ladro furti case

APPENA TI DISTRAI, TI PORTANO VIA LE MUTANDE - A ROMA UNA DONNA E' STATA DERUBATA DALLA SUA STANZA DI OSPEDALE MENTRE SI TROVAVA UN SALA PARTO - A PROCESSO C'E' UN INFERMIERE, ACCUSATO DAL MARITO DELLA DONNA - SUL BANCO DEGLI IMPUTATI C'E' ANCHE UN 38ENNE ECUADORIANO, ACCUSATO DI FAVOREGGIAMENTO...

Francesca De Martino per "il Messaggero"

 

Ospedale Santo Spirito

Appena è entrata in sala parto, si sarebbe intrufolato nella sua stanza di ospedale e avrebbe frugato tra le sue cose. Si sarebbe poi allontanato con un I-Pad, pronto per essere venduto e arrotondare lo stipendio. O meglio: è questa la contestazione che ha portato a processo A. S., un infermiere dell'Ospedale Santo Spirito. Il fatto sarebbe successo il 16 gennaio 2014.

 

LA DENUNCIA È stato il marito della vittima a notare che davanti la porta della stanza, appena liberata per trasferire la donna in sala travaglio, si aggirava un uomo. Il suo modo di fare non lo convinceva: continuava a guardarsi intorno e a sbirciare oltre la porta, come a volersi assicurare di avere via libera.

 

Carabinieri

Il sospetto è che avesse tenuto d'occhio la situazione per poter entrare in azione indisturbato proprio quando la camera era vuota. Per il pubblico ministero che ha chiesto e ottenuto il giudizio, l'imputato era convinto di non dare nell'occhio grazie alla divisa da infermiere che indossava. Ma ad accusarlo e a farlo finire a processo è stato marito della donna, che ha riconosciuto nell'operatore sanitario l'autore del furto.

 

Come si legge nel capo d'imputazione, l'uomo «al fine di trarne profitto, si impossessava di un dispositivo elettronico approfittando della circostanza che la donna fosse stata trasferita in sala parto abusando della qualità di operatore sociosanitario».

 

Donna derubata in ospedale

IL COMPLICE Sul banco degli imputati c'è anche R. G., un ecuadoriano di 38 anni, accusato di favoreggiamento perché - sostiene la Procura - avrebbe cercato di aiutare l'infermiere a sottrarsi alle indagini: l'acquirente del tablet aveva raccontato di averlo comprato davanti al negozio dello straniero che, però, ha dichiarato agli investigatori di non riconoscere come venditore la persona ritratta nella fotografia del badge di cui l'infermiere era titolare.

 

Furti in ospedale

La Procura non gli ha creduto e lo ha spedito a processo, ritenendo che avesse acquistato il dispositivo elettronico direttamente dall'altro imputato. Ascoltato in aula, però, lo straniero ha ribadito la sua versione: ha detto ai magistrati che a vendergli quel tablet non sarebbe stato l'infermiere, ma un altro uomo.

 

LA DIFESA Secondo la difesa dell'operatore sanitario, si tratterebbe di un errore gigantesco e di un processo messo in piedi senza elementi concreti. L'imputato sarebbe stato in sala parto durante tutte le quattordici ore di travaglio della donna: era di turno, e la avrebbe assistita insieme ai colleghi. Quindi, in quel momento, non si sarebbe potuto trovare nei corridoi vicini alla camera della partoriente: lo hanno raccontato in aula un'infermiera, un ginecologo e un'ostetrica.

 

Furti in ospedale 2

I TESTIMONI Tutti e tre i testimoni hanno riferito ai magistrati di aver lavorato in quelle ore insieme al collega imputato nel processo. La tesi della difesa è che il marito della donna abbia scambiato un'altra persona per l'infermiere: dato il forte momento di emozione, avrebbe confuso l'uomo probabilmente con un addetto alle pulizie.

 

Circostanza sulla quale, lamenta ancora la difesa, non sarebbero stati fatti sufficienti approfondimenti. Due giorni fa si è celebrata a piazzale Clodio l'ultima delle venti udienze, davanti al pm Mario Pesci. In questi anni sono stati sentiti sei testimoni. La sentenza è attesa il 9 settembre e la difesa confida di poter ottenere l'assoluzione dell'operatore sanitario.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?