IL CINEMA DEI GIUSTI - “LO SCIACALLO”, PER CHI È STUFO DEI TALK POLITICI E VUOLE NOTIZIE COL SANGUE, I MORTI E I FERITI RIPRESI IN PRIMO PIANO - UN PO’ ESAGERATO, SENZA UNA VERA TRAMA, MA SI VEDE VOLENTIERI

“Nightcrawler - Lo sciacallo” è sulla guerra tra videoreporter nelle notti violente di Los Angeles, con un Jake Gyllenhaall fin troppo torvo e smagrito - Atti criminali per eliminare la concorrenze, morti ammazzati ripresi a favor di telecamera, manipolazione di notizie solo per aumentare l'audience, scontri fra producer...

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Marco Giusti per Dagospia

 

Lo sciacallo – Nightcrawler di Dan Gilroy

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Stanchi delle guerre tra giornalisti italiani di talk show poltici che si contendono Freccero, Santanché e Scanzi? Stanchi di anchor woman scatenate che sorridono mentre si collegano con Renzi? Stufi del comico alla Crozza che fa il verso ai politici in sala (sempre gli stessi)? Volete le notizie col sangue, i morti e i feriti ripresi in primo piano?

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Ecco, il vostro film, ma sono sicuro che piacerà parecchio anche a Enrico Mentana e a Giuseppe Cruciani, è "Lo sciacallo - Nightcrawler" scritto e diretto da Dan Gilroy con Jake Gyllenhaal e Rene Russo, feroce ritratto delle guerre fra videoreporter nelle notti violente di Los Angeles per portare più sangue fresco sugli schermi dei notiziari del mattino delle tv.

 

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Ovviamente c'è di tutto, atti criminali per eliminare la concorrenze, morti ammazzati ripresi a favor di telecamera, manipolazione di notizie solo per aumentare l'audience, scontri fra producer con l'arrivo del periodo di garanzia. Nelle Breaking News del mattino si punta sui morti bianchi dei quartieri più ricchi, sul morto fresco pieno di sangue, sulla paura dei borghesi. Tutto per l'audience.

 

Più o meno come il geniale programma di news violente brasiliano "Aquì e agora", dove il reporter era sempre lì col cadavere fresco. Louis Bloom, cioè Jake Gyllenhaal, ha capito che la vita del videoreporter notturno fa per lui. Cinico e determinato baratta la sua bici ultraaccessoriata per una telecamera scrausa e una radio che intercetta quelle della polizia di Los Angeles. Così arriva prima sulle scene dei delitti e dei morti per la strada, filma, e rivende il tutto a una producer della KNLA scatenata e cinica come lui, Nina Romina, interpretata da Rene Russo, anche moglie del regista. Lou non guarda in faccia a nessuno e vuole imporsi subito.

 

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Rifiuta di fare squadra con un altro sciacallo della notte, Joe Loder, interpretato da Bill Paxton, e ha come assistente un poveraccio indiano, Rick, interpretato da Riz Ahmed, già protagonista de "Il fondamentalista riluttante", che paga la miseria di 30 dollari a notte. Pulciaro.  Ovviamente Lou è un pazzo senza cuore, ma perfettamente adatto per questi tempi e per questo genere di lavoro.

 

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Un po' esageratello, senza un vero plot narrativo, il film, presentato in anteprima al Festival di Roma di Muller, è piaciuto moltissimo ai critici americani e ha incassato parecchio alla sua prima settimana. Effettivamente ha buone riprese nella notte di Los Angeles, anche se poi le strade son sempre quelle che abbiamo visto in "Collateral" di Michael Mann, e offre un buon ruolo a Jake Gyllenhaal fin troppo torvo e smagrito.

 

Quanto al cinismo del mondo dell'informazione nulla è cambiato dai tempi di "Piombo rovente" di Alexander Mackendrick con Burt Lancaster che rifaceva Walter Winchell. Ma Dan Gilroy, figlio del regista Frank, fratello dello sceneggiatore Tony e del montatore John, non è un maestro come Mackendrick né uno sceneggiatore come Clifforf Odets. Però, certo, il film si vede volentieri.  In sala dal 13 novembre.

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