1- CON PIERFURBY (E LE TANGENTI) SI VOLA! L’UDC DI CALTA&CASINI PLANA VERSO LE SBARRE! 2- L’ENAV DA ANNI È UNO STORICO FEUDO DI PIERCASINANDO: PUGLIESI NOMINATO AD NEL 2003 IN QUOTA UDC, CON BERLUSCONI PREMIER E CASINI PRESIDENTE DELLA CAMERA 3- IL VERO CDA DELL’ENAV: UDC AZIONISTA DI MAGGIORANZA, SOCI FORTI GLI EX AN MATTEOLI E ALE-DANNO (CITOFONARE: MOKBEL), CON LA DESTRA DI STORACE. NUOVO ENTRANTE (IN YACHT E BENTLEY): IL BRACCIO MAL-DESTRO DI TREMONTI, MARCO MILANESE 4- L’ACCUSATORE DI LERNIA, DETTO ‘ER COWBOY’: IN CINQUE ANNI USCITI UN MILIARDO E MEZZO DI EURO DALLE CASSE ENAV. LA TANGENTE DA 200MILA EURO PER IL TESORIERE DELL’UDC PIPPO (DI)NARO DA CONSEGNARE “PRESSO L’UFFICIO DELL’ONOREVOLE CASINI” 5- A INCASTRARE IL CASSIERE UDC, INTERCETTAZIONI TELEFONICHE, CELLE DEI CELLULARI, PRELIEVI BANCARI DEL GIORNO PRIMA, RISCONTRI NELLE TESTIMONIANZE E NELLE AGENDE. LA DIFESA: SOLDI PROMESSI PER LA CAMPAGNA ELETTORALE MA MAI DATI 6- INDOVINELLO DELLA DOMENICA: QUAL È L’UNICO GIORNALE CHE NON CITA L’UDC IN PRIMA PAGINA NEI TITOLI SULLE TANGENTI ENAV? TROPPO FACILE: ‘’IL MESSAGGERO’’ DI PIER-CALTA CALTAGIRONE E DIRETTO DA MARIO ORFEO, CIOè DA COLUI CHE VIENE GETTONMATO COME PROSSIMO DIRETTORE DEL TG1), CHE NASCONDE LA NOTIZIA A PAGINA 11 (UNDICI!). PER TUTTI GLI ALTRI QUOTIDIANI IL NOME DEL PARTITO È IN BELLA VISTA IN PRIMA

1- IL VERO CDA DELL'ENAV: UDC AZIONISTA DI MAGGIORANZA, SOCI FORTI GLI EX AN MATTEOLI E ALEMANNO, MILANESE MINORANZA DI BLOCCO...
Roberto Mania per "La Repubblica"


Un bancomat per la politica. I subappalti dell'Enav sono stati sempre questo. Soldi pubblici trasformati in tangenti private. Un circuito senza controllo perché la ferrea lottizzazione del consiglio di amministrazione dell'ente di assistenza al volo serviva solo a regolare il traffico: dagli appalti, ovviamente senza gara, ai partiti. Era un sistema strutturato, oliato, sfacciato. Tangentizio. A ciascuno la sua prebenda, la sua azienda «affiliata», le sue fondazioni da foraggiare. Ma soprattutto ad alcuni.

Perché l'Enav è sempre stato un feudo dell'Udc in condominio con un pezzo della destra dell'ex Alleanza nazionale, riconducibile alle correnti di Altero Matteoli, ministro dei Trasporti nell'ultimo governo Berlusconi, e a quelle della Destra sociale di Gianni Alemanno, sindaco di Roma, e Francesco Storace, già ministro della Salute e governatore del Lazio.

È il partito di Pier Ferdinando Casini, comunque, il riconosciuto azionista di riferimento dell'Enav. In quota Udc è stato nominato nel 2003 l'amministratore delegato Guido Pugliesi, già alla Stet e poi alla guida, con risultati chiacchierati, della mega azienda ospedaliera romana del San Camillo. Lì l'aveva messo Storace. Pugliesi da ieri è agli arresti domiciliari.

Casini ha detto di avere fiducia nella magistratura ma anche nel suo segretario amministrativo Giuseppe, detto «Pippo», Naro, accusato dagli inquirenti di finanziamento illecito ai partiti. Come ai tempi di Tangentopoli. Ma come allora non è questione di mariuoli o di mele marce. Dietro c'è un sistema.

«Non mi sorprende affatto la svolta nelle indagini», dice Linda Lanzillotta, deputata del Pd che dal 2003 al 2006 sedette nel cda dell'Enav. «Quelle cose le ho sempre denunciate. Più volte Pugliesi ha cercato di fare pressioni perché la smettessi di rompere la scatole. Si accorse che era una missione impossibile. Ora la magistratura sta scoperchiando quello che era chiaro da sempre».

Secondo la testimonianza dell'imprenditore Tommaso Di Lernia un giro impressionante di euro: un miliardo e mezzo tra il 2004 e il 2009. Tutti pubblici perché tutto girava intorno agli appalti e ai subappalti per la manutenzione degli apparati per il controllo del traffico aereo. Roba delicata con in gioco anche il tema della difesa nazionale. Da qui la possibilità di ricorrere alle assegnazioni senza gara e, dunque, senza trasparenza e sostanzialmente controlli.

Da qui il filo che conduce alla Selex Sistemi Integrati, società controllata dalla Finmeccanica (il cui 32 per cento è in mano al Tesoro) e guidata dall'ingegner Marina Grossi, moglie di Pier Francesco Guarguaglini, presidente da quasi dieci anni della holding pubblica, entrambi indagati. Come da ieri è indagato per finanziamento illecito ai partiti anche l'ex potente uomo delle relazioni esterne di Piazza Monte Grappa, Lorenzo Borgogni.

E ancora, tutti legati a quel Lorenzo Cola, consulente di Finmeccanica aduso a regalare Rolex (lo fece anche con Guarguaglini) e ben conosciuto agli inquirenti romani per via, tra l'altro, di un suo coinvolgimento nell'indagine Fastweb-Telecom Sparkle sul megariciclaggio da due miliardi di euro.

E da Cola si arriva fino a quel Gennaro Mokbel, che mirava alla Digint (posseduta per il 49 per cento dalla Finmeccanica), fortemente legato alla destra estrema della Capitale e tanto potente da far eleggere un suo uomo (Nicola Di Girolamo) al Senato.

Ecco, la destra. L'altra metà del vertice dell'Enav. Perché se l'ad viene espresso dai centristi dell'Udc, il presidente appartiene agli ex di Alleanza nazionale. Oggi è Luigi Martini, già calciatore della Lazio e poi parlamentare per la destra. Anche lui è indagato. Come Fabrizio Testa (l'accusa è quella di finanziamento illecito ai partiti e corruzione), uomo assai vicino alla Destra sociale di Alemanno.

Testa è stato membro del consiglio di amministrazione dell'Enav. Entrò in collisione con Pugliesi, votava spesso contro le delibere. Un ostruzionismo che gli è servito a guadagnare una promozione: la presidenza della Techno Sky, società controllata dall'Enav.

Lo sosteneva (in cambio di una tangente, secondo l'accusa) il deputato del Pdl Marco Milanese, plurindagato e scampato a una richiesta di arresto grazie al voto contrario della Camera, ex consigliere politico dell'ex superministro dell'Economia Giulio Tremonti. Una ragnatela fittissima tra politici e affaristi con uno scopo: spartirsi un bottino tutto pubblico, senza nemmeno il rischio di impresa.

2- "COSI' DIEDI 200MILA EURO AL CASSIERE DEI CENTRISTI"
Carlo Bonini per "La Repubblica"

Racconta a verbale Tommaso Di Lernia, proprietario della "Print Sistem", l'uomo dei fondi neri del Sistema Enav-Finmeccanica, amabilmente chiamato "er cowboy", che con Guido Pugliesi, amministratore delegato di Enav, e l'Udc di Pierferdinando Casini e Giuseppe Naro le cose siano andate così. Così come lui ne riferisce una prima volta il 25 maggio di quest'anno, rispondendo alle domande del pm Paolo Ielo. In un interrogatorio - chiosa il gip nella sua ordinanza - che diventa la "delazione" cruciale di "un protagonista".

La corruzione in Enav. Il denaro all'Udc
Dice dunque Di Lernia: "Sono entrato in Enav, tra il 2004 e il 2005, grazie all'intervento del generale Bruno Nieddu (all'epoca presidente ndr) e del colonnello Tavano che mi aveva presentato Lorenzo Cola. Ebbi dei lavori su Milano e quindi conobbi in Enav Raffaello Rizzo, il quale mi manifestò la disponibilità a stabilire un rapporto diretto con me.

