arabia arab rich kids

ARABIA DI VIVERE – IL PRINCIPE EREDITARIO AL QASIMI, MORTO IN UN FESTINO A BASE DI DROGA NEL SUO ATTICO A LONDRA, NON È L’UNICO "RICH KID" ARABO CHE HA SCELTO DI VIVERE UNA VITA DI ECCESSI OPPOSTA ALL’IDEOLOGIA REAZIONARIA DELLA FAMIGLIA – SUO FRATELLO ERA MORTO NEL 1999 PER OVERDOSE. LA FUGA DELLA PRINCIPESSA HAYA, IL DECESSO MISTERIOSO, LE GARE CLANDESTINE CON LA FERRARI DEL PRINCIPE QATARINO AL-THANI E LA MOVIDA FOLLE DI RIAD

Irene Soave per www.corriere.it

 

khalid bin sultan al qasimi 5

Tre giorni di lutto nazionale e bandiere a mezz’asta: così l’emirato di Sharjah, uno dei sette che compongono la federazione degli Emirati Arabi Uniti, piange il principe ereditario Khalid al Qasimi, morto lunedì a Londra a 39 anni in circostanze misteriose. Almeno ufficialmente: nel suo attico a Knightsbridge sono state trovate eroina, cocaina, funghi allucinogeni, crack, e dalle prime indagini della polizia emerge che era reduce da un festino.

 

Nel 1999 era morto suo fratello Mohammed, maggiore di cinque anni e allora 24enne, per overdose, sempre a Londra. Lo scenario non è insolito. È nella capitale del Regno Unito che si svolge la seconda vita dei giovani miliardari del Golfo Persico: emiratini, sauditi, qatarini che quando arriva il caldo nella Penisola arabica volano a Londra, con auto di lusso al seguito (trasportate in aereo a 30 mila dollari a macchina) a vivere una vita di eccessi opposta a quella che le loro famiglie, regnanti di alcuni dei regimi islamici più conservatori al mondo, impongono ai sudditi in patria.

 

khalid bin sultan al qasimi 4

La prigione delle giovani Maktoum

mohamed bin rashid al maktoum con la moglie haya bint al hussein

Proprio in questi giorni un’altra vicenda getta uno squarcio inquietante sulle vite apparentemente dorate dei ricchissimi del Golfo: la fuga della principessa Haya, sesta moglie dell’emiro di Dubai scappata a Londra (con un bottino di 56 milioni di dollari) per rifarsi una vita lontana da Mohammed bin Rashid al Maktoum, primo ministro degli Emirati oltre che emiro di Dubai, che se in patria è celebrato come uno statista, un amante della poesia e un modernizzatore — a lui si deve la svolta cosmopolita di Dubai e molti degli edifici cittadini più noti, come il Burj al Khalifa— è dipinto dalle sue donne come un satrapo crudele.

 

arabi ricchi

La fuga, infatti, che è riuscita alla 45enne Haya grazie alla mediazione di un diplomatico tedesco, era stata tentata prima, invano, anche da due figlie dell’emiro. Prima nel 2000, la maggiore, Shamsa: aveva 19 anni quando trovò un cancello aperto nella tenuta di famiglia nel Surrey e non pensò due volte a imboccarlo e guidare a rotta di collo più lontano che poteva. Fu trovata dagli uomini del padre, però, poche settimane dopo.

la sceicca latifa, figlia di al maktoum

 

Riportata in patria, fece otto anni di carcere e poi fu fatta interdire. Della sua storia parla la sorella Latifa, classe 1985, nell’agghiacciante video che aveva diffuso, nel 2018, prima di tentare la fuga: se state vedendo questi fotogrammi, diceva, vuol dire che mi hanno trovata, e che le cose per me si sono messe molto male. Aveva tentato di fuggire con l’aiuto di un’istruttrice di capoeira e di una spia francese, a bordo di una moto nautica e poi di una barca da sub.

 

Gli uomini del padre, che lei nel suo video descrive come «violento, il male assoluto», l’hanno rimpatriata a forza. Ora, essendo «psichicamente vulnerabile», è praticamente ai domiciliari, sottoposta a cure psichiatriche, e di lei si sa pochissimo.

