bullet train sandra bullock brad pitt

ANCHE LE STELLE DI HOLLYWOOD SI ROMPONO LE PALLE - BRAD PITT E SANDRA BULLOCK PRESENTANO IL FILM "BULLET TRAIN" E FANNO INTENDERE CHE POTREBBERO PRESTO RITIRARSI DAL GRANDE SCHERMO - BULLOCK HA DICHIARATO DI ESSERE STANCA E STRESSATA MENTRE PITT DICE DI ESSERE SULL'ORLO DEL COLLASSO - MA STANNO DICENDO LA VERITÀ O È SOLO UN MODO PER ATTIRARE PIÙ SPETTATORI? I LORO PROGETTI FUTURI… - VIDEO

Sara Frisco per “il Giornale”

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Sandra Bullock si dichiara stanca e stressata e pronta a mettere in pausa, almeno per un po', la professione di attrice. Brad Pitt, dal canto suo, parla di sentirsi «on my last leg», che significa così stanco da essere sull'orlo del collasso. Eppure insieme i due hanno girato Bullet Train, film diretto dal regista di Deadpool 2 David Leitch, tutto azione e adrenalina. Tratto dal romanzo di Kotaro Isaka Maria Beetle, il film sarà fra i titoli del festival di Locarno per poi arrivare in sala in Italia il 25 agosto.

 

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Non è chiaro se a stancare Brad Pitt e Sandra Bullock sia stato il film oppure se abbiano deciso di girare Bullet Train proprio per dare voce alla loro stanchezza. Infatti la trama parla di un assassino di professione, nome in codice Ladybug, interpretato da Pitt, che vuole cambiare vita, andare in pensione ma viene richiamato al lavoro dalla Maria Beetle del titolo del romanzo, interpretata dalla Bullock, che gli assegna un'ultima missione: recuperare una valigetta su un treno ad alta velocità della tratta Tokyo Morioka. A bordo Ladybug troverà altri quattro killer. Insieme scopriranno che i loro compiti sono collegati fra loro.

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«L'obiettivo numero uno, mio e di Brad, è stato quello di realizzare un film che fosse divertente, evasivo, fresco e originale, che facesse venire voglia alla gente di tornare al cinema», dice il regista David Leitch, che ha iniziato la sua carriera come controfigura di Brad Pitt in film come Fight Club, Troy e Mr. & Mrs. Smith. «È il racconto di un uomo che tenta disperatamente di diventare una migliore versione di sé stesso continua - vuole allontanarsi da quel mondo di sadici assassini e nello stesso tempo cerca una giustificazione per il suo essere ancora lì dentro, in quella situazione, in quel mondo».

 

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Pitt, con un cappelletto da pioggia e occhiali da vista ha «l'aspetto di tutti i senzatetto bianchi che ho incrociato», gli dice un collega. Conciato così sembra tutto tranne che un feroce assassino, ma lo è, ed ha anche verve e una buona dose di ironia. Incassa e assegna botte, prende a pugni persino un pupazzo-mascotte e - svela ancora il regista - quasi non usa controfigure: «Il 95 per cento delle scene d'azione sono girate da lui e la cosa mi ha facilitato molto il lavoro».

 

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Più tranquillo il ruolo della Bullock che assegna compiti e appioppa nomi in codice. Ladybug, coccinella, dovrebbe portare fortuna, ma il killer Pitt non si sente per niente fortunato: «La mia sfortuna è biblica dice non ho nemmeno iniziato a provare ad ammazzare qualcuno che questo è già morto da solo». Fanno parte del cast anche Michael Shannon, Aaron Taylor-Johnson, Joey King, Brian Tyree Henry e Hiroyuki Sanada. Anche Lady Gaga avrebbe dovuto esserci, ma il suo impegno in House of Gucci ha avuto il sopravvento.

 

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 «Se ne è discusso per qualche tempo ma poi sono iniziate le riprese del film di Ridley Scott e nell'agenda di Lady Gaga, le nostre riprese e quelle di House of Gucci si sarebbero soprapposte continua il regista così abbiamo rinunciato». Bullock invece, ne ha approfittato per convincere Brad Pitt a interpretare una particina in The Lost City, il film con Channing Tatum che questa primavera ha avuto davvero il merito di riportare il pubblico, almeno quello femminile, al cinema.

 

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«Quando in cartellone c'è il nome di Brad Pitt il pubblico corre», dice Leitch che non crede troppo alla voglia di mollare dell'attore premio Oscar. «Oltretutto sarebbe davvero un peccato». E comunque non accadrà presto. La vita professionale di Brad Pitt è infatti ancora piena di progetti. Con la sua casa di produzione, Plan B, sta portando al cinema film importanti come Women Talking, diretto da Sarah Polley, che racconta una storia di religione e abusi sessuali.

 

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«È un film profondo come non ne avevo ancora realizzati nell'ultima decade», dice Brad Pitt che nel 2012 con la Plan B vinse l'Oscar in veste di produttore, per 12 anni schiavo. È anche coinvolto nella biografia di Marilyn Monroe Blonde, protagonista Ana de Armas, e ha collaborato con la regista della serie Unorthodox, Maria Schrader, per la realizzazione del film She Said sui giornalisti Megan Twohey e Jodi Kantor che portarono avanti una meticolosa indagine sul caso Harvey Weinstein. Stanchezza o meno, la pensione per Brad Pitt sembra ancora lontana.

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