diabolik

DIABOLIK COMPIE 60 ANNI - IL LADRO MASCHERATO NON POTEVA CHE NASCERE CON UN GIALLO: LA PRIMA SERIE STORICA VENNE IDEATA DA UN FUMETTISTA MISTERIOSO DI CUI NON SI È SCOPERTO IL NOME - DUE DONNE MILANESI, ANGELA E LUCIANA GIUSSIANI, PRESERO SPUNTO E IDEARONO LA SAGA CHE HA SFIDATO IL BIGOTTISMO DELL’EPOCA E CONIARONO IL NOME "DIABOLIK" - CHISSÀ, 60 ANNI DOPO, SFONDATO IL TETTO DEI 900 NUMERI PUBBLICATI, COSA DIREBBE IL MISTERIOSO DISEGNATORE...

Andrea Brusoni per “il Giornale”

 

diabolik colpo alla zecca

Una mattina di novembre del 1962, a Milano, i pendolari affollano la stazione di piazza Cadorna. Per ingannare il tempo del viaggio sui vagoni delle Ferrovie Nord, una sosta all'edicola prima di partire è d'obbligo. L'occhio stavolta è attratto da qualcosa di nuovo, che attrae la sua curiosità: un piccolo albo con il primo piano di un volto mascherato e, più in piccolo, una donna che urla atterrita.

 

Non può che essere così, d'altronde, perché il titolo è esplicito: Il re del terrore. È il numero uno di Diabolik, «Il fumetto del brivido», in vendita a 150 lire. Il formato è tascabile, in modo che si possa facilmente occultare: per l'epoca è una lettura forte, che sfida la (bigotta) pubblica morale. In effetti la giustizia si occuperà di Diabolik più volte, ma il ladro (nonché assassino) riuscirà a scampare ai numerosi tentativi di sequestro da parte delle autorità.

 

diabolik 1

Questo primo storico albo cela un mistero: ancora oggi nessuno conosce l'identità del disegnatore, il colophon non riporta questa informazione. Sembra essere un individuo soprannominato «il tedesco»: vuoi perché indossa sandali e calzini corti, vuoi perché ha avuto un figlio da una donna tedesca. O più semplicemente perché è biondo. Dopo aver consegnato - in ritardo e continuamente sollecitato - le tavole del primo numero svanisce nel nulla e non se ne hanno più notizie.

 

diabolik 2

Negli anni Settanta comincia a circolare un nome, Angelo Zarcone, ma non vi è nulla di certo. Nel 1982 è addirittura il noto Tom Ponzi a investigare su di lui, senza ottenere risultati concreti. Tuttavia, se Diabolik non ha un papà, di sicuro ha due mamme: le sorelle Angela e Luciana Giussani. Milano ha recentemente celebrato il loro genio creativo intitolando loro il giardino di piazza Grandi.

 

È Angela ad avere l'intuizione. Abita a due passi dalla stazione Nord (il cucinotto dell'appartamento diventerà la prima sede dell'Astorina, casa editrice di Diabolik): osservando il via vai in piazza Cadorna pensa che sia venuto il momento per un nuovo prodotto editoriale, con dei tempi di lettura adatti alle distanze percorse dai pendolari.

 

sorelle giussani diabolik 1

Svolge una piccola indagine di mercato (d'altronde è moglie e collaboratrice dell'editore Gino Sansoni) e scopre che il giallo è il genere preferito. Il suo pensiero corre a Fantômas, un feuilleton francese con protagonista un astuto criminale braccato da un ispettore. Può essere un soggetto interessante per una serie a fumetti.

 

diabolik 16

Ci vuole a questo punto un nome. La recente cronaca nera le viene in aiuto. Nel 1958 a Torino era stato commesso un feroce omicidio, l'assassino aveva scritto sotto il falso nome di «Diabolich» diverse lettere alla polizia autoaccusandosi e annunciando nuovi cadaveri.

 

In realtà l'uomo fa perdere le proprie tracce, senza commettere ulteriori crimini. È probabile abbia copiato lo pseudonimo «Diabolich» dal romanzo Uccidevano di notte di Italo Fasan, dove agiva un assassino di nome «Diabolic».

diabolik 8

 

L'appellativo è vagliato in una riunione di redazione insieme ad altri, e alla fine si impone, grazie alla «k» finale che conferisce esotismo, mistero e una manifesta durezza, sul più banale «Diabolicus». Al nome del protagonista, Angela decide poi di abbinare lo sguardo magnetico e la particolare attaccatura dei capelli dell'attore americano Robert Taylor.

 

Lo scorso febbraio uscì il numero 900 del fumetto e sorprende che il suo successo non sia stato immediato e che il personaggio abbia impiegato un po' a entrare nelle grazie dei lettori. Eppure, è così. La prima uscita, distribuita solo in alcune edicole del Nord Italia, viene in gran parte resa. Occorre circa un anno prima che Diabolik decolli.

diabolik 6

 

Una crescita che deriva dal miglioramento del fumetto come prodotto editoriale: l'arrivo di un nuovo autore, Enzo Facciolo, innalza la qualità dei disegni, le sceneggiature si fanno più rigorose. Sotto questo punto di vista, Angela e Luciana sono estremamente pignole: le storie devono essere credibili e verosimili.

 

Spesso si rivolgono al loro medico di famiglia, Carlo Eugenio Santelia, per verificare che le dinamiche di un delitto non contengano errori. La consacrazione di Diabolik diventa manifesta quando nelle edicole comincia a comparire una serie di epigoni, tutti personaggi neri con la kappa: Demoniak, Sadik, Satanik, Kriminal, Zakimort e altri ancora.

 

diabolik 15

È innegabile che nella storia del costume Diabolik sia uno spartiacque fin da subito. Il protagonista è un vero cattivo: ruba, uccide, si fa beffe della giustizia, convive more uxorio (questa poi!) con una giovane donna, Eva Kant, che da vittima era diventa la sua compagna di nefandezze.

 

Tutto ciò, se da un lato stuzzica l'interesse dei lettori che non hanno mai letto nulla di simile, dall'altro mette sul chi vive i censori e i moralisti. Il terzo albo, L'arresto di Diabolik, viene citato in giudizio perché ritenuto lesivo della morale, si dice che incita alla corruzione. Negli anni successivi si susseguono i sequestri per offesa al pubblico pudore. In quel periodo mostrare in copertina una ragazza in costume mentre nuota basta a far intervenire la giustizia.

primo numero diabolik

 

Il vento del Sessantotto spazzerà via il bigottismo più becero. E, a proposito dei mutamenti nel costume degli italiani, non dimentichiamo che Diabolik si schiererà a favore del «no» nella campagna referendaria per l'abrogazione della legge sul divorzio, nel 1974.

 

La popolarità di Diabolik è dimostrata anche dalla trasposizione cinematografica realizzata nel 1968 da Mario Bava. Lo scorso anno i pirotecnici Manetti Bros. hanno portato sul grande schermo la loro versione proprio de L'arresto di Diabolik, con un cast di tutto rispetto: Luca Marinelli, Miriam Leone, Valerio Mastandrea. La pellicola non ha avuto il successo sperato e Marinelli non ha dato la propria disponibilità per il sequel.

diabolik 5

Sarà quindi Giacomo Gianniotti a indossare la calzamaglia nera nel nuovo film Ginko all'attacco!, in uscita il 17 novembre in occasione del 60º compleanno del criminale più amato dai lettori.

diabolik 4sorelle giussani diabolik 2diabolik 19diabolik 12

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”