galeazzo ciano mussolini

MUSSOLINI-CIANO: LO SCONTRO FINALE - MAURO MAZZA RACCONTA GLI ULTIMI MESI DEL GENERO DEL DUCE E LA NOTTE FRA IL 24 E IL 25 LUGLIO 1943 CHE AVREBBE PROVOCATO LA FINE DEL REGIME FASCISTA - POCO ALLA VOLTA IL GENERO DI MUSSOLINI, GALEAZZO CIANO SI ERA CONVINTO DI ESSERE DAVVERO IL SUCCESSORE PREDESTINATO DEL SUOCERO - LA STORIA DELLA BELLISSIMA SPIA FRAU BEETZ MESSA DAI TEDESCHI ALLE COSTOLE DEL GERARCA DETENUTO NEL CARCERE DI VERONA PER CARPIRGLI I DIARI...

Francesco Perfetti per ilgiornale.it

 

benito mussolini galeazzo ciano

Alla vigilia della seduta del Gran Consiglio del Fascismo che, nella notte fra il 24 e il 25 luglio 1943, avrebbe provocato la fine del regime fascista, il tessitore della «congiura», Dino Grandi, fece di tutto per consigliare Galeazzo Ciano a non scendere in campo in prima persona: «Restane fuori non ti conviene firmare l'ordine del giorno», gli disse sostenuto da Giuseppe Bottai. Il presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, Grandi appunto, forse temeva che potesse rivelarsi controproducente l'adesione al suo ordine del giorno da parte di Ciano, già ministro degli Esteri, genero del Duce e considerato suo potenziale «delfino».

 

benito mussolini

Pensava che, nel corso della seduta, uno sguardo o un cenno o una battuta di Mussolini potessero influenzare Ciano e spingerlo a tirarsi indietro con conseguenze imprevedibili sulle scelte degli altri «congiurati».

 

In realtà, Ciano aveva manifestato. già da tempo, sentimenti sempre più decisamente ostili ai tedeschi e, soprattutto, alla prosecuzione di una guerra il cui destino sembrava ormai segnato. Le note che, quotidianamente o quasi, vergava sul suo diario lo dimostrano, insieme a tante confidenze a mezza bocca ad amici e amiche del suo ampio entourage politico-mondano.

galeazzo edda ciano

 

Ambizioso e salottiero, finito in diplomazia e in politica non per sua volontà avrebbe voluto fare il letterato, il critico o l'autore teatrale - Galeazzo non era neppure, a guardar bene, un fascista vero e proprio ma era piuttosto un conservatore ritrovatosi, soprattutto dopo il matrimonio con la figlia del Duce, al centro di una attenzione che lusingava la sua vanità. Poco alla volta si era convinto di essere davvero, come gli sussurravano gli adulatori di turno, il successore predestinato del suocero. E ciò era talmente vero che egli, forse inconsciamente, aveva finito per imitarlo, nei gesti e nel portamento.

 

 

galeazzo ciano cover mazza

Eppure, l'uomo era tutt'altro che stupido e, certamente, più coraggioso, indipendente dalla volontà di Mussolini, deciso nella difesa delle proprie idee, ma anche più ingenuo di quanto credessero i suoi amici «congiurati», a cominciare da Grandi. Lo si vide sia nella seduta del 24-25 luglio sia negli avvenimenti successivi culminati nel processo di Verona e nella fucilazione.

 

galeazzo ciano

Un tentativo, a mio parere ben riuscito, di cogliere la personalità complessa di quest'uomo e la drammaticità e complessità delle vicende nelle quali fu coinvolto è il bel volume di Mauro Mazza intitolato Diario dell'ultima notte. Ciano-Mussolini, lo scontro finale (La Lepre edizioni, pagg. 368, euro 25): un volume classificato dall'editore come «romanzo» ma che, in realtà è qualcosa di diverso, una specie di «racconto-verità» basato su una puntuale ricostruzione storica dei fatti reali accompagnata da un tentativo di introspezione psicologica dei protagonisti.

