goffredo bettini nicola zingaretti giuseppe conte

ZINGA AI TITOLI DI CODA -  CHI SCEGLIERÀ COME VICE DONNA IL SEGRETARIO DEL PD? SE LA SCELTA RICADRÀ SU CECILIA D’ELIA, A LUI MOLTO VICINA, LA CORRENTE "BASE RIFORMISTA" APRIRÀ IN AUTOMATICO IL CONGRESSO DEL PARTITO - A QUEL PUNTO, TUTTI I NODI VERRANNO AL PETTINE, COMPRESA LA CONTESTAZIONE DELLA LINEA BETTINIANA TOTALMENTE SCHIACCIATA SU CONTE (CHE NEL FRATTEMPO È DIVENTATO LEADER DEL M5S)

Fabio Martini per “La Stampa”

CECILIA D'ELIA NICOLA ZINGARETTI ANDREA ORLANDO

 

Nicola Zingaretti, l' uomo tranquillo, è chiamato ad una scelta che non appare strategica, ma che potrebbe cambiare la vita sua e del suo partito: se indicherà come vice-segretaria del Pd una donna a lui vicina, Cecilia D' Elia, rifiutando la mano tesa del ministro della Difesa Lorenzo Guerini («Serve una gestione unitaria»), in automatico si aprirà il congresso del partito, nel quale l' attuale segretario potrebbe essere sfidato da un candidato alternativo.

 

nicola zingaretti stefano bonaccini

Una sfida per la leadership che, sebbene sconosciuta alla tradizione del Pci, evocato come partito «da rilanciare» in un recente lapsus da Nicola Zingaretti, è invece una costante nella storia del Pd.

ANDREA ORLANDO

 

Le aree del partito che nel marzo 2019 non hanno votato il segretario ma non lo hanno mai avversato - nel periodo meno conflittuale nella vita interna del Pd dalla sua nascita sino ad oggi - hanno chiesto che, accanto al vice-segretario Andrea Orlando (ministro che vuole mantenere il suo incarico), la "vice" donna (prevista da Statuto) sia riconducibile alla "minoranza". Ma se la scelta cadesse su una "zingarettiana", Base riformista (l' area che fa capo a Guerini), lo interpreterà come un gesto di rottura e si preparerà alla mozione alternativa. In un congresso destinato a tenersi nell' autunno di quest' anno.

GOFFREDO BETTINI GIUSEPPE CONTE

 

Oggi si concluderà la riunione della Direzione del Pd sulla questione della rappresentanza delle donne, dopo il caso dei tre ministri uomini (su tre), peraltro una replica del Conte-2: il Pd si presentò con sei ministri uomini su sette. Ma le scelte dirimenti - se, quando e come fare il congresso - sono demandate all' Assemblea nazionale convocata per il 13 e 14 marzo. In quella occasione Zingaretti traccerà il suo percorso.

 

conte zingaretti

Un primo indizio lo offre Matteo Ricci, il sindaco (di Pesaro), più vicino al segretario: «Serve un congresso tematico», senza «conte interne». In altre parole, il segretario proporrebbe le tesi e il congresso sarebbe chiamato soltanto a fare emendamenti, come si usava nel Pci da Bordiga e Togliatti in poi.

 

Il variegato fronte che contesta la linea dell' alleanza prioritaria con i 5 stelle (Base riformista, i principali sindaci, Stefano Bonaccini) punterà ad un congresso vero che fissi le percentuali tra le componenti in vista della formazione delle liste per le prossime Politiche, pensiero fisso e prevalente per Zingaretti ma anche per gli "altri"?

 

In vista del congresso il fronte Zingaretti punta ad un' alleanza «non strategica» ma stabile con i Cinque stelle, con Giuseppe Conte nel ruolo di federatore: «Rimane una carta decisiva», dice Goffredo Bettini, mentre l' ex ministro Francesco Boccia dice che «sbaglia chi ritiene sia un uomo del passato».

 

zingaretti bonaccini

Ma da ieri Conte è entrato nel gotha 5 Stelle, diventando uomo di parte nelle fila di un Movimento che da due anni nelle intenzioni di voto è sotto al Pd. Ma il vero discrimine dentro il Pd potrebbe diventare Mario Draghi. Dice un battitore libero come Giorgio Tonini, in un' intervista a Confini di Rainews 24: «Il Pd dovrebbe nutrire l' ambizione di diventare abitabile, in via spontanea, per personalità, mondi che oggi fanno fatica a riconoscersi in un partito dilaniato da incomprensibili baruffe, anche per evitare che a far propria l' agenda Draghi siano i partiti del Nord, Lega e Forza Italia».

 

MARIO DRAGHI PARLA ALLA CAMERA

Se congresso sarà, chi sfiderà Nicola Zingaretti? Il candidato "naturale" sarebbe Stefano Bonaccini, che al Pd "frontista" di Bettini, contrappone «un' alleanza di centro-sinistra», ma che non si vede nei panni di sfidante di Nicola, suo compagno alla Sinistra giovanile. Da Base riformista spunta una suggestione: e se fosse una donna?

MEME SUL SOSTEGNO DI NICOLA ZINGARETTI A BARBARA DURSOalessio damato nicola zingaretti

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…