donald trump

LA VERA BESTIA NERA DI TRUMP SONO LE ELEZIONI DI MIDTERM – NON C’È NIENTE CHE PREOCCUPA “THE DONALD” COME PERDERE UNA CAMERA, O ENTRAMBE: PER LUI SIGNIFICHEREBBE TRASCORRERE GLI ULTIMI DUE ANNI ALLA CASA BIANCA A DIFENDERSI DA INCHIESTE CONGRESSUALI E SENZA PIÙ LA MAGGIORANZA NECESSARIA PER FAR APPROVARE LEGGI E RIFORME – GLI ANALISTI IPOTIZZANO CHE I REPUBBLICANI DOVREBBERO RIUSCIRE A MANTENERE IL SENATO, MENTRE LA CAMERA È UN’INCOGNITA: NON SARANNO IL VENEZUELA O LA GROENLANDIA A FARE LA DIFFERENZA. IL VOTO SI DECIDERÀ NEI SOBBORGHI DI PHILADELPHIA E DETROIT DOVE A CONTARE È L’“AFFORDABILITY”, OVVERO SE GLI AMERICANI CE LA FANNO O NO A PAGARE I CONTI E…

Estratto dell’articolo di Marco Bardazzi per “il Foglio”

 

donald trump concede la grazia

Il futuro dell’occidente non si deciderà in Groenlandia, ma molto più probabilmente in Maine e in Alaska, o nei sobborghi di Philadelphia e Detroit. In tutte quelle località americane, cioè, da dove a novembre potrebbero arrivare risultati elettorali capaci di cambiare l’esito delle elezioni di midterm […]

 

Il voto per il rinnovo del Congresso è sempre una sfida per l’amministrazione in carica, che quasi sempre perde seggi, ma raramente è apparso così importante come nel caso del voto di quest’anno. Perché il potere esecutivo in America non è mai stato così vasto e senza contrappesi come da un anno a questa parte: l’appuntamento elettorale di metà mandato è l’occasione per riequilibrare lo scenario e far tornare la politica al ruolo che le spetta.

DONALD TRUMP BALLA

 

Non c’è niente che Trump tema di più di quello che può succedere nell’Election Day del 3 novembre prossimo. Lo ripete da settimane ai propri colleghi nel Partito repubblicano, esortandoli a fare di tutto perché la Camera o il Senato non finiscano sotto il controllo dei democratici. “Sapete bene che se vincono mi faranno subito un impeachment”, ha detto il presidente. Trump si è spinto al punto, con apparente tono scherzoso, di chiedersi più volte se davvero sia necessario andare a votare per il midterm […]

 

trump dito medio

A meno di dieci mesi dall’appuntamento con le urne, lo scenario è di grande incertezza e giustifica le ansie di Trump. Ogni due anni gli Stati Uniti rinnovano la Camera e un terzo del Senato. Quest’anno, oltre ai 435 seggi della Camera, verranno eletti 35 dei 100 senatori (33 per scadenza ordinaria, due per elezioni speciali), oltre a trentasei governatori e una miriade di altre cariche statali e nei territori controllati dagli Stati Uniti.

 

I repubblicani al momento controllano entrambe le camere del Congresso, permettendo così a Trump quella libertà di manovra che ha ampiamente utilizzato nel primo anno della sua seconda presidenza. Perdere una camera, o addirittura entrambe, significherebbe per il presidente trascorrere gli ultimi due anni alla Casa Bianca a difendersi da probabili inchieste congressuali e senza più la maggioranza necessaria per far approvare a piacere leggi e riforme.

 

DONALD TRUMP SCENDE LA SCALETTA DELL AEREO TENENDOSI CON LA MANO SINISTRA (NONOSTANTE SIA DESTRORSO)

Il 119° Congresso, quello attualmente in carica, vede i repubblicani controllare la Camera con una maggioranza di 218 a 213 (quattro seggi sono vacanti) e il Senato 53-47.  […] i sondaggi che arrivano dai cinquanta stati hanno messo in allarme la Casa Bianca. Gli analisti al momento prevedono che i repubblicani dovrebbero riuscire a mantenere il Senato con una maggioranza risicata di 51 seggi, mentre la Camera è un’incognita. […]

 

[…] Il leader dei senatori democratici, Charlie Schumer, in un’intervista a Semafor ha messo da parte la consueta prudenza e si è detto convinto di poter vincere in Alaska, Maine, Ohio e North Carolina, quattro battaglie che sembravano proibitive. A fare la differenza sono quattro candidati di cui occorrerà tenere a mente i nomi nei prossimi mesi.