Rizzo agiva in concerto con Guido Pugliesi, con cui concordava l'assegnazione dei lavori. Si trattava di lavori eseguiti per conto di "Selex" ma su lettera di segnalazione dell'Enav. Per la "preferenza" che mi aveva manifestato, erogai a Rizzo 50 mila euro, utilizzando fondi extracontabili. Pugliesi aveva sempre rifiutato le mie offerte di denaro. Tuttavia, nell'ultimo periodo, mi sollecitò un'offerta di denaro presso l'ufficio dell'onorevole Casini.

Accettai la richiesta, prelevando 200 mila euro da un conto che avevo a san Marino, dove mi recai accompagnato dalla mia segretaria Marta Fincato. Consegnai la somma negli uffici dell'Udc in piazza di Spagna, dove riuscii ad entrare solo dopo che Pugliesi, che si trovava già lì, scese e mi accompagnò, dal momento che il portiere dello stabile mi aveva impedito l'ingresso. Diedi il denaro a una persona che mi venne presentata come tesoriere dell'Udc, forse un parlamentare, e a cui Pugliesi disse che ero uno che lavorava con Selex"".


E' dunque Pugliesi a sollecitare la tangente. E - scrive il gip - ne ha motivo. "Pugliesi deve rispondere a quei rapporti politici da cui deriva la permanenza della propria nomina in Enav. La sua è una forma di "ringraziamento"". Per questo, "dirige Enav come una ditta individuale, senza condividere con alcuno le fonti di finanziamento legate ai lavori. Deve mantenere il monopolio dei finanziamenti che derivano dal Sistema".

Un Sistema che "assicura assunzioni e conferimenti di vantaggiosi incarichi a uomini politici, nonché la titolarità di quote da parte di politici o loro parenti in società che debbono la loro esistenza alle commesse assicurate da Enav".

Il 13 luglio, Di Lernia torna a rispondere al pm Ielo. Mette a fuoco i suoi ricordi. "La consegna avvenne prima delle elezioni regionali del marzo 2010, che erano poi il motivo per il quale Pugliesi mi aveva sollecitato la somma". A Di Lernia viene quindi mostrata una foto. E - annota il gip - è a questo punto che "riconosce in Giuseppe Naro, nato a Militello Rosmarino il 6 febbraio del 1948, deputato dell'Udc e tesoriere del partito, la persona alla quale aveva consegnato il denaro e che non lo aveva fatto accedere nel suo studio personale, poiché in quel momento era in corso una "bonifica"".

Le conferme di Cola e della segretaria
"Di Lernia è un bugiardo", va ripetendo da tempo Pugliesi. "E' inattendibile", ha ribadito ieri il suo avvocato Francesco Scacchi. Verosimilmente mosso da "spirito di vendetta", perché, osserva ancora il legale, "su precisa indicazione di Pugliesi, Enav ha estromesso la Print Sistem dall'albo fornitori, ha interrotto i pagamenti e risolto tutti i rapporti contrattuali esistenti". E tuttavia, né il gip, né il pm, danno alcun credito a questa difesa. Vediamo perché.

Interrogato l'8 settembre scorso, Cola racconta: "Seppi da Di Lernia che aveva consegnato 250 mila euro all'Udc in via due Macelli (strada limitrofa a piazza di Spagna ndr.), alla presenza di Pugliesi. Per altro, qualche tempo dopo, a casa mia, alla presenza sia di Di Lernia che Pugliesi, chiesi a entrambi se fosse andata a buon fine l'operazione con l'Udc e Pugliesi mi diede una risposta positiva, cogliendo anzi l'occasione per ringraziare Di Lernia alla mia presenza".

Anche Marta Fincato, la segretaria del "cowboy", ricorda. Interrogata, ricorda i viaggi a san Marino con Di Lernia. Ricorda, soprattutto, di averlo accompagnato in piazza di Spagna. "Rimasi ad aspettarlo in auto. Non sapevo dove era andato. Ma aveva con sé una valigetta, che normalmente usava per il trasporto di documenti e di denaro".

Il conto "Ciclamino".

LE CELLE TELEFONICHE

C'è di più. Le indagini di polizia giudiziaria accertano che il 29 gennaio del 2010, a san Marino, Di Lernia effettua un prelievo di 206 mila euro dal conto corrente "Ciclamino" presso la "Banca Commerciale Sammarinese". Che la mattina del 2 febbraio 2010, la cella telefonica di piazza di Spagna aggancia sia il cellulare di Di Lernia che quello della sua segretaria. Che proprio quella mattina, i tabulati del cellulare di Di Lernia "registrano una chiamata di 9 secondi" proprio con Pugliesi.

