LA DEMOCRAZIA DELL’ALGORITMO: ORMAI SONO I “BOT” A DETTARE LEGGE – IL “WASHINGTON POST” RIVELA CHE L’USO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SI STA DIFFONDENDO AL CONGRESSO AMERICANO PIÙ VELOCEMENTE DELLE REGOLE CHE NE DISCIPLINANO L'USO: PARLAMENTARI E COLLABORATORI USANO L’IA PER SCRIVERE DISCORSI, COMUNICATI STAMPA, PREPARARE DOMANDE PER LE AUDIZIONI CONGRESSUALI E REDIGERE EMENDAMENTI – IL PROBLEMA È CHE AL MOMENTO MANCANO LE NORMATIVE PER REGOLAMENTARE LA TECNOLOGIA, E QUELLE ESISTENTI SONO POCO COMPRESE E RARAMENTE APPLICATE…
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(ANSA) - La presenza dell'intelligenza artificiale si sta diffondendo al Congresso americano più velocemente delle regole che ne disciplinano l'uso. Come riporta il Washington Post, in tutto il Campidoglio parlamentari e collaboratori utilizzano i chatbot per scrivere discorsi e comunicati stampa, smistare la corrispondenza degli elettori, preparare domande per le audizioni congressuali e redigere emendamenti.
Mentre i politici discutono su come regolamentare l'Ia per il resto del Paese, tuttavia, il giornale nota che il Congresso sembra aver già deciso come utilizzerà questa tecnologia: rapidamente, su larga scala e con scarsa supervisione.
Entrambe le Camere hanno autorizzato deputati e personale a far ricorso a chatbot come Copilot, ChatGPT, Gemini e, alla Camera, Claude, per attività ufficiali, con altri strumenti al vaglio. E l'anno scorso la Camera ha acquistato 6.000 licenze di Microsoft Copilot, incoraggiando il personale a utilizzarle.
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Le interviste a oltre una ventina di persone e l'analisi delle politiche interne di Camera e Senato ottenute dal Wp rivelano che l'istituzione ha lasciato la questione delle 'regole' in materia in gran parte irrisolta. Quelle esistenti sono poco comprese e raramente applicate, e di fatto, la gestione dell'uso dell'Ia è lasciata alla discrezione delle centinaia di singoli uffici del Congresso.
Non è chiaro quanti uffici dispongano di politiche interne scritte in materia, e nessuno degli interlocutori del era a conoscenza di casi in cui un collaboratore sia stato formalmente sanzionato dalla Camera o dal Senato per aver violato le regole.