MEME SU DONALD TRUMP E L IRAN

 

[…] Se a Schumer riuscirà la scommessa su Alaska, Maine, Ohio e North Carolina, e se i democratici riusciranno a difendersi in stati difficili come Michigan, Minnesota e Georgia, si aprirà per loro una strada per la conquista del Senato. E potrebbero non mancare ulteriori sorprese in luoghi in apparenza proibitivi per i democratici, come il Texas, dove il senatore in carica John Cornyn è molto debole e sfidato dal suo stesso partito. Qui tutti i riflettori saranno sul trentaseienne James Talarico, astro nascente del Partito democratico, portabandiera di una nuova “sinistra religiosa” che prova a sfidare i Maga sul terreno dei valori e delle battaglie culturali.

donald trump

 

Ma è la sfida per la Camera il vero terreno di scontro politico dei prossimi mesi. In questo caso la differenza dovrebbero farla i sobborghi delle grandi città, da Chicago a Philadelphia, da Detroit a Los Angeles. I diciannove seggi per ora considerati incerti dai sondaggisti sono in buona parte nelle periferie metropolitane residenziali, dove i voti possono spostarsi con rapidità da un partito all’altro soprattutto in base alla situazione economica.

 

E’ qui che si combatterà la battaglia sulla narrazione dello stato di salute del paese. Qui conta quella parola che da mesi fa irritare Trump, “affordability”, che dominerà la campagna elettorale: gli americani ce la fanno o no a fare i conti con le spese ordinarie, i prezzi al dettaglio, i mutui da pagare, le rate delle assicurazioni mediche, il costo del carburante? E’ questo, non il Venezuela o la Groenlandia, che farà la differenza elettoralmente nel 2026. […]

 

jd vance e donald trump - groenlandia e canada - vignetta by osho

Il mondo Maga che sostiene Trump non è più monolitico come nelle elezioni del 2024 ed è alle prese con una guerra tra fazioni che influenzerà senz’altro il midterm: molti candidati repubblicani potrebbero venir boicottati se hanno posizioni ritenute non in linea con la Casa Bianca.

 

I democratici, d’altro canto, sono ancora alla ricerca di un’identità e di nuovi leader, tentati dalle derive socialiste newyorchesi in stile Zohran Mamdani o dalla strategia di proporsi come “Maga di sinistra”, come stanno facendo per esempio il governatore della California Gavin Newsom (a caccia di populisti) o l’ex seminarista battista Talarico in Texas (a caccia dell’elettorato religioso).

 

DONALD TRUMP

La vera novità la esprimono però gli elettori, che sembrano stufi di entrambi i partiti. Un sondaggio della Gallup ha appena svelato che il 45 per cento degli americani adulti si identificano oggi come indipendenti, pronti a spostarsi da una parte all’altra con pragmatismo secondo la convenienza del momento. Vent’anni fa erano solo il 30 per cento, segno che la fiducia nei due partiti è crollata in modo significativo in quest’ultimo decennio segnato dalle due presidenze Trump.

 

trump

I giovani, in particolare, sono un’enorme incognita. Più della metà dei potenziali elettori Millennials e della Generazione Z si identificano come politicamente indipendenti e in gran parte rappresentano la fetta degli indecisi nei sondaggi: conquistare il loro voto potrebbe cambiare le sorti delle elezioni di midterm e forse anche delle presidenziali del 2028.

trumpIL PASSO DELL OCA GIULIVA - VIGNETTA BY MANNELLI DONALD TRUMP donald trump - groenlandiaDONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI la mappa del mondo diviso tra vladimir putin donald trump e xi jinping di Kirill Dmitriev donald trump nei panni di jean baptiste colbert, la mente del mercantilismo

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