 

Principesse in fuga

i funerali di khalid bin sultan al qasimi 1

Dello stile di vita delle figlie e delle mogli dei ricchissimi arabi favoleggia chiunque ci abbia a che fare. In un gustoso memoir intitolato Driving the Saudis (2012) l’americana Jayne Amelia Larson racconta i suoi giorni da autista privata a Los Angeles, al servizio di un gruppo di principesse saudite in vacanza. Per lei, aspirante attrice che faceva la chaffeur per arrotondare, le loro vite «pur recluse e confinate» erano favolose.

khalid bin sultan al qasimi 9

 

«Entravano nei negozi più lussuosi e si limitavano a indicare vestiti e accessori: la servitù poi li pagava e li prendeva, e loro passavano al prossimo negozio. Una una volta mi vide mangiare una barretta. Le piaceva e ne comprò un migliaio, facendo pagare una sua assistente che tirò fuori un rotolo di banconote». I racconti di Larson nel suo libro sono pieni di glamour.

 

Eppure periodicamente una donna tenta di fuggire dalla «gabbia dorata» che è la ricchissima vita di corte delle giovani del Golfo. Nel 2014 quattro figlie femmine del re saudita Abdullah erano riuscite a contattare per telefono il New York Post, raccontando che il padre le teneva segregate ai domiciliari in quattro residenze diverse, impedendo loro di sposarsi, per vendetta contro la loro madre, da lui ripudiata.

 

turisti fotografano una ferrari oro a londra

Quest’anno la figlia diciottenne di un governatore saudita, Rahaf Mohammed al-Qunun, è riuscita a scappare da una vacanza di famiglia in Kuwait e ora si trova in Canada. In Arabia Saudita sarebbe condannata a morte per apostasia, per avere rifiutato la religione e le nozze combinate previste per lei dal padre. Il precedente illustre che terrorizza le giovani saudite è la principessa Misha’al, giustiziata in piazza insieme al suo amante, che venne decapitato, nel 1978.

 

L’overdose dell’erede al trono di Dubai

haya bint al hussein con il padre, il re di giordania hussein

La principessa Haya, le giovani Shamsa e Latifa: tutte e tre scappavano invece dallo stesso tiranno privato, il premier emiratino Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Tra i ventitré figli del capo del governo, Shamsa e Latifa non erano le sole a non passarsela benissimo. Rashid, già erede al trono, è morto nel 2015 a 33 anni per un attacco di cuore.

 

mohammed bin rashid al maktoum e suo zio ahmed bin rashid bin saeed al maktoum

Un attacco che subito un fiume inarrestabile di voci e fonti anonime — perlopiù ex membri della maltrattatissima servitù della famiglia Maktoum — mise in relazione con i suoi ripetuti soggiorni in rehab e al suo notorio abuso di cocaina e steroidi. Rashid, cavaliere e allevatore di cavalli competitivo quanto il padre Mohammed, aveva un’ossessione per la forma fisica. Nel 2008 la famiglia lo aveva eliminato dalla linea di successione: formalmente aveva un burnout da troppo lavoro, ma nella cerchia dei reali non c’era dubbio, era ricascato nella droga.

 

khalid bin hamad al thani del qatar

Le voci che già circolavano in questo senso furono se possibile peggiorate nelle settimane di Wikileaks, nel 2010. Tra i documenti trapelati, una conversazione fra due alti funzionari inglesi rivelava che in un attacco di «rabbia da steroidi» — tra gli effetti collaterali dell’abuso di queste sostanze ci sono accessi di furia cieca — il pazzo Rashid avrebbe ucciso uno dei suoi assistenti con le proprie mani.

 

La movida segreta di Riyadh

I nastri di Wikileaks raccontavano anche di una «movida segreta» a Riyadh, la capitale dell’Arabia Saudita, che pretende dai sudditi condotte specchiatissime e poi è teatro di una vita notturna a base di alcolici, cocaina, hashish e legioni di prostitute — che per anni sono state reclutate in apposite spedizioni nei night di Damasco — accessibile solo ai reali e ai loro ospiti dagli altri Paesi del Golfo.

