“MELONI VUOLE CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE PERCHÉ TEME DI PERDERE. MA QUESTI TRUCCHI NON PORTANO MAI BENE” – L’EX SENATORE DEM, LUIGI ZANDA, COMMENTA IL GRAN CAOS CREATO DAL CENTRODESTRA SUL MELONELLUN E DÀ UN CONSIGLIO ALLA DUCETTA: “SE FOSSE SAGGIA RITIREREBBE LA LEGGE E CHIAMEREBBE LE OPPOSIZIONI A PALAZZO CHIGI PER PROPORRE UN VERO PROPORZIONALE. È UN SISTEMA LEALE: NON CI SONO PREMI CHE FALSANO LA RAPPRESENTANZA” – “APPELLARSI AL ‘VOTO UTILE’ NON BASTERÀ PER SPAZZARE VIA VANNACCI. È LA PAURA DI MELONI CHE ALIMENTA I CONSENSI DEL GENERALE. LA RABBIA DI SALVINI SI NOTA A VISTA D'OCCHIO...”
Estratto dell’articolo di Serena Riformato per “la Repubblica”
«Non credo lo farà, ma se Giorgia Meloni fosse saggia ritirerebbe il Melonellum e chiamerebbe le opposizioni a Palazzo Chigi per proporre un vero proporzionale». Luigi Zanda, ex senatore Pd e veterano della politica, ritiene che una nuova legge elettorale serva, sì, ma non quella immaginata dal centrodestra.
Un proporzionale puro? Quale sarebbero i vantaggi?
«È un sistema leale: non ci sono premi che falsano la rappresentanza».
Non c'è il rischio di un eccesso di frammentazione in Parlamento?
«Serve prevedere una soglia di sbarramento congrua sopra il 3%.
Peraltro l'attuale disegno di legge prevede già il proporzionale se nessuno raggiunge il 42% dei consensi».
giorgia meloni foto lapresse 5
Il meccanismo faciliterebbe i governi di larghe intese. È l'incubo di Giorgia Meloni.
«Le larghe intese non le vuole nessuno, ma l'incubo della premier è un altro: teme di perdere. Il disegno Meloni pecca di immoralità politica».
Cosa intende?
«Vuole cambiare la legge elettorale ritenendo che quella che l'ha fatta vincere la prima volta non sia buona per il bis. Questi trucchi hanno precedenti illustri a destra e a sinistra, non portano mai bene».
[…]
ROBERTO VANNACCI AL FORUM AMBROSETTI DI CERNOBBIO - FOTO LAPRESSE
Con il proporzionale la destra non si può appellare al "voto utile" per contenere Futuro nazionale.
«Non basterà una legge elettorale per spazzare via Roberto Vannacci. È la paura di Meloni che alimenta i consensi del generale. La rabbia di Salvini si nota a vista d'occhio».
Sta di fatto che senza Vannacci oggi il centrodestra perderebbe, no?
«Questo non lo sappiamo. La realtà è sempre diversa dai sondaggi. Senza considerare che Vannacci l'ha creato il leader della Lega».
Cosa pensa delle preferenze a crocette immaginate dalla destra? Meglio di niente?
«Il sistema delle tre preferenze su una lista prestampata di sei nomi è imbarazzante. Con i capilista bloccati vuol dire che un folto gruppo di parlamentari viene comunque nominato dai partiti. […]
Le opposizioni propongono preferenze libere. Ma se FdI le vota salta la legge elettorale?
«L'emendamento delle minoranze è intelligente. E migliorerebbe in maniera significativa il sistema. La premier non lo accetterà mai perché romperebbe la maggioranza e farebbe saltare il banco».
STRETTA DI MANO TRA MATTEO SALVINI E ROBERTO VANNACCI A CERNOBBIO
Ipotesi che in realtà non dispiace a molti nella maggioranza. «Ripeto, la premier non lo farà. Invece dovrebbe uscire dal pantano di discussioni senza fine su ballottaggi, soglie, preferenze e ripartire da zero: un testo insieme all'opposizione».
Che così eviterebbero di dover indicare il candidato presidente del Consiglio con il programma.
«Una norma irragionevole pensata dalla destra solo nella speranza di mettere in difficoltà il centrosinistra».
E se l'obbligo dovesse rimanere?
nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli
«L'opposizione se la caverà egregiamente. Le primarie si faranno e ci sarà il nome. Così come Meloni ha perso il referendum per aver fatto la riforma da sola, perderà le Politiche perché vuole fare la legge elettorale da sola».
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elly schlein nicola fratoianni
protesta dell opposizione alla camera contro la legge elettorale foto lapresse
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