benedetta porcaroli

“ROMA NORD È UN AMBIENTE CLASSISTA” – BENEDETTA PORCAROLI, CHE HA RECITATO NELLA SERIE TV SULLE ESCORT DEI PARIOLI E NE “LA SCUOLA CATTOLICA”: “IO ALCUNE DELLE BABY SQUILLO LE CONOSCEVO, CI SALUTAVAMO. QUANDO È VENUTO FUORI LO SCANDALO MI È PRESO UN COLPO" - MA POI RIVELA LA SUA VITA "PARIOLA": "SONO ANDATA AL MAMIANI MA MI DIPLOMAI PRIVATAMENTE. ALCUNI COMPAGNI MI PRESERO DI MIRA. SONO SEMPRE STATA FILIFORME. I RAGAZZI CERCAVANO SEDERI E SENI IN LUNGO E IN LARGO, LE MIE AMICHE AVEVANO LE LORO FORME, MI VENNERO UN PO' DI COMPLESSI..."

Benedetta Porcaroli

Valerio Cappelli per il “Corriere della Sera”

 

Benedetta Porcaroli è diventata un volto noto a soli 20 anni, interpretando la serie tv sulle baby squillo dei Parioli. Da allora non si è più fermata. A giugno compirà 24 anni. È nelle sale con 7 donne e un mistero, una boccata d'ossigeno dopo due film violenti come Baby e La scuola cattolica, sul massacro del Circeo. 

 

Che adolescente è stata, prima di diventare attrice? 

«In realtà ho cominciato molto presto, a 15 anni. Un'amica di mia madre è agente di cinema. Mi chiese: ti va di fare un provino? Mi ritrovai su Rai1 in Tutto può succedere . Si sono fidati, hanno visto qualcosa in me. Ero piccola, inconsapevole». 

 

Benedetta Porcaroli

Ma sarà andata a scuola. 

«Al Mamiani, liceo storico di Roma, poi mi diplomai privatamente. In quegli anni alcuni compagni mi presero di mira. Sono sempre stata filiforme. I ragazzi cercavano sederi e seni in lungo e in largo, le mie amiche avevano le loro forme, mi vennero un po' di complessi. Su Facebook avevano creato gruppi: Benedetta Porcaroli piatta. Oggi il mio fisico lo vedo come una salvezza». 

 

Per il cognome, chissà cosa le dicevano. 

«Era inevitabile. Ma non sono mai stata veramente preoccupata. Mio padre per smussare mi diceva ironico: un cognome così non passa inosservato, si ricorderanno di te. Papà ha diverse lauree e ha fatto tanti lavori, ora insegna, è stato lui a trasmettermi l'amore per il cinema. Alberto Sordi, Anna Magnani; mamma lavora al Quirinale». 

 

benedetta porcaroli e alice pagani

È vero che ha l'occhio di sua madre tatuato? 

«Sì, dietro la spalla. Il messaggio è: guarda che ti osservo, eh... A volte mi diceva che ero una belva. Sono malinconica, diretta, curiosa, riflessiva».

 

 E belva. 

«In casa la mia presenza si notava. Sono stata un'adolescente impegnativa e rumorosa, sai quando ti senti in conflitto con tutti? Determinata, prepotente, esigente, ribelle». 

 

BENEDETTA PORCAROLI

È cresciuta a Roma Nord, la stessa zona delle baby squillo dei Parioli. Lei ha detto: se fossi rimasta lì, sarei diventata una stronzetta anch' io. 

«L'ambiente è un po' classista, la media borghesia dove tutto è apparentemente pacifico, sereno; tutto sembra che funzioni alla perfezione e non è così. È strano perché l'ho raccontato in due film (le giovanissime escort e il Circeo) il vuoto cosmico in un'età delicata e di passaggio, quando basta poco per andare alla deriva.

 

È davvero sliding doors. L'importante, com' è avvenuto per me, è sapere che dietro ci sono i genitori. Abbiamo raccontato la mancanza di dialogo tra genitori e figli, la tragedia della borghesia assente». 

 

benedetta porcaroli

Una di quelle ragazze si è raccontata in un docu-film. 

«Aveva 14 anni quando tutto cominciò. Oggi una di loro lavora in un supermercato. Io alcune le conoscevo, ci si vedeva la sera nei locali, ci salutavamo. Non sapevo cosa ci fosse dietro. Erano tranquille, diverse da come appaiono nella serie. Vestivano sportivo, in maniera semplice. Non erano così abbienti.

 

Quando è venuto fuori lo scandalo mi è preso un colpo. No, non le ho cercate quando giravo il film e loro non hanno cercato me. Ho preso le distanze dai ricordi, il mio personaggio me lo sono inventato. Quei due film sono facce della stessa medaglia, dal punto di vista femminile e maschile. Perché dietro il massacro del Circeo c'è il disprezzo». 

benedetta porcaroli

 

Lei alla Mostra di Venezia ci disse: ho potuto solo lontanamente immaginare una donna violata nella mente e nel corpo. 

«È così. Mi ha colpito la differenza tra il poco calore dei critici e le reazioni di tantissimi miei coetanei che sapevano poco di quella storia. Raccontarla era doveroso e necessario. I ragazzi sono rimasti indignati dalla censura e dal divieto ai minori di 18 anni. Invece di divulgare il più possibile il film... Quella storia mi ha cambiata, capisci quello che hai». 

 

Poi il sorriso di «7 donne e un mistero». 

«Venivo da film cupi, cercavo esperienze nuove, come una commedia al femminile dove sette donne si accusano di un delitto in una girandola di sospetti e ripicche».

BENEDETTA PORCAROLI

 

Micaela Ramazzotti dice che all'inizio vi guardavate con diffidenza. 

«È vero. Ora siamo tutte amiche, abbiamo una chat dove ci scriviamo cose irriferibili. Ho detestato la retorica per cui tra donne o ci si fa la guerra o si diventa sorelle. È un modo per autoghettizzarci. Dopo il Me too c'è più consapevolezza, il femminismo di una volta, che abbiamo ereditato, non esiste più, dovrebbe nascere un movimento che vada oltre i cliché». 

BENEDETTA PORCAROLI

 

Ma com' è crescere troppo in fretta? 

«Me lo sono chiesto tante volte. Il mio è un lavoro che ti scombussola. Sul set si vive in una bolla, ti dimentichi anche del Covid. L'importante è non avere la testa soltanto sul cinema. Sono diventata amica di Ornella Vanoni, mi chiama la mia bambina, parliamo d'amore». 

 

Chi è Benedetta Porcaroli? 

«Ho ancora tante tappe prima di capirlo veramente».

benedetta porcaroli 34benedetta porcaroli alice pagani 20benedetta porcaroli 30benedetta porcaroli 24benedetta porcaroli 18benedetta porcaroli 32benedetta porcaroli 26benedetta porcaroli 27benedetta porcaroli 33benedetta porcaroli 36benedetta porcaroli 37benedetta porcaroli 23benedetta porcaroli 22benedetta porcaroli 35

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…