l'envol pietro marcello

LA CANNES DEI GIUSTI - “L’ENVOL”, DIRETTO DA PIETRO MARCELLO, È UN BUON FILM, COLTO, INTELLIGENTE, BENISSIMO INTERPRETATO E BEN MUSICATO. FORSE NON È STRAMPALATO, CURIOSO E VITALE COME “MARTIN EDEN”, MA HA UNA COSTRUZIONE PIÙ TRADIZIONALE, QUASI DOCUMENTARISTICA, DOVE MARCELLO RIESCE A DARE IL MEGLIO DI SÉ E DELLA SUA FORMAZIONE, ANCHE SE A UN CERTO PUNTO SENTI IL BISOGNO DI UNA STORIA. FUNZIONA MAGARI MENO QUANDO CERCA DI TROVARSI UNA FORMA TRA IL MÉLO, IL FAVOLISTICO, POI IL MUSICAL FRANCESE...

Marco Giusti per Dagospia

 

esterno notte 2

Alla faccia dell’apertura con zombie, Zelensky e tappeto rosso, dell’arrivo di Tom Cruise oggi con “Top Gun: Maverick” e annessa masterclass alla Antonio Monda non si capisce su cosa, e della clamorosa riuscita del nostro Marco Bellocchio con “Esterno notte” (“Ha trasformato il piombo in oro” titolo stamane “Libération”), la Cannes di Thierry Frémaux sta andando in tilt col sistema dei biglietti che ogni mattina gli sciagurati giornalisti, scribacchini, ma anche gli addetti ai lavori del Marché sono costretti a prenotarsi stando minimo due ore dietro a un sito internet che ha troppi pochi server per troppa gente. Stavolta davvero incazzata.

marco bellocchio 1

 

Che ci stiamo a fare qui, scusate, col telefonino in mano dietro un sito che non risponde? Al punto che, mi diceva il direttore della Quinzaine des Realisateurs, il bravissimo Paolo Moretti, tutto questo meccanismo, che nella Venezia di Alberto Barbera funziona alla perfezione, qua potrebbe essere bloccato per tornare all’antico prima che la situazione scoppi.

thierry fremaux

 

Intanto stamane sono andato appunto a vedere il film di apertura della Quinzaine, il francese “L’envol”, diretto da Pietro Marcello, il regista di “Martin Eden” e di “Bella e perduta”, tratto dal romanzo russo del 1923 di Alexander Grin “Vele scarlatte”, adattato alla Normandia del dopo la Grande Guerra.

paolo moretti.

 

Marcello, con la collaborazione del suo sceneggiatore di fiducia, Maurizio Braucci, e di Maud Adeline, ricostruisce con grande cura un mondo ormai perduto di un secolo fa curando l’immagine, assieme al direttore della fotografia Marco Graziaplena, in modo che si amalgami nell’impasto dei vecchi filmati ricolorati della guerra e del tempo e ci rimandi a quel che ci è più vicino, cioè il cinema francese fra le due guerre che ha formato tanti intellettuali anche italiani.

l'envol di pietro marcello apre la quinzaine a cannes

 

La storia è quella di un soldato, il grosso, pesante Raphael interpretato dal monumentale Raphael Thiery, una specie di Michel Simon di oggi, che torna dalla guerra nel suo paesello in Normandie, vedovo della amata moglie Marie, ma padre della bambina Juliette, che è stata cresciuta da una vicina, Adeline, Noémie Lvovsky.

 

pietro marcello 1

Rapahel ha dei problemi a trovare lavoro, ma ha le mani d’oro sia come falegname che come fabbricante di giocattoli che come riparatore di piano. Quando la ragazza cresce, Juliette, interpretata da Juliette Jouano, le cose si complicano con un sub-plot mélo che prevede un bel piloto, Louis Garrel, un giovane che vuole vendicarsi e una pistola.

martin eden

 

Forse non è strampalato ma curioso, vitale come “Martin Eden”, ma ha una costruzione più tradizionale, quasi documentaristica, dove Marcello riesce a dare il meglio di sé e della sua formazione, anche se a un certo punto senti il bisogno di una storia. Funziona magari meno quando cerca di trovarsi una forma tra il mélo, il favolistico, poi il musical francese tra Demy e Dumont, senza sviluppare davvero una strada. Rimane però un buon film, colto, intelligente, benissimo interpretato, ben musicato da Gabriel Yared e il faccione e le manone di Raphael Thiery sono notevoli.

luca marinelli pietro marcello pietro marcello

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