dario scannapieco pietro labriola matteo del fante

IL RISIKO CONTAGIA ANCHE LE TELECOMUNICAZIONI – IL GOVERNO PREPARA LO “SCAMBIO” TRA POSTE E CDP IN TIM E NEXI: LA SOCIETÀ GUIDATA DA DEL FANTE RILEVEREBBE DALLA CASSA IL 9,8% DI TELECOM PER 660 MILIONI, E IN CAMBIO LE DAREBBE IL SUO 3,8% DEL GRUPPO DEI PAGAMENTI – NELLE INTENZIONI DEL GOVERNO, L’OPERAZIONE SERVIREBBE A FACILITARE LA FUSIONE TRA FIBERCOP E OPEN FIBER (DI CUI È AZIONISTA LA CASSA) – LE POSSIBILI SINERGIE TRA TIM E POSTE E LE OFFERTE DI CVC E ILIAD…

Estratto dell’articolo di Federico De Rosa e Francesco Bertolino per il "Corriere della Sera"

 

MATTEO DEL FANTE

Inizia a prendere forma l’intervento delle Poste su Tim. Nelle riunioni che si sono tenute negli ultimi giorni, e che stanno proseguendo per arrivare rapidamente a definire i passaggi dell’operazione, si starebbe discutendo di uno «swap», uno scambio di partecipazioni, tra Poste e Cassa depositi e prestiti. Poste rileverebbe da Cdp il 9,8% di Tim, che vale circa 660 milioni, e in cambio le darebbe il suo 3,8% di Nexi, che ne vale oltre 200, più un conguaglio in denaro.

 

L’intenzione sarebbe quella di chiudere in tempi stretti, questa o al massimo la prossima settimana. Se dovesse andare in porto, il riassetto consentirebbe, anzitutto, a Cdp di sciogliere il legame con Tim, concentrando la sua presenza nelle telecomunicazioni nella sola Open Fiber, in predicato di aggregarsi con la rivale Fibercop per formare la cosiddetta rete unica nazionale.

 

DARIO SCANNAPIECO

Permetterebbe poi all’ente guidato da Dario Scannapieco di rafforzare la presa su Nexi in vista di eventuali operazioni straordinarie, come la vendita della rete interbancaria alla stessa Cdp o della più volte ventilata fusione con il gruppo dei pagamenti francesi Worldline.

 

Quanto a Poste, l’ingresso in Tim avrebbe una duplice valenza. Da un lato, assicurerebbe comunque un presidio governativo nel capitale della principale telco del Paese, dal momento che il 65% di Poste è in mano al ministero dell’Economia, in parte direttamente, in parte tramite Cdp.

 

pietro labriola a Italian Tech Week

Dall’altro, la sostituzione di un azionista finanziario come la Cassa con uno industriale come Poste aprirebbe, in un secondo momento, la strada a possibili collaborazioni. Il gruppo delle spedizioni potrebbe, per esempio, distribuire i prodotti di Tim lungo la sua capillare rete di sportelli, esplorare sinergie nel cloud e nei servizi alle aziende oppure stringere accordi per l’operatore Poste Mobile che conta oltre 4 milioni di clienti.

 

Oggi il cda di Tim approverà il nuovo piano strategico predisposto dal ceo Pietro Labriola e, se i tempi lo consentiranno, vorrebbe deliberare anche sulla vendita di Sparkle al Mef e Retelit, che ieri hanno depositato l’offerta finale.

 

OPEN FIBER FIBERCOP

Poste sta lavorando da tempo sul dossier Tim. A creare le condizioni per dare forma all’intervento avrebbe contribuito l’accelerazione impressa al dossier da Iliad e dal fondo Cvc.

 

La prima si è mossa con l’obiettivo di mettere insieme le proprie attività telefoniche con quelle di Tim attraverso un conferimento, che gli darebbe un ruolo importante nell’azionariato dell’ex monopolista, dove i francesi di Vivendi hanno già la quota di maggioranza relativa.

benedetto levi iliad 3

 

[…]

 

Anche Cvc si è mossa con il governo, presentando un’ipotesi di intervento che, secondo indiscrezioni, sarebbe passato per l’acquisto da Vivendi del 23,4% del gruppo per poi sostenere il rafforzamento delle attività, anche favorendo il consolidamento del mercato italiano delle telecomunicazioni.

 

[…]  A quanto filtra, però, al momento la priorità dell’esecutivo sarebbe l’avvicendamento fra Cdp e Poste in Tim per dare stabilità e accompagnarne il rilancio. Poi ci potrebbe esser spazio per ragionare di ulteriori operazioni con Iliad o Cvc, che l’ingresso in partita di Poste certo non agevolerebbe, ma neanche escluderebbe del tutto.

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?