giorgia meloni e matteo salvini.

LA VERA OPPOSIZIONE ALLA MELONI ARRIVA DA SALVINI – IL LEGHISTA HA INIZIATO LA LUNGA GUERRA DI LOGORAMENTO ALLA DUCETTA IN VISTA DELLE EUROPEE CON SGAMBETTI, PROVOCAZIONI, FUGHE IN AVANTI – FDI RISCHIA DI CANNIBALIZZARE GLI ALLEATI E IL LEADER LEGHISTA DEVE RAGGIUNGERE LA SOGLIA PSICOLOGICA DEL 10% PER EVITARE RIVOLTE INTERNE – LA ROTTURA TRA I DUE RISCHIA DI ARRIVARE SULLE REGIONALI: SALVINI NON ARRETRA SULLA RICANDIDATURA DEI GOVERNATORI USCENTI. E IN SARDEGNA MINACCIA LO STRAPPO..

Estratto dell’articolo di Giulia Merlo per “Domani”

 

giorgia meloni matteo salvini atreju

Da ora alle elezioni europee, quella tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni sarà una estenuante partita a scacchi. I due leader sono già in aperta concorrenza: Meloni davanti con il suo quasi 30 per cento e Salvini in cerca di spazio politico per superare la soglia psicologica del 10 per cento. Magra consolazione, dopo il trionfante 34 per cento della Lega alle europee del 2019, l’apice un attimo prima del tonfo del Papeete che la ha portato all’opposizione.

 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI - BY EDOARDO BARALDI

Oggi che si trova a rincorrere, la strategia del leader leghista per recuperare elettori e identità politica è quella di punzecchiare, infastidire e tentare sgambetti alla premier. Del resto i dossier delicati sono molti e riguardano sia il governo sia le scelte politiche del centrodestra.

 

E Salvini sta sfruttando ogni spazio per anticipare decisioni che solo fino a qualche tempo fa venivano prese collegialmente tra alleati, costringendo Meloni a muoversi di conseguenza. La presidente del Consiglio, però, non è nota per la sua pazienza né per lo spirito coalizionale che aveva invece caratterizzato la leadership di Silvio Berlusconi quando i numeri erano ribaltati.

 

LA CANDIDATURA EUROPEA

GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

Il primo passo di Salvini è stato quello di annunciare a Quarta repubblica che non si candiderà alle elezioni europee. «Continuerò a fare il ministro» ha detto, volutamente ignorando l’input che Meloni aveva dato alla conferenza stampa del 4 gennaio.

 

[…] Salvini ha scelto subito di sfilarsi: troppo rischioso andare alla conta delle preferenze personali proprio nel momento in cui FdI è al massimo e per la Lega è un test delicato, anche perché il rischio sarebbe stato quello di concorrere non solo con Meloni, ma anche con l’altro nome di peso della Lega, quello di Luca Zaia, pronto a scendere in campo se le regole attuali non cambiassero, mantenendo il vincolo dei tre mandati in regione.

 

Che tuttavia Salvini sia deciso a rincorrere non tanto Meloni quanto lo zoccolo duro dei suoi elettori più estremi, lo ha dimostrato l’invito esplicito al generale Roberto Vannacci a candidarsi con la Lega. Vannacci certamente si farà desiderare eppure, se alla fine la sua candidatura sotto il simbolo di Alberto da Giussano andasse in porto, Salvini avrebbe guadagnato un candidato molto competitivo sullo stesso terreno degli alleati-avversari di FdI.

 

LA SFIDA SUI BALNEARI

matteo salvini giorgia meloni alla camera dei deputati

Il capitolo di governo su cui Salvini sta più insistendo, invece, riguarda le concessioni balneari. L’Unione europea ne imporrebbe la messa a gara a rischio di una procedura di infrazione, ma il ministro dei Trasporti ha fatto capire di non voler «svendere i sacrifici degli italiani» in nome delle norme europee e la linea della Lega è quella di difendere gli interessi degli attuali proprietari delle concessioni. Fino a che punto, però? In questo caso fonti leghiste mettono in chiaro che la partita «dipende dal ministro Fitto».

 

La Lega ha fatto la sua mossa nell’ultimo Cdm, quando Salvini ha svolto una informativa e inserito nella sua circolare esplicativa una proroga tecnica delle concessioni per tutto il 2024. Tuttavia l’onere di negoziare una via d’uscita con la Commissione europea per non rischiare la multa spetta al ministro di FdI, che dovrà anche intestarsi eventuali ripercussioni negative. [...]

 

LE REGIONALI

FRUTTETO DITALIA - VIGNETTA BY MACONDO

Al netto delle schermaglie sulle europee e dei tatticismi sulla legge Bolkenstein, il vero punto su cui il rapporto già teso tra Meloni e Salvini rischia di spezzarsi sono le candidature alle regionali. Questo è il vero tema su cui il leghista è deciso ad andare al muro contro muro, «anche a costo di presentarsi divisi», azzarda un leghista. In discussione, infatti, è una delle prassi più consolidate della coalizione di centrodestra: il governatore uscente ha sempre diritto a un altro mandato.

 

Meloni, forte dei risultati elettorali, è decisa a riequilibrare il numero di regioni governate da FdI: non ci è riuscita con il Trentino, dove la Lega ha tenuto duro riconfermando l’uscente Maurizio Fugatti, ma è decisa a farlo in Sardegna, dove ha un nome forte nell’ex “generazione Atreju” e attuale sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, che già parla da candidato presidente al posto del leghista uscente Christian Solinas. La battaglia è molto più che locale ma di sistema: se la ricandidatura dell’uscente verrà messa in discussione ora, salterebbe il banco ovunque in un domino che colpirebbe anche la Basilicata guidata da Forza Italia o l’Abruzzo sempre in quota Lega.

 

MATTEO SALVINI - CHRISTIAN SOLINAS

Per questo la posizione fatta filtrare è netta: «Sosteniamo tutti gli uscenti», compreso il governatore uscente di FdI in Abruzzo, e «nessuna riunione di coalizione in programma» su questo. Il grande non detto – anche se per ora la Lega non intende aprire il capitolo – è che, se non cambierà il divieto di quarto mandato per i governatori delle regioni, nel 2025 si aprirà la partita in Veneto.

 

Dunque quello di ora è un azzardo: non cedere nulla in questa tornata di regioni minori significa che, nel riequilibro chiesto da FdI e senza più Zaia candidato, Meloni rivendicherà la regione traino del nord-est. [...]

MATTEO SALVINI - CHRISTIAN SOLINAS ISCHIATUTTO - GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI - MEME BY EMILIANO CARLI giorgia meloni matteo salvini conferenza stampa sulla manovra CHRISTIAN SOLINAS - MATTEO SALVINI

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