casaleggio raggi

ZUPPA DI CASALEGGIO - IL TRIONFO DELLA RAGGI E’ LA VITTORIA DEL GURU SCOMPARSO CHE AVEVA PUNTATO SULLA CONSIGLIERA PER DARE LA SCALATA AL CAMPIDOGLIO - LA COMMOZIONE DEL FIGLIO DAVIDE E L'ARRIVO A ROMA DI GRILLO

Brunella Bolloli per “Libero Quotidiano”

GIANROBERTO CASALEGGIOGIANROBERTO CASALEGGIO

 

La vittoria è dedicata a Gianroberto Casaleggio. Beppe Grillo non si stanca di dirlo nella notte del trionfo romano e torinese abbracciando Davide, il figlio dell' amico e cofondatore. Stravince Virginia Raggi (i primi exit poll danno un risultato oltre il 67%), e sbaraglia la concorrenza Pd anche Chiara Appendino (56%). La scelta della Raggi, pescata dal mazzo dei quattro consiglieri comunali dopo una comparsata in tv (era la più telegenica e anche l' unica donna del gruppo), è stata opera del guru scomparso.
 

DAVIDE CASALEGGIODAVIDE CASALEGGIO

La scalata del Campidoglio era il suo sogno, il suo progetto per tentare di affossare il governo Renzi e «il Pd di mafia capitale». Un sogno che all' inizio sembrava proibito e invece, con i mesi, è diventato realtà.
 

Nessuna sorpresa al primo turno: Raggi al 35%, e oltre alle aspettative il secondo, nonostante il calo dei votanti.
 

CASALEGGIO RAGGICASALEGGIO RAGGI

La grillina è stata eletta con una percentuale che non lascia dubbi, non c' è stata alcuna lotta con Roberto Giachetti, la destra ha votato per lei ed è la prima sindaco donna di Roma. Un' avvocato 37enne con qualche amnesia di troppo nel curriculum ma una certa determinazione nel dire no ad ogni proposta contraria allo schema imposto dal Movimento Cinquestelle: no alle Olimpiadi, no allo stadio della Roma, no al proseguimento della metro C. Salvo poi fare dietrofront e aprire al referendum «se i romani me lo chiedono».

 

Raggi, in fondo, ha vinto senza fare proclami esaltanti o ricette miracolose: ha solo battuto il tasto della legalità, del cambiamento rispetto alle amministrazioni precedenti, del «Roma deve ripartire e noi siamo il treno giusto», «del loro la mafia, noi la cura», citando ad ogni comizio Buzzi, Carminati e i soldi presi dal Pd o da chi ha governato prima Roma.

RAGGI 7RAGGI 7

 

Sono state così convincenti le sue parole contro i dem, che alla fine il centrodestra, se non è andato al mare, ha votato M5S. Un voto di protesta, più che altro. Uno schiaffo al premier, a chi «ha ridotto così la città», ai pasticci della gestione Marino, ai poteri forti.
Per festeggiare è arrivato a Roma anche Grillo. Il leader aveva annunciato il passo di lato, il ruolo di padre nobile, ma per la presa del Campidoglio è calato da Genova per benedire lo show dei suoi «ragazzi».

 

Al comitato elettorale c' è il direttorio al gran completo, molti parlamentari, i futuri consiglieri. Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista sono i due big trascinatori. Dibba, giovedì, è stato anche a Torino per il comizio finale della Appendino.

 

Nel capoluogo sabaudo si è compiuto un miracolo: i punti di distacco tra l' uscente e la grillina erano 11. Il Pd sapeva che non sarebbe stata una passeggiata, ma l' usato sicuro di Fassino per il centrosinistra era una delle poche garanzie di questa tornata elettorale. Sbagliato. Anche qui determinanti sono stati i partiti di destra, dalla Lega di Salvini e Borghezio, agli azzurri, dai centristi ai pensionati di Fatuzzo, dagli imprenditori alla borghesia sabauda. Ma la grande festa M5S è nella Capitale. Davide Casaleggio è commosso. Questo risultato storico è anche merito di suo padre.

CASALEGGIO PADRE E FIGLIOCASALEGGIO PADRE E FIGLIOGRILLO CASALEGGIOGRILLO CASALEGGIO

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?