 

EDDA MUSSOLINI CON GALEAZZO CIANO SOTTO GLI OCCHI DEL DUCE

Non si tratta, quindi, di un «romanzo storico» nel senso classico del termine, quanto piuttosto della narrazione di avvenimenti reali che trovano il loro contrappunto in una cornice di fantasia. Nella fattispecie l'elemento di fantasia, che rappresenta l'accorgimento letterario dell'autore, è il diario di un giovane miliziano fascista appena diplomato che si trova a far da carceriere ai prigionieri e che vive con angoscia crescente il dramma della guerra civile: questo breve e appassionante diario, spezzettato in tanti brevi capitoli, è stato inserito dall'autore all'interno della narrazione tradizionale degli eventi come efficace artificio narrativo.

EDDA MUSSOLINI GALEAZZO CIANO

 

La vicenda raccontata nel «romanzo storico» di Mauro Mazza si concentra in un arco di tempo relativamente ristretto, quello che va dalla seduta del Gran Consiglio del 24-25 luglio 1943 all'esecuzione della condanna a morte dei «traditori» l'11 gennaio 1944. Tuttavia, attraverso opportuni flashback, essa si proietta all'indietro fornendo elementi utili per cercare di comprendere stati d'animo e comportamenti dei protagonisti.

 

EDDA MUSSOLINI CON GALEAZZO CIANO

È un modo per riproporre i tanti interrogativi ai quali gli storici di professione non hanno saputo fornire risposte definitive che non fossero soltanto risultato di congetture troppo spesso arbitrarie. Perché, per esempio, Mussolini decise all'improvviso di convocare la seduta del Gran Consiglio? Come si spiega il suo atteggiamento durante la riunione? E che cosa pensa Ciano, in quel frangente, del suo rapporto con il suocero? Che cosa lo ha spinto, davvero, a operare una scelta di campo così gravida di conseguenze? E via dicendo.

EDDA MUSSOLINI GALEAZZO CIANO

 

 

Certo, Galeazzo è il protagonista principale con i suoi dubbi e le sue debolezze, ma anche con le sue ambizioni e la sua ingenuità politica, e forse con la volontà di riscattare una immagine di servitore del Duce in attesa di potergli succedere, che egli ha cominciato da tempo da quando i suoi sentimenti antitedeschi si sono consolidati e lo hanno spinto a posizioni di fronda anche nelle frequentazioni ad avvertire troppo pesante. Ma, naturalmente, non c'è soltanto lui nel libro di Mazza. Ci sono Mussolini stesso e i suoi familiari, a cominciare dalla moglie Rachele e dai figli Vittorio ed Edda.

 

Soprattutto quest'ultima, la consorte di Galeazzo, impegnata nel tentativo disperato di salvare il marito dall'esecuzione, diventa il fulcro di un vero e proprio dramma familiare che si traduce nella rottura insanabile con il padre del quale era, notoriamente, la prediletta: la vicenda di Edda, che mette in salvo i diari del marito, inseguita dai servizi segreti di ogni colore e aiutata dalla generosa abnegazione del devoto marchese Emilio Pucci, è di per sé una storia di avventura. E poi, ancora, nel libro di Mazza, c'è la bellissima spia Frau Beetz messa dai tedeschi alle costole del gerarca detenuto nel carcere di Verona per carpirgli i diari e divenuta protagonista di una struggente vicenda d'amore.

 

CARTEGGIO EDDA CIANO CAPUANO

Infine, ci sono gli altri «congiurati» e i giovani fascisti repubblichini combattuti tra il desiderio di vendetta nei confronti di chi ha provocato la fine del regime e l'orrore per una guerra civile che si annuncia sempre più sanguinosa.

 

 

Insomma, una storia vera e drammatica che ha il sapore di un romanzo corale scritto con uno stile coinvolgente e con il ritmo incalzante del thriller. Al di là del taglio narrativo, il libro di Mauro Mazza è, sotto un certo profilo, anche un lavoro che contribuisce davvero vorrei dire alla conoscenza di un drammatico capitolo della nostra storia più recente: esso, pur costruito sulla base di una ricchissima documentazione storiografica e memorialistica, finisce, infatti, per sottolineare l'importanza degli individui e dei loro sentimenti e comportamenti nello svolgersi dei fatti storici. Che è un modo per avvicinarsi alla verità storica senza cedere alle ideologie.

frau beetz

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO