggero oggi non dovrebbe pagare».
Poi un'altra stoccata: «Abbiamo chiesto di modificare le leggi e il centrodestra ha fatto orecchie da mercante. Questa è la differenza tra la politica dei palazzi, degli inciuci, e noi». Nel mirino finiscono anche i magistrati che se ne stanno «seduti con aria condizionata e comode poltrone a decidere, è diverso rispetto a chi valuta in un secondo tra la vita e la morte». E già che c'è indica la strada al Presidente della Repubblica: «Fossi io, non riuscirei a non concedere la grazia, vedendo a chi è già stata data. Se la meriterebbe. Lo Stato sta tutelando i criminali».
Giura che non gli interessano i sondaggi che lo vedono in crescita e che non gli piace la nuova legge elettorale, in cui però diventerebbe ago della bilancia. Prende le distanze. E anzi sale su un gradino per cerchiare in rosso gli errori di ministri e capi degli altri partiti: «Oggi c'è qualcuno che chiede la grazia senza aver esaminato le procedure e chi propone candidature che sono impedite dalle leggi». […] Sul caso Roggero gli animi si infiammano. Anche tra il suo pubblico. […]