 

la morte di mohammed bin rashid al maktoum

Di questi eccessi si sa poco o nulla: e quello che viene fuori, magari documentato da video sui social, viene punito in modo esemplare. Fu arrestato, per esempio, nel 2017, il principe di basso rango — la famiglia reale saudita conta 15 mila membri viventi, ma sembra che solo 2 mila siano effettivamente potenti in patria e fuori — Saud bin Abdulaziz bin Musaed bin Saud bin Abdulaziz: aveva postato lui stesso una serie di video sui suoi account social in cui rompeva a pugni il naso a un suddito, allineava una ventina di bottiglie di whisky su un tavolo, puntava un fucile da assalto in faccia a un conoscente. La famiglia reale lo aveva fatto arrestare, e aveva pubblicato il video dell’arresto in lungo e in largo per dare un messaggio ai sudditi: non c’è pietà per chi sgarra.

 

scarpe con inserti in oro per le arabe di dubai

Andò meglio nel 2017 a un altro principe, l’allora 28enne Majed Abdulaziz Al-Saud: una ragazza sanguinante riuscì a scappare dalla sua villa a Beverly Hills e denunciò che lui l’aveva costretta a un rapporto orale. Spuntarono le denunce di altre cinque donne, relative alla stessa sera. Majed fu arrestato, ma la sua famiglia pagò la cauzione — 300 mila dollari — sull’unghia, e lo fece rimpatriare.

 

La movida sfrenata degli arabi a Londra

Nella capitale britannica — o negli Stati Uniti, soprattutto in California — non si nascondono invece gli eccessi dei giovani rampolli del Golfo. Negli aeroporti londinesi sbarcano più o meno una volta l’anno aerei che trasportano automobili di lusso placcate oro, o rivestite di loghi come Louis Vuitton: i «rich kids of Dubai» — o del Qatar, o dell’Arabia Saudita — le portano con sé, come un lussuoso corredo, quando per sfuggire alla calura estiva si trasferiscono a Londra.

mohammed bin rashid al maktoum

 

Ne aveva una dotazione del valore di un milione di dollari, per esempio, il principe saudita Turki Bin Abdullah, poi arrestato per corruzione. A bordo della sua Ferrari gialla, anch’essa spedita per via aerea, viaggiava invece il qatarino principe Khalid bin Hamad al-Thani, classe 1980, quando nel 2015 fu arrestato a Beverly Hills per una gara clandestina con una Porsche, finita con un motore fuso e per fortuna nessuna vittima.

 

corsa clandestina di al thani con la sua ferrari gialla

Il vizio delle corse clandestine rispunta qua e là nelle cronache: nel 2015, a Sloane Street, nel centro di Londra, un pensionato è stato costretto a risarcire con 60 mila sterline un arcimiliardario arabo per avergli rigato il Suv in segno di protesta. Infastidito dal rumore aveva chiamato la polizia, ma i giovani arabi a bordo dei loro bolidi non si erano fermati nemmeno con l’arrivo delle volanti.

 

Mappa di Londra per arabi straricchi

giovane arabo nel centro di londra

Il Dorchester, il Claridge’s, il Berkeley, il Connaught: sono tra gli hotel di lusso preferiti dagli arabi in trasferta, che dopo la fine del Ramadan ne prendono in affitto anche interi piani, sistemandovi il loro staff (e pagando il conto: solo nel 2013 la principessa saudita Maha Al-Sudairi «dimenticò» di saldare i dovuti 7 milioni di euro all’hotel parigino Shangri-La, per cinque mesi di permanenza suoi e della sua corte).

bugatti dal quatar

 

E la massima riservatezza garantita da questi servizi di ultralusso consente loro di tirare il fiato rispetto allo stile di vita più severo che sono costretti a mantenere a casa. È stata la suite di un albergo di lusso, il famoso Dorchester Hotel, a fare da sfondo nel 2015 a un’altra morte «misteriosa» per arresto cardiaco: quella del sultano del Kuwait Aldabbous, morto a 38 anni nella sua stanza dopo quella che i tabloid inglesi definirono subito «un’abbuffata di cocaina». Anche di lui — come di Rashid Maktoub e Khalid Qasimi — online si trova poco.

 

corsa clandestina di al thani con la sua ferrari gialla 1

Non solo sulle circostanze della loro morte: anche le loro fotografie, tranne quelle ufficiali, e i resoconti non agiografici delle loro vite sono periodicamente rimossi dal web, racconta un articolo del magazine americano The Daily Beast. Meno è evidente la differenza fra la morale pubblica dei severi stati del Golfo e la vita privata dei loro rampolli, meglio è. Il mondo riesce solo a ricostruirla per frammenti, per leaks, o attraverso gli sporadici e tragici fatti di cronaca che ne fanno parte. Il mondo ci si sta abituando

mohammed bin rashid al maktoum 3bugatti a londrala ferrari gialla di al thaniauto di lusso in arrivo dal qatarbugatti di un riccone arabokhalid bin sultan al qasimi 8khalid bin sultan al qasimi 9khalid bin sultan al qasimi 1lo sceicco di dubai mohamed bin rashid al maktoumdr sultan bin muhammad al qasimimohammed bin rashid al maktoum 2lo sceicco di dubai mohamed bin rashid al maktoum 2mohamed bin rashid al maktoum con la moglie haya bint al hussein e la regina elisabettaPRINCIPESSA HAYA CON MOHAMMED BIN RASHID AL MAKTOUMPRINCIPESSA HAYA CON MOHAMMED BIN RASHID AL MAKTOUM PRINCIPESSA HAYA CON MOHAMMED BIN RASHID AL MAKTOUM PRINCIPESSA HAYAPRINCIPESSA HAYA CON MOHAMMED BIN RASHID AL MAKTOUM 3PRINCIPESSA HAYA CON MOHAMMED BIN RASHID AL MAKTOUM mohamed bin rashid al maktoum con la moglie haya bint al hussein 2PRINCIPESSA HAYA CON MOHAMMED BIN RASHID AL MAKTOUM mohamed bin rashid al maktoum con la moglie haya bint al hussein 1PRINCIPESSA HAYA CON MOHAMMED BIN RASHID AL MAKTOUM khalid bin sultan al qasimi 1khalid bin sultan al qasimi 10khalid bin sultan al qasimi 7khalid bin sultan al qasimi 8khalid bin sultan al qasimi 2khalid bin sultan al qasimi 3khalid bin sultan al qasimi 6acquari in camera dei riccastri degli emirati arabi

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE... 

giorgia meloni matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - GESÙ È RISORTO, MA DA DOMANI INIZIA UNA NUOVA VIA CRUCIS PER L’ARMATA BRANCA-MELONI: ANCHE SE LO SCANDALO PIANTEDOSI-CONTE FOSSE SOLTANTO UNA RIVALSA SENTIMENTALE DELLA GIOVANE DONNA SEDOTTA E ABBANDONATA DAL POTENTONE, È COMUNQUE UNA MINA PIAZZATA SOTTO PALAZZO CHIGI. L’UNICO CHE GODE È MATTEO SALVINI, CHE DA TEMPO SOGNA DI PRE-PENSIONARE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO PIANTEDOSI PER TORNARE AL VIMINALE – PERCHÉ I DONZELLI E LE ARIANNE HANNO LASCIATO SENZA GUINZAGLIO IL GIOVANE VIRGULTO DI ATREJU, MARCO GAETANI? PERCHÉ LA DUCETTA HA PERMESSO UNA TALE BIS-BOCCIA? E SOPRATTUTTO: QUANTO POTRÀ RESISTERE PIANTEDOSI? FINIRÀ COME SANGIULIANO: DOPO AVERLO DIFESO DI SOPRA E DI SOTTO, POI LA FIAMMA MAGICA LO COSTRINGERÀ A FARSI ‘’CONFESSARE’’ DA CHIOCCI AL TG1? QUALI RIVELAZIONI E QUANTE INTERVISTE HA IN SERBO LA MESSALINA CIOCIARA? NEI PROSSIMI GIORNI SALTERANNO FUORI MAIL, POST E CONTRATTI CHE POTRANNO ANCOR DI PIÙ SPUTTANARE IL MINISTRO INNAMORATO? AH, NON SAPERLO...

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?