marracash elodie chiara ferragni

LA SINISTRA RIPARTA DA MARRACASH! "È INSOSTENIBILE CHE POSSANO ESISTERE CHIARA FERRAGNI E GENTE POVERISSIMA. DOBBIAMO LAVORARE PER RISOLVERE QUESTE DIFFERENZE" – IL RAPPER PARLA ANCHE DELLA STORIA CON ELODIE: “LA NOSTRA NON È UNA RELAZIONE COME LA INTENDE LA GENTE, ABITUATA A INCASELLARE TUTTO” (CHE VOR DI’? SONO IN UNA RELAZIONE APERTA E OGNI TANTO SCOPANO. E CON CHI?) – “SANREMO? MAI IN GARA, COME OSPITE CI ANDREI”

Andrea Laffranchi per corriere.it

 

Marracash ha forzato il portone della chiesa laica della canzone d’autore. È lui il primo rapper a vincere la targa Tenco nella categoria miglior album con «Noi, loro, gli altri». Lo aveva già vinto «Museica» nel 2014, ma Caparezza è così anomalo da non rappresentare nessun genere.

ELODIE MARRACASH

 

«Ci tengo al concetto di autore. C’è chi scrive con una visione personale, ha una penna riconoscibile e un’autorialità e chi fa pop a tavolino, lavora assieme ad altri dieci a un brano con logica industriale», commenta il king del rap.

 

Salmo a San Siro e lei con la Targa tenco come miglior album dell’anno. Il rap è stato finalmente riconosciuto?

ELODIE MARRACASH

«Un giro di boa. Negli ultimi 20 anni nessun altro genere ha avuto lo stesso impatto sul Paese. Il rap è stato costante nel maturare e nel crescere. La mia generazione, aggiungo Fabri Fibra e Club Dogo con Guè che anche quando è scanzonato è un autore nel senso di cui sopra, ha fatto da ariete. All’inizio anche il pubblico ci guardava come se fossimo dei giocolieri, applaudivano ma non partecipavano. Ora cantano tutto».

 

La nuova scena trap però è sotto tiro: concerti in playback, insulti ai fan...

«La mia generazione ha scoperto il rap con l’adolescenza. Oggi il rap si è diversificato, è per tutte le età, anche per bambini. Salmo e io rappiamo ogni singola parola, il nostro è un live vecchia maniera e c’è un pubblico che cerca questo. Ne esiste uno che, magari perché a causa della pandemia non ha mai visto un concerto, preferisce saltare e ballare, è un contesto più simile alla discoteca. Non sarei così duro con gli emergenti... Noi abbiamo avuto più tempo per fare gavetta, loro si trovano catapultati in contesti cui non sono pronti. Qualcuno sparirà, altri capiranno cosa è un live».

elodie parla di marracash a la confessione di gomez 5

 

Si aspettava la Targa?

«No, mi ha sorpreso perché “Noi, loro, gli altri” è un disco outsider per quel contesto: duro, contiene parolacce e verità sbattute in faccia. Non capita spesso che un successo nelle vendite (triplo platino ndr) abbia anche un riconoscimento culturale».

 

Dovrà andare all’Ariston a ritirare il premio. Si ferma anche per il Festival?

«In gara mai. A parte Rancore, il rap non ci è mai andato. C’erano i rapper ma non il rap. Come ospite ci penserei».

 

Chi è Luigi Tenco per Marracash?

elodie e marracash su chi 2

«Dieci anni fa era diventato un’ossessione. Mi piace ripescare dal bagaglio che mi ha formato, l’ho fatto anche con Vasco in “Noi, loro, gli altri” facendo un campionamento di “Gli angeli” o con “Infinity” per “∞ LOVE” insieme a Guè, per creare la mia versione di quella cosa. Il rap è anche questo. Con “Mi sono innamorato di te” avevo fatto una mia versione conscious e generazionale su chi usa la droga perché non ha di meglio da fare. La famiglia Tenco non ha concesso i diritti. Se lui fosse stato vivo, credo che avrebbe accettato. Con lui sento in comune un lato doloroso, almost blue, notturno...».

 

Lei ha sempre parlato dei suoi problemi di bipolarismo, ansia... Il successo aiuta?

ELODIE MARRACASH

«Già lo scrivere è terapeutico. Poi il sentirsi capito dal pubblico ti solleva, anche se non risolve i problemi. Quelli con me stesso, me li trascinerò per sempre. E sono certo che non passerà mai la mia incazzatura per i problemi di questo Paese».

 

«Noi, loro, gli altri» è viene spesso raccontato come un disco di autoanalisi profonda. Vero, ma dentro c’è anche la sua visione senza sconti dell’Italia di oggi...

«Il gancio personale ha creato empatia con le persone. Ci sono poi brani più antisistema che raccontano cose di cui la gente forse non vuole rendersi ancora conto. In autunno ci faremo i conti».

 

Cosa la preoccupa?

«L’ingiustizia sociale. Abbiamo uno stile di vita insostenibile, un sistema economico da mettere in discussione. Chiara Ferragni chiede più sicurezza al sindaco di Milano. E fa bene. Ma è insostenibile che possano esistere Chiara Ferragni e gente poverissima. Dobbiamo lavorare per risolvere queste differenze. I ragazzi sono spinti alla competizione, la cultura del successo e del fare soldi è bugiarda. E quando ci sarà gente che manifesterà spaccando vetrine, la colpa ricadrà su di loro».

ELODIE MARRACASH

 

Però il rap ha sempre esaltato successo e ostentazione...

«Erano altri tempi. C’è stato un momento in cui sbattere in faccia i soldi fatti da un afroamericano era rivoluzionario. L’esagerazione era provocazione. Oggi sui social tutti ostentano... dove sta ribellione nel farlo?»

 

È appena partito da Torino il tour estivo nei festival e in autunno sono in arrivo 17 palazzetti, fra cui 6 Forum di Assago...

«Un live con momenti emotivi, altri incazzati, atri con attitudine rock... La band porta le canzoni ad un altro livello, anche se in alcuni momenti uso le basi: uno spettacolo a 360 gradi».

 

 

Come si prepara?

«L’ho presa seriamente. Ho fatto un fioretto e ho smesso di fumare sigarette da un mese, ho cambiato orari di vita, ho persino un vocal coach».

 

Elodie si è commossa alla prima data...

«Come ho già detto, il nostro rapporto non è una relazione come la intende la gente là fuori, abituata a incasellare tutto».

ELODIE MARRACASH

 

CHIARA FERRAGNI CON LE TETTINE AL VENTO

 

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