tesoro monte bianco

CHI TROVA UN RELITTO, TROVA UN TESORO – L’ALPINISTA CHE NEL 2013 TROVÒ IL “TESORO DEL KANGCHENJUNGA”, IL BOEING 707 DI AIR INDIA PRECIPITATO SUL MONTE BIANCO IL 24 GENNAIO 1966 CON 117 PERSONE A BORDO, HA INCASSATO METÀ DEL VALORE DEL BOTTINO (COMPOSTO DA PIETRE PREZIOSE E ZAFFIRI): 150MILA EURO ANDRANNO A LUI, MENTRE GLI ALTRI 150MILA ANDRANNO AL MUNICIPIO DI CHAMONIX, DOVE È STATO TROVATO IL VELIVOLO...

Francesca Pierantozzi per "il Messaggero"

 

tesoro monte bianco 4

Raphael ricorda benissimo la mattina dell'11 agosto 2013: «Mi piace salire sui ghiacciai, sono partito di casa verso le 5, sono arrivato sulla morena laterale, sapevo che era il posto in cui si erano schiantati alcuni aerei tanti anni prima e che da sempre lì si trovavano resti e lamiere. Stavo attraversando il ghiacciaio e ho visto una pietra: mi è sembrata giada, l'ho messa in tasca, poi dopo qualche metro ho visto una scatolina di metallo, senza coperchio, piena di sacchetti, ne ho aperto uno, era pieno di pietre preziose, zaffiri credo». 

 

incidente aereo monte bianco 4

IL RACCONTO 

Quel giorno Raphael trovò il tesoro del Kangchenjunga, il Boeing 707 di Air India precipitato sul ghiacciaio dei Bossons, sotto la cima del Monte Bianco il 24 gennaio 1966. Morirono 117 persone. Su quella stesse parete si era schiantato, il 3 novembre 1950, un altro volo di Air India, il Bombay-Londra Malabar Princess, causando la morte dei 48 passeggeri a bordo. 

tesoro monte bianco 6

 

L'11 agosto di otto anni fa Raphael tornò a casa, nella Valle della Tarentaise e ci pensò su 10 giorni, poi decise di portare il suo tesoro ai gendarmi: «Che avrei potuto farci, seppellirlo in giardino ? Venderlo ad Anversa? Non fa per me. Mi sono detto: meglio essere onesto». Alla fine l'onestà ha pagato, almeno a metà. Una settimana fa Raphael ha recuperato la metà del valore di quella scatolina: 150mila euro. Gli altri 150mila andranno, come vuole la legge, al Comune in cui il tesoro è stato trovato, cioè il municipio di Chamonix. 

tesoro monte bianco 3

 

NESSUN EREDE 

Otto anni d'inchiesta non sono serviti per trovare un erede. Per gli esperti nessun dubbio: le pietre preziose, quasi tutti zaffiri e smeraldi, venivano dall'India (made in india era scritto su tutti i sacchetti) e appartenevano a un passeggero del volo 101 Bombay-New York precipitato nel '66. 

 

«Almeno una decina di eredi delle vittime di quel volo si sono fatti vivi in questi anni cercando di dimostrare che le pietre spettavano a loro, ma alla fine si è rivelato tutto falso», ha detto Eric Fournier, sindaco di Chamonix. Il Comune vorrebbe invece esporre il tesoro e arricchire Il museo dei cristalli del paese. «Racconteremo la storia di queste pietre ha detto il sindaco In questo modo renderemo anche omaggio alle vittime». 

tesoro monte bianco 2

 

I TROPPI MISTERI 

Di chi erano quegli smeraldi e quei zaffiri? Perché si trovavano su quel volo? La scatolina di metallo trovata da Rapahel non è che l'ultimo di una serie di misteri che avvolge da sempre i due schianti sul Monte Bianco. Sul Kangchenjunga, precipitato nel '66, restano in particolare tanti punti che non si chiariranno probabilmente mai. 

 

A bordo dell'aereo viaggiava Homi Bhabha, padre del programma nucleare indiano. La sua valigetta fu ritrovata anni dopo ma non la scatola nera dell'aereo. Scomparsa. Voci parlarono di una collisione con un aereo della Nasa. Un giornalista affermò di aver trovato una prova, un pezzo di aereo che non poteva appartenere a nessuno dei due velivoli indiani. 

incidente aereo monte bianco 3

 

Per anni quel ghiacciaio che scende fin quasi a Chamonix, sul versante francese, ha restituito soprattutto i resti delle vite finite in quegli incidenti, resti umani, abiti, documenti, fotografie. 

tesoro monte bianco 7tesoro monte bianco 5incidente aereo monte bianco 2monte biancoincidente aereo monte bianco 1tesoro monte bianco 1

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?