IL VIAGGIO DEL PAPA IN FRANCIA COMINCIA CON UNO SCAZZO – IL GIORNALE CATTOLICO "LA CROIX" EVOCA CONTRASTI TRA L’ELISEO E IL VATICANO SULL’INTERPRETAZIONE DELLA TRASFERTA DEL PONTEFICE OLTRALPE DAL 25 AL 28 SETTEMBRE - UNA VISITA DI STATO, NELL’OTTICA DI MACRON DI IMPORTANZA ANCHE POLITICA; TRASFERTA SOPRATTUTTO APOSTOLICA, NELLA VISIONE VATICANA, A SCAPITO DEGLI INCONTRI CON MACRON - LA PROPOSTA DEL PRESIDENTE FRANCESE DI ACCOGLIERE IL PAPA NELLA CATTEDRALE DI NOTRE-DAME, E IL RIFIUTO DI LEONE XIV, MOTIVATO DAL RECENTE APPOGGIO DI MACRON ALLA LEGGE SULL’EUTANASIA – L’ELISEO SMENTISCE TENSIONI...
Stefano Montefiori Per Il "Corriere della Sera" - Estratti
Il papa Leone XIV sarà in Francia da venerdì 25 a lunedì 28 settembre, su invito del presidente Emmanuel Macron. Ottantamila persone si riuniranno venerdì allo Stade de France per una veglia, 600 mila sono previste il giorno successivo per la messa in Place de la Concorde nel cuore di Parigi, 150 mila domenica al santuario di Lourdes, e 12 mila alla messa celebrata nella cattedrale di Saint-Étienne a Metz, lunedì.
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Mentre a Parigi e nel resto della Francia si fanno più serrati i preparativi per accogliere il Pontefice e per raccogliere i 27 milioni di euro necessari a finanziare la visita, il giornale cattolico La Croix ha evocato un possibile contrasto tra l’Eliseo e il Vaticano nell’interpretazione del viaggio: una visita di Stato, nell’ottica francese, di importanza anche politica; trasferta soprattutto apostolica, nella visione vaticana, con la maggior parte del tempo dedicata al contatto con i fedeli, a scapito delle occasioni diplomatiche e degli incontri con Macron.
Il quotidiano cattolico ha anche parlato della proposta del presidente francese di accogliere il Papa nella cattedrale di Notre-Dame, e del rifiuto di Leone XIV, evocando come motivo il recente appoggio di Macron alla legge sull’eutanasia. L’Eliseo ha smentito qualsiasi tensione, sottolineando che l’ipotesi di un incontro nella cattedrale con gli artigiani artefici del restauro è stata presa in considerazione, ma scartata di comune accordo per problemi di agenda.

