benito mussolini donne

ARCHEO! AGLI ALTRI IL CAUDILLO, A NOI IL MANDRILLO – MUSSOLINI HA ''RICEVUTO'' UNA DONNA AL GIORNO, TUTTI I GIORNI, PER VENT'ANNI - IL CIAMBELLANO DI PALAZZO VENEZIA LE CHIAMAVA ''VISITATRICI FASCISTE'' E SI TRATTENEVANO NON PIU' DI UNA MEZZ'ORA: META' DEL TEMPO ERA DESTINATA A UN AMPLESSO FURIOSO CONSUMATO SUL TAPPETO O SU UN CUSCINO SCARLATTO NEL VANO DI UNA DELLE FINESTRE AFFACCIATE SU PIAZZA VENEZIA - LA GIORNALISTA-SPIA FRANCESE MAGDA DE FONTANGES E L'UNICA ARISTOCRATICA, ANGELA CUCCIATI...

bruno vespa perche' l'italia amo' mussolini

Estratto dal libro “Perché l’Italia amò Mussolini”, di Bruno Vespa (Rai Libri – Mondadori) - pubblicato da Dagospia il 18 novembre 2020

 

 

Sesso sul tappeto e nel vano della finestra

Quinto Navarra, il ciambellano di palazzo Venezia, nelle sue memorie e categorico: Mussolini ha ricevuto una donna al giorno, tutti i giorni, per vent’anni, fino all’ultimo istante di potere.

 

Destituito la notte del 24 luglio, fece rinviare l’incontro con la signora S. di Ferrara fissato per l’indomani. Per indicare questo genere di interlocutrici – chiamiamole cosi – Navarra ha coniato una definizione rimasta celebre: «visitatrici fasciste».

 

benito mussoilni marpione

 

Scrivevano a migliaia da tutt’Italia per incontrare il Duce: alcune per esporre seri problemi familiari, altre per avere un piccolo sussidio, che spesso ricevevano in via diretta.

 

Mussolini prelevava contanti da un cassetto della scrivania o, preferibilmente, metteva le banconote tra le pagine di un libro che poi faceva recapitare a domicilio.

 

Altre donne arrivavano a palazzo Venezia soltanto per conoscerlo, soprattutto in senso biblico.

 

claretta petacci 2

Un ufficio smistava la corrispondenza e, ovviamente, nella Sala del Mappamondo venivano ammesse soltanto quelle che offrivano garanzie di sicurezza. Non erano giovanissime (l’unica eccezione fu Claretta Petacci), ne necessariamente belle. Avevano una sola caratteristica comune: le forme morbide.

 

Ed erano quasi tutte donne borghesi.

 

Mussolini non ha mai amato l’aristocrazia e non ha mai frequentato i salotti della nobilta romana, che pure facevano a gara per invitarlo.

angela cucciati 2

 

Ne era attratto dal proletariato: la sola, fedelissima amante di quella estrazione sociale fu la milanese Angela Cucciati.

 

Le «visitatrici» si trattenevano per non piu di mezz’ora: meta del tempo era destinata a un amplesso furioso, consumato sul tappeto che copriva il pavimento davanti all’enorme scrivania, o su un cuscino scarlatto nel vano di una delle finestre quattrocentesche affacciate su piazza Venezia.

 

In rarissime occasioni (per la Cucciati e per la Petacci) Navarra faceva accomodare le ospiti nella piccola Sala dello Zodiaco dell’appartamento Cybo, dal nome del cardinale Lorenzo, nipote di Innocenzo VIII, che lo abito alla fine del Quattrocento.

quinto navarra memorie del cameriere di mussolini

 

Li – testimone un soffitto decorato con immagini di astri – i convegni erano piu romantici.

Monelli ironizza sulla tempistica e la qualita degli incontri descritti da Navarra.

 

«Il buon uomo esagera» annota, ammettendo, peraltro, che il cameriere «doveva ogni tanto sprimacciare il materassino collocato sul sedile di pietra sotto la finestra della Sala del Mappamondo o raccattare dal tappeto che stava davanti alla scrivania qualche forcina.

 

Con le vecchie amanti che tornavano periodicamente a visitarlo pare che andasse subito a finire sul tappeto (antica abitudine fin da quando stava in via Rasella dove non c’erano tappeti e la coppia si rotolava sul duro impiantito).

 

 

benito mussolini su pornhub

Ma con le donne nuove, e con le visitatrici solo vagamente disposte all’avventura, non e detto che la cosa dovesse finire sempre sull’appiccicoso.»

 

Lo stesso Mussolini tendeva a non ingigantire le sue doti amatorie. Confido all’amico Nino D’Aroma: «In fatto di donne, ho la mia esperienza uguale a quella di tutti gli uomini sani che nella vita fanno la loro parte ne piu ne meno degli altri, perche se io, Mussolini, dovessi addossarmi tutte le donne che mi si attribuiscono, francamente avrei dovuto essere, piu che un uomo, uno stallone».

 

 

MUSSOLINI CON RACHELE

Il Duce non era generoso con le sue ospiti. Non offriva un te, un cioccolatino, una bibita. Mai un regalino.

 

 

Non usava profumi (ma molta acqua di Colonia) e non li cercava nelle donne. («Mi piacciono allo stato brado» confesso una volta a Claretta.)

 

 

Se era di buonumore, dopo l’amplesso – e sempre all’interno della mezz’ora prevista – si esibiva in un pezzo al violino. Il quarto d’ora di sesso era imprevedibile.

 

BENITO MUSSOLINI SUONA IL VIOLINO

Una donna che era stata spesso da lui ha raccontato a Monelli: «Sapeva essere brutale, sgarbato, violento, iniziava il colloquio con bestemmie e parolacce, porco questo, porca quella, boia qui, boia la. Ma sapeva anche essere tenero, carezzevole, addirittura paterno».

 

 

Nonostante la rapidita dell’incontro, non riusciva a mantenere lo stesso umore: brusco e volgare all’inizio, zuccheroso alla fine. E viceversa.

 

 

benito mussolini circondato da anziane signore

«Non era l’amante silenzioso e delicato: per tutto il tempo che si teneva la donna tra le braccia urlava, sbraitava, commentava la vicenda con esclamazioni, con imprecazioni, con rauchi gridi.» (Per fortuna Navarra, che stava in anticamera, era sordo.)

 

 

La spia seduttrice e le 300 foto del Duce

Naturalmente le giornaliste, soprattutto se straniere, avevano un accesso privilegiato. Magda de Fontanges era un’attrice molto intrigante gia nel 1925 quando, all’eta di 20 anni, comincio a frequentare i salotti parigini.

magda de fontanges 1

 

Decise poi di diventare giornalista e nel 1935 si fece accreditare come corrispondente da Roma del quotidiano «Le Matin».

 

Il suo scopo principale non era quello d’intervistare Mussolini, ma di andarci a letto (si fa per dire). Un giorno Magda si reco a palazzo Venezia con un gruppo di giornalisti e subito dopo Navarra fu avvertito che la donna sarebbe tornata nel pomeriggio.

 

Mussolini le concesse una prima intervista, che fu pubblicata dal «Matin», e altre – privatissime – che rimasero riservate, s’immagina per volere del Duce. Risulta che Magda si fosse sinceramente e furiosamente innamorata.

 

magda de fontanges 2

«I suoi occhi» scrisse di Mussolini «hanno uno splendore incomparabile, affascinante, e io sfido chiunque ad affrontarlo per la prima volta senza restarne profondamente turbato.»

 

Lui ricambio portandola con se in cerimonie come quella in cui con l’aratro a motore traccio i confini della nuova citta di Aprilia. Ma se ne stanco abbastanza presto e la rispedi in Francia con una liquidazione di 15.000 lire.

 

Lei non si rassegno. Prima tento (davvero) il suicidio con i barbiturici e fu salvata da una lavanda gastrica, poi si vendico pubblicando sulla rivista americana «Liberty» i dettagli delle loro sedute di sesso a palazzo Venezia sotto il titolo My love affair with Mussolini.

 

Il numero di Liberty con l articolo di Magda de Fontanges sulla sua storia con Mussolini

Magda immagino che la sua caduta in disgrazia dipendesse dall’ambasciatore francese a Roma, il conte Charles de Chambrun. Il diplomatico ne aveva parlato al Duce come di una donna pagata da quelli che noi chiameremmo i servizi segreti «deviati» della Repubblica francese coinvolti nell’affaire Stavisky, una torbida questione politico-finanziaria che aveva turbato l’opinione pubblica.

 

Cosi, la sera del 17 marzo 1937, si apposto alla stazione della Gare du Nord a Parigi e sparo all’ambasciatore colpendolo «nelle parti basse», come testimonia Galeazzo Ciano nel suo diario.

 

Un’irruzione nel suo appartamento lascio la polizia di stucco: c’erano trecento foto di Mussolini. Su una il Duce aveva scritto: «Per un’ora con te darei tutta l’Etiopia». Il problema e che le donne gli credevano.

 

benito mussolini circondato da ragazze

Quando i tedeschi occuparono Parigi, Magda – spregiudicata e doppiogiochista come sempre – si mise al loro servizio nelle vesti di agente segreto.

mussolini e claretta petaccibenito mussolini – trebbiatura a littoria 3mussolini claretta petacciBENITO MUSSOLINI SU LIBERTY MAGAZINES DEFINITO IDOLO DELLE DONNEmussolini e claretta petaccibenito mussolini al suo arrivo in germania il 16 settembre 1943benito mussolini mussolini con l'esercito della repubblica sociale italianapiazza della vittoria salo'angela cucciatiBENITO MUSSOLINI ANNUNCIA L ENTRATA IN GUERRA DELL ITALIA necrologio di benito mussolini pubblicato dal giornale di vicenza 3scultura a forma di testa di benito mussoliniadolf hitler e benito mussolini 2poster con il volto di benito mussolinimanifesto con il volto di benito mussolini charles de chambrunbenito mussolinibenito mussolini – trebbiatura a littoriaMUSSOLINI E LE DONNEclaretta petacci 1alexandre staviskybenito mussolini – trebbiatura a littoria 2benito mussolini – trebbiatura a littoria 1una donna sussurra all orecchio di benito mussolinimagda de fontanges 3magda de fontangesaffaire staviskybenito mussolini e le donne 2cesira carrocci

claretta petacci

benito mussolini 3

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO