PIANO PIANO, VERSO IL CIELO - INAUGURATA A LONDRA LA “SHARD TOWER” DI RENZO PIANO, IL GRATTACIELO PIÙ ALTO D’EUROPA - 95 PIANI PER 310 METRI DI VETRO: “LONDRA AVEVA BISOGNO DI UNO SPECCHIO. E GLIEL’HO DATO” - C’È CHI DETESTA IL NUOVO SIMBOLO DELLA CITY (“UN FALLO PIOMBATO SULLA TERRA DA UNO SPAZIO CAPITALISTA”), FRA CUI ANCHE IL PRINCIPE CARLO - PIANO: “C’È QUESTA IDEA CONFUSA CHE LE CASETTE SIANO PIÙ ECOLOGICHE. DOBBIAMO INVECE RENDERE PIÙ VIVIBILI LE CITTÀ”...

1 - SHARD LA PORTA DELLA NUOVA LONDRA
Andrea Malaguti per "la Stampa"

Visto da quassù, quattordicesimo dei 95 piani del grattacielo più alto d'Europa, il fiume ininterrotto che esce dalla metropolitana di London Bridge sembra fatto di formiche nane. Creature minuscole che si muovono ai piedi dei 310 metri dello Shard, una sorta di maestosa porta d'ingresso che divide il Regno celeste da quello terreno, la torre di Babele, la città verticale immaginata dall'istinto visionario di Renzo Piano. «Solo a Lourdes si hanno le visioni. Io ci ho dovuto ragionare un sacco. Poi ho capito che Londra aveva bisogno di uno specchio. E gliel'ho dato».

Una corda cala dai cristalli inclinati che restituiscono la follia incostante della luce metropolitana, consegnando al gigante una pelle mutevole. L'uomo imbragato come se fosse sull'Everest passa la spazzola piena di sapone sulle vetrate. Sospeso nel nulla. È il giorno dell'inaugurazione della Scheggia, un'opera da un miliardo e mezzo di sterline che in fase di costruzione fu bollata dal presidente del National Trust, Simon Jenkins, come «un fallo piombato sulla terra da uno spazio capitalista». A lavori finiti si è dovuto rimangiare il cinematografico giudizio. «Credevo peggio».

In effetti lo Shard è uno spettacolo. Al tavolo dei relatori, assieme a Piano c'è lo sceicco Abdullah Bin Saud, governatore della banca centrale del Qatar. I soldi arrivano da lì. Un giornalista tedesco gli chiede come immagina di recuperare l'investimento e quello lo osserva con lo sguardo bonario riservato a un bimbo che domanda l'ovvio. «Non ci abbiamo pensato tanto. È un investimento a lungo termine per rinsaldare il nostro legame con la città». Inarrivabile.

L'architetto italiano - «sono un genovese volante» - si concede alle interviste per due ore mentre osserva l'orizzonte senza fine che si srotola ai piedi della sua montagna. St. Paul, la torre di Gherkin, il Tower Bridge, il Tamigi. Il formicaio passa slogandosi la tesa per guardare su. Era un «brownfield» questo angolo di terra londinese, un sito postindustriale abbandonato, caratterizzato solo da un groviglio di binari e di acciaio arrugginito. Adesso è l'ombelico della megalopoli.

2 - LA STORIA VERTICALE CHE SALE DAL VENTRE DI LONDRA
Francesco Bonami per "la Stampa"

La sfida colpi di torri fra l'ex sindaco di Londra Ken Livingston e l'attuale primo cittadino Boris Johnson la vince senza problemi Ken il rosso, rivoluzionario e visionario. La Shard Tower commissionata 11 anni fa, inaugurata oggi e disegnata da Renzo Piano, con i suoi 310 metri mette in imbarazzo lo scarabocchio voluto da Johnson per le Olimpiadi, pensato dall'artista Anish Kapoor e l'ingegnere Cecil Balmond, che voleva fare a gara con la Torre Eiffel ma si ferma a soli 114 metri contro i 300 del simbolo di Parigi.

La Shard è da oggi l'edificio più alto d'Europa. Ma Renzo Piano, che abbiamo incontrato in quell'alveare che è il suo studio a Parigi a due passi dal Beaubourg, nega che la sua ultima creazione sia un atto di priapismo architettonico o di Viagra urbano. «Il fatto che la Shard Tower sia l'edificio più alto d'Europa è quasi irrilevante rispetto al fatto che reagisca al cambiamento della nostra società e delle nostre città.

Progettare un edificio è interessante solo in funzione di quello che rappresenterà in futuro e se riflette la trasformazione del mondo in cui viviamo. Progettare senza questo in testa significa infossarsi nell'accademia, ovvero l'arte di parlare senza aver nulla da dire». Sicuramente lo Shard non è un edificio che riscuote o riscuoterà a breve termine un consenso unanime, le critiche e le polemiche sono feroci.

Si dice che il principe Charles, cantore della londra dickensiana fatta di casette piccole e a schiera ma (che a poco a poco si sono estese creando immense periferie con immensi problemi), si dice sia inorridito. «C'è questa idea confusa - dice Piano - che le casette siano più ecologiche, moralmente migliori. Dobbiamo invece consolidare e rendere più vivibili le città. Costruire sul costruito. È importante ricordare che la Shard è venuta su sopra un vecchio terreno delle ferrovie».

La Shard è un edificio e una storia verticale che parte da sotto terra, nella metropolitana, arriva al livello della strada dove s'intrecciano passanti ferroviari e linee di bus urbani, poi ci sono i negozi, poi uffici con sopra ristoranti e sopra di loro un albergo, con sulla testa degli appartamenti, un piano panoramico aperto fino a tarda notte da dove si potrà ammirare la Londra di cui questa torre sarà il nuovo simbolo. Per questa città di vetro che si alza nel cielo come la striscia di fumo che lasciava il Mago Merlino nel cartone animato «La spada nella Roccia», quando partiva come un razzo per andare a sbirciare il futuro dell'umanità, sono stati creati solo 48 posti macchina.

«Volevamo sottolineare con forza che il futuro delle città è nel trasporto pubblico e non in quello privato». Ma la gente che dice quando alza gli occhi al cielo e la vede? «Ogni volta che inauguro un edificio ricordo sempre quello che mi disse Roberto Rossellini mentre stava girando un documentario sul Beaubourg: "Per capire se qualcosa funziona o meno non guardare cosa hai fatto, ma guarda gli occhi della gente che sta guardando quello che hai fatto". La gente che vede la nuova torre ha negli occhi sorpresa, stupore. Non ho visto paura né disgusto».

Il Beaubourg costò ai giovani e ribelli Piano e Rogers anche ombrellate, da parte di una anziana signora che trovava il nuovo centro museale una mostruosità, ma oggi è una pietra miliare della storia dell'architettura contemporanea. Ombrellate per lo Shard Renzo Piano non ne prenderà, un po' per l'età, un po' perché, proprio come il Mago Merlino, ha imparato a scappare nel futuro: «È l'unico posto dove possiamo andare».

 

VISTA DELLO SHARD LA TORRE DEUROPA DI RENZO PIANO LO SHARD DI RENZO PIANO LINTERNO VERDE DELLO SHARD DI RENZO PIANO RENZO PIANO Renzo Pianolondra city

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)