giuseppe conte corrado formigli

FORMIGLI FA PIAZZA PULITA DI TUTTO: “STIAMO IMPARANDO CHE LO STATO DEVE ESSERE GESTITO DA PERSONE COMPETENTI, NON POSSIAMO PIÙ PERMETTERCI I CIALTRONI IN POLITICA” - CONTRO CONTE: “CI SONO STATI TROPPI COMUNICATI E C’È STATA L’ASSENZA DI UN DISCORSO DI VERITÀ” – STASERA DOPO DUE ANNI AVRA' SALVINI OSPITE: “NON CREDO CHE VERRÀ SOLO PER FARE PROPAGANDA…” – VIDEO: QUANDO IL 30 GENNAIO MANGIAVA UN INVOLTINO PRIMAVERA CONTRO IL RAZZISMO VERSO I CINESI

 

 

Roberto Pavanello per “la Stampa”

 

CORRADO FORMIGLI MANGIA UN INVOLTINO PRIMAVERA

Anche questa sera, intorno alle 21.15, Corrado Formigli tornerà con il suo Piazzapulita per raccontare ai telespettatori de La7 l’emergenza coronavirus e dibattere in studio con esperti, voci della politica e giornalisti. In questa puntata lo farà, tra gli altri, con il direttore scientifico dell’Humanitas Alberto Mantovani, Matteo Salvini, Beppe Fiorello e il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Il 5 marzo Piazzapulita è stato il primo programma tv di prima serata a sbattere in faccia agli italiani, con crudezza –, grazie al servizio di Alessio Lasta dall’ospedale di Cremona, il primo di una serie – la realtà dei fatti: i pazienti in rianimazione, i pronto soccorso stravolti e la fatica della lotta in prima linea di medici e operatori sanitari.

informativa di giuseppe conte sull'emergenza coronavirus 3

 

Formigli, in questi giorni così complicati e tragici stiamo vivendo un periodo storico nel quale i fatti stanno surclassando le opinioni?

«Noi che facciamo il mestiere di giornalista ci siamo riappropriati della possibilità di raccontare, uscendo dagli sterili battibecchi della politica, da quella situazione asfittica in cui ci aveva fatto piombare questo ultimo periodo politico. Adesso stiamo raccontando una guerra.

 

L'ENNESIMA DIRETTA FACEBOOK DI GIUSEPPE CONTE

 Per uno come come me che per tanti anni ha fatto l’inviato di guerra, quella con le bombe, adesso che dobbiamo affrontare questa emergenza, mi trovo a mio agio nel raccontare la guerra al virus. Le dinamiche sono le stesse: la paura, le precauzioni, il lavoro di scavo per capire le responsabilità e riportare ciò che non viene raccontato ufficialmente. In questo caso il giornalismo può davvero fare la differenza. Ci rivolgiamo a una grande platea televisiva, visto che sono tutti a casa, e mai come adesso la televisione può modificare la percezione del problema».

 

ospedale reparto di terapia intensiva coronavirus

Voi lo avete fatto per la prima volta il 5 marzo, quando in una buona parte d’Italia ancora sfuggiva il senso di quanto stava accadendo.

«Quando abbiamo mostrato nel servizio di Alessio Lasta la terapia intensiva di Cremona, oltre agli ascolti di quella serata, sono stati i milioni di visualizzazioni sul web dei giorni successivi a farmi capire che gli italiani cominciavano a cambiare idea: che non si trattava di una semplice influenza. Lì incidi davvero sulla formazione dell’opinione pubblica».

ospedale REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA coronavirus

 

Hai usato il termine «guerra», credi che sia corretto utilizzarlo? Non c’è retorica? In fin dei conti, la larga maggioranza è a casa più o meno tranquilla, non ha le bombe che cadono sul tetto.

«Per certi versi è una guerra più comoda di quella vissuta dai nostri nonni, che non avevano da mangiare, non avevano il divano, web e tv per trascorrere il tempo. Però è una guerra, anche più insidiosa perché il nemico è invisibile e ancora sconosciuto. E poi le conseguenza sono ancora incalcolabili. Non solo: il numero di vittime è straordinariamente alto, se pensiamo che abbiamo sei-settecento-quasi ottocento morti al giorno, come fai a non chiamarla guerra?».

 

Nel raccontarla è corretto cedere il passo all’emotività?

giuseppe conte in diretta facebook

«Sì. Il giornalismo non è solo riportare fedelmente i fatti ma è anche partecipare a ciò che accade. Perché noi ne siamo parte. Chi non si emoziona davanti a un bambino ferito da una bomba? Chi non si emoziona davanti a un figlio che ha appena perso il padre, perché magari non c’era un respiratore disponibile? Il senso di indignazione e dolore che colpisce anche il giornalista che sta raccontando è giusto che venga trasferito a chi guarda o legge. Non siamo robot. La forza del lavoro dei miei inviati che stanno lavorando in prima linea è proprio quello di riportare la grande drammaticità che gli italiani stanno vivendo. L’unica cosa che dobbiamo filtrare è il vero dal falso. Anche noi abbiamo paura, proviamo dolore, compassione e indignazione».

 

terapia intensiva coronavirus

L’informazione è tornata, in queste settimane, ad avere un ruolo fondamentale. È un ruolo che saprà mantenere anche dopo?

«Penso di sì. Questo è un momento tragico ma che ti fa riscoprire l’importanza della nostra professione e capire quanto sia importante raccontare i fatti da dove essi accadono. E non è una cosa banale, perché oggi raccontare una pandemia è complesso.

 

MATTEO SALVINI CON LA MASCHERINA

Andare dove i fatti succedono è una cosa difficilissima: andare nelle zone rosse, rispettare tutti i protocolli di sicurezza, entrare negli ospedali, fare in modo che tu non venga contagiato e di non contagiare altri. Sai, il proiettile può sfortunatamente colpire il giornalista, qui il rischio è doppio perché il virus può colpire anche chi con quel giornalista entra i contatto. Il giornalismo è anche forzare i divieti, perché noi abbiamo il dovere di testimoniare. Stando sempre in sicurezza, ovviamente».

 

Non vedi per Piazzapulita un futuro senza dibattito ma solo con servizi sul campo?

SALVINI CON LA MASCHERINA

«No, perché c’è bisogno anche di ascoltare gli approfondimenti, le parole. Noi in studio abbiamo un tavolo, l’idea è nata perché volevamo che fosse uno spazio in cui sviscerare gli argomenti. Oggi che non c’è il pubblico presente, questo tavolo ha aiutato molto ad approfondire il ragionamento: lo studio vuoto è stato riempito dalla ricchezza della discussione. C’è tanta voglia di ascoltare persone competenti, il nostro talk vuole dare spazio alla competenza. I reportage raccontano il dramma e la sofferenza, lo studio è il momento in cui l’emozione viene raffreddata e si prova a razionalizzare per cercare di capire quali sono le soluzioni».

 

Stasera avrai ospite Matteo Salvini: si riuscirà mai a ottenere la concordia che chiede anche il Presidente Mattarella o proseguirà il clima di campagna elettorale continua?

reparto di terapia intensiva brescia 11

«Mi sbaglierò, ma io non credo che Salvini verrà solo per fare propaganda elettorale. Il fatto stesso che dopo due anni e mezzo abbia deciso di tornare nella nostra trasmissione lo leggo come l’eccezionalità del momento: sull’“in quel programma non ci vado perché mi critica” credo che prevalga la necessità di parlare con tutti gli italiani. Mi aspetto che da noi Salvini non sia solo contro, ma dica che è tempo di cercare delle soluzioni tutti assieme».

 

Al tuo tavolo stasera ci sarà anche Beppe Fiorello che, prima con un post sui social, e poi con un commento su La Stampa, ci ha invitati tutti a una maggior serietà. Sei d’accordo con lui?

beppe fiorello foto di bacco (1)

«Credo che la paura e la gravità di ciò che sta accadendo debbano essere presenti in ognuno di noi. Perché da una parte la paura serve per farci stare a casa finché il contagio non avrà rallentato e quindi la leggerezza eccessiva rischia di essere un pericolo. Però nello stesso tempo sono meno severo sulle persone che alle sei della sera cantano sui balconi. Questo ritrovato senso di comunità a me fa piacere. Adesso il virus è più forte di noi, ma se avremo la serietà e la compostezza nel seguire le regole, diventeremo più forti noi».

 

Da più parte sono state criticate le modalità di comunicazione di Conte e del governo, tu cosa ne pensi?

ROBERTO BURIONI

«La premessa doverosa è che nessuno prima di Conte si era mai trovato a gestire una situazione come questa. Detto ciò, ci sono stati troppi comunicati, troppe conferenze stampa notturne che ci hanno lasciato in ansia e un po’ in confusione, e c’è stata l’assenza di un discorso di verità: è come se prima ci avessero indorato la pillola per poi tenerci tutti in ansia. Insomma, vorrei un presidente del Consiglio che ci dicesse esattamente come stanno le cose, che non sappiamo bene quanto durerà e che non indulgesse in un ottimismo di facciata».

 

Vorrei evidenziare il ruolo che altri due programmi tv stanno avendo sull'emergenza coronavirus, sebbene in maniera differente: il servizio pubblico di Che Tempo Che Fa e lo sdrammatizzare senza buttarla in macchietta di Propaganda Live. Che ne pensi?

propaganda live 3

«Dico che Fabio Fazio è un grandissimo professionista e sta facendo molto bene a dare la parola alla scienza. Faccio i complimenti anche Diego Bianchi e a tutto il gruppo di Propaganda Live: sono bravissimi nel tenere insieme la serietà del racconto e la capacità di fare ironia».

 

Che insegnamento ci porteremo via da questa storia?

«Il principale insegnamento è che c’è bisogno dello Stato per investire sui medici, sulla ricerca, sulla Sanità, sul Welfare. Quindi lo Stato tornerà al centro ma con la consapevolezza che deve essere gestito da persone competenti, non possiamo più permetterci i cialtroni in politica. Ma ci portiamo via anche il bisogno degli Stati, quindi dell’Europa, che comunque ne uscirà rafforzata».

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...