L'agendina di Pugliesi
La consegna del denaro, dunque, avviene il 2 febbraio dello scorso anno. E, per giunta, la conferma arriva dall'agenda personale sequestrata a Pugliesi. In quell'agenda, l'ad di Enav annota proprio per la mattina di quel giorno, alle 9.30, un appuntamento con Naro, il tesoriere dell'Udc. Che, per altro, e sempre a stare all'agenda, aveva già incontrato il 19 gennaio.

"Insieme a Di Lernia e a un altro soggetto - annota il gip - come si può agevolmente dedurre dal nominativo Naro collegato con due barre. Una legata al nome Di Lernia, l'altra a un nominativo che sembra indicare la società Optimatica (società vicina all'ex ministro Matteoli ndr.)".

Naro: "Di Lernia i soldi me li promise soltanto"
Il 31 ottobre scorso, Ielo interroga Naro. E la sua difesa, chiosa il gip "è generica". Il tesoriere dell'Udc "esclude di aver ricevuto il denaro da Di Lernia, ma ammette di averlo incontrato nel suo ufficio con Pugliesi, con cui aveva un appuntamento per imprecisate ragioni.

Per altro, Naro ammette anche la promessa di elargizione che durante quell'incontro gli avrebbe fatto Di Lernia in vista della futura competizione elettorale, ma nega che ciò sia poi avvenuto". "Si tratta - conclude il gip - di una mera allegazione difensiva. Sconfessata dalle fonti di prova".

3- DAGOREPORT- IL MESSAGGERO DI PIER-CALTA CALTAGIRONE L'UNICO GIORNALE A NON CITARE L'UDC IN PRIMA PAGINA SULLE TANGENTI ENAV

Indovinello della domenica: qual è l'unico quotidiano a non mettere in prima pagina la parola "Udc" nei titoli sull'inchiesta delle tangenti Enav? Troppo facile: il "Messaggero" di Pier-Calta Caltagirone. Dal "Corriere" (sommario dell'apertura) a "Repubblica" (titolo), dalla "Stampa" (occhiello) al "Sole 24 Ore" (titolo), dai facilmente immaginabili "Giornale" (titolo a caratteri cubitali) e "Libero" (titolo con fotona a centro pagina di Casini), al "Fatto" di Padellaro (sommario di apertura), tutti citano il partito di Pier-Furby nelle loro prime pagine e a seguire nelle pagine interne dedicate alla vicenda (che per il Corriere, ad esempio, è la storia di copertina con seguito alle pagine da 2 a 5), visto che tra gli indagati c'è anche il tesoriere del partito Giuseppe Naro, sospettato di aver intascato una tangente da 200mila euro.

Il quotidiano del calta-suocero, invece, parla genericamente nell'occhiello del titolo di prima di "politici citati nei verbali" (chi?), nel testo sotto spiega che secondo l'accusa ci sarebbero "fondi neri che sarebbero stati utilizzati per finanziare i partiti" (quali?). All'interno, a pagina 11, nei titoli non viene scritto da nessuna parte che si parla di una tangente per l'esponente Udc, che viene citato solo in un sommarietto, così: "Interrogato Naro dell'Udc: mai preso soldi da un imprenditore". Solo leggendo tra le colonne si arriva alla notizia della sospetta tangente.

 

 

GROSSI-PUGLISIPUGLISILuigi Martini dell'EnavFRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE CON FIGLIA AZZURRA E PIERFERDINANDO CASINI I VALORI DI CASINIGianni Alemanno - Altero Matteoli e Ignazio La RussaGuarguaglini e Lorenzo BorgogniPEPPINO NAROPIERFERDINANDO CASINI CON FRANCESCO GAETANO E AZZURRA CALTAGIRONE - copyright PizziFINMECCANICAcasini azz caltagirone pancione OGGIFabrizio Testa ENAVenavGiuseppe NaroIl senatore Di Girolamo al centro con alcuni invitati alla festa elettorale dellaprile a sinistra con la giacca chiara Gennaro Mokbel LEspresso MOKBEL MOKBEL CASA 2giu qrnl63 azzurra caltagirone pierferdinando casiniFRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE PIERFERDINANDO CASINI MARIO ORFEO PUGLISI E IL PAPAborgogni appunto su milanesiFRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE PIERFERDINANDO CASINI MARIO ORFEO Guarguaglini e Lorenzo Borgogniil senatore Di Girolamo a destra con il boss Franco Pugliese LEspresso Il boss della Ndrangheta Franco Pugliese a sinistra insieme a Gennaro Mokbel LEspresso

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