tribunale

CHE GIUSTIZIA E' QUESTA? - IL TRIBUNALE DI BRESCIA TOLSE IL FIGLIO DI DUE ANNI A UNA DONNA A CAUSA DELLE CONTINUE LITI CON IL COMPAGNO. IL BIMBO, AFFIDATO A UN PREGIUDICATO PER DROGA E FURTO, È MORTO ANNEGATO IN PISCINA IN UNA SITUAZIONE POCO CHIARA - ALLORA LA MAMMA HA FATTO CAUSA ALLO STATO CITANDO I GIUDICI CHE HANNO PERMESSO TUTTO QUESTO MA LE È STATO NEGATO IL RISARCIMENTO ED È STATA ANCHE CONDANNATA A PAGARE 80MILA EURO DI SPESE LEGALI...

Felice Manti e Edoardo Montolli per “il Giornale”

 

Le tolsero il figlio di due anni a causa delle continue liti con il marito. Lo affidarono ad un pregiudicato per furto, droga e possesso illegale di armi. Il bimbo morì dopo essere stato lasciato incustodito in piscina. E quando la disperata madre ha fatto causa allo Stato citando in tribunale anche i giudici che permisero tutto questo, le hanno negato il risarcimento, condannandola pure a pagare 80mila euro di spese legali.

 

Il Tribunale di Brescia

È l'incredibile storia di Giovanna Dotti, 52 anni, la cartina di tornasole di come la giustizia possa distruggere impunemente la vita di una persona. Prima della tragica fine del suo piccolo Renzo, infatti, Giovanna aveva avuto altre due figlie, che oggi hanno 28 e 33 anni.

 

«Nel 2003 mi separai e loro furono affidate a me dal giudice. Non fu facile. Una ebbe infatti problemi di anoressia.  Ma anche l'altra soffrì enormemente per il distacco dal padre». Succede.

 

Le cose cambiano quando conosce un ragazzo egiziano e resta incinta di Renzo: «Purtroppo, dopo pochi mesi dalla nascita del bimbo iniziammo a litigare». I vicini si allarmano: «Una mattina, all'alba, trovai sotto casa carabinieri e assistenti sociali. Il Comune di Crema le toglie il piccolo. Giovanna lo vede una volta la settimana in una struttura protetta.

 

Poi il tribunale dei minorenni di Brescia lo dà in affido ad una coppia che ha già due figli piccoli. Un mese prima che Renzo compia due anni, il bimbo muore annegato nella piscina del giardino della famiglia affidataria.

 

Il Tribunale di Brescia

Secondo le indagini fu un tragico incidente: era stato lasciato solo per qualche minuto con gli altri due figli piccoli per accompagnare una vicina alle 18.45. Ma restano enormi perplessità sugli orari, visto che l'ambulanza fu chiamata solo alle 19,26.

 

Nella sentenza del gip che archivierà il caso si parla di «un evento del tutto fuori da ogni ragionevole prevedibilità», dato che, come scritto dal pm, «il piccolo non era mai entrato in piscina (profonda ben 75 centimetri), manifestando poca confidenza con l'acqua».

 

Ma non basta. Il capofamiglia affidatario aveva precedenti per droga, furto e possesso illegale di armi, con l'ultima condanna risalente al 1998: «Io sono incensurata. Mi tolgono il bambino dopo che ne ho cresciute altre due. E poi lo affidano ad un pregiudicato per furto, droga e armi?».

 

giudice 3

Giovanna fa causa al Comune di Crema, al ministero della Giustizia e al tribunale dei minorenni di Brescia, chiedendo un risarcimento danni di tre milioni. Il tribunale di Brescia in primo grado rigetta tutte le richieste di assunzioni di prova della donna, «compresa l'esibizione coattiva del fascicolo sull'affido alla famiglia», dice l'avvocato Claudio Defilippi, che assiste Giovanna.

 

Nel 2020 il tribunale rigetta la domanda di risarcimento perché «i precedenti penali non contano essendo datati» e si scrive che «Il tribunale dei minorenni non sarebbe propriamente un ente dipendente del ministero, per cui la relativa domanda va rigettata per indeterminatezza». Dice ancora Defilippi: «È una motivazione fuori da ogni logica giuridica». Nessun colpevole, l'unica a pagare con spese legali astronomiche è la mamma cui era stato strappato il bimbo.

 

giudice 2

C'è un altro fatto gravissimo che il legale apprende spulciando gli articoli di stampa sulla tragica morte del bambino. La famiglia affidataria, «da anni» collaborava «con il Tribunale dei minori di Brescia». «Purtroppo non possiamo verificarlo l'esibizione coattiva del fascicolo ci è stata negata. Ma questa notizia è inquietante. Presenteremo un esposto in Procura, alla Cassazione contesteremo la sentenza che nega il risarcimento e potremmo richiedere la riapertura del fascicolo penale», assicura Defilippi.

Affidamento figliAffidamento figli 2

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?