colonnello esercito abusi

IL COLONNELLO ORCO & PORCO - A ROMA ARRESTATO UN ALTO UFFICIALE DELL'ESERCITO ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE SUI MINORI: LE VITTIME HANNO RACCONTATO AI PM LE CAREZZE, GLI ABBRACCI, LE BATTUTE A DOPPIO SENSO DI QUESTO CINQUANTENNE, SINGLE, SENZA FIGLI E CON UN BELL'APPARTAMENTO A TRASTEVERE - I GENITORI DEI RAGAZZI SI FIDAVANO DELLA DIVISA, LUI INVITAVA I GIOVANI A CASA SUA E...

Adelaide Pierucci per “Il Messaggero”

 

 

«Non avendo figli ti dà molte attenzioni. Se non lo chiamo tutti i giorni si dispiace, si arrabbia. Mi vergogno a dire il resto. Non volevo». Il resto, uno dei tre minorenni vittime delle attenzioni del colonnello dell'Esercito arrestato nei giorni scorsi dalla Mobile di Roma con l'accusa di violenza sessuale le disegna, per pudore non riesce a descriverle.

 

Toccamenti fatti passare per carezze. Sono i giorni delle ricostruzioni degli abusi. Tre i minori che confermano le attenzioni non dovute. Abbracci e battute con doppio senso, contatti fulminei. I ragazzini hanno tra i dodici e i quattordici anni.

 

abusi minori

Le famiglie, tra cui due coppie di professionisti del centro di Roma, conoscono l'ufficiale, si fidano. Eppure qualcosa non sfugge a una mamma e un ritardo del figlio fa scattare il campanello d'allarme. Il colonnello le racconta una bugia. E con un messaggio su WhatsApp consiglia alla vittima di aggiungerne un'altra: «Di' pure che siamo andati a vedere anche la moto in garage».

 

LA VECCHIA INDAGINE

abusi sessuali

Un garage che era già finito nel mirino di una indagine dei primi anni Duemila. E che porterà all'arresto di una rete di pedofili. Il nome dell'inchiesta è Fiori nel fango 2. L'ufficiale romano è uno degli indagati in stato di libertà. Avrebbe usato il garage per appartarsi con uno dei bambini rom, un tredicenne, vittime della tratta di pedofili.

 

Nei vari gradi di appello l'accusa si sbriciolò e la carriera andò avanti. È sempre la divisa anni dopo a rassicurare i genitori dei ragazzini che finiscono nella sfera dell'ufficiale. I fatti ora all'esame della procura di Roma partono dall'estate del 2019 e vanno avanti fino a pochi giorni fa, quando il colonnello dell'Esercito, cinquantenne, single, bella casa a Trastevere, viene monitorato con una microspia e pure pedinato.

 

VIOLENZE SESSUALI

Gli investigatori della IV sezione della Mobile sono in bilico: devono raccogliere ulteriori prove, ma anche assicurare che il sospettato non compia azioni gravi. Quindi mentre una sera è in compagnia di un quattordicenne sulla sua auto pronto a ospitarlo a casa per agevolarlo in una trasferta sportiva lo bloccano in strada.

 

«Alt, documenti. Chi è il ragazzo?». Emerge che il ragazzino non è un figlio, non un nipote, anche se talvolta si fa chiamare da lui zio, non è un familiare. Gli agenti diffidano l'ufficiale a portarlo con sé a casa e lo lasciano riprendere la marcia. La telecamera registrerà degli sfioramenti sulle gambe. «È dispiaciuto pure lui», commenta. Il ragazzino è teso. Quindi cambia la destinazione e in albergo ecco un'altra carezza inopportuna. L'arresto scatta praticamente in flagranza di reato.

 

LA RICOSTRUZIONE

abusi SESSUALI

Poi il gip Claudio Carini su richiesta del pm Daniela Cento, titolare dell'inchiesta, emette la misura cautelare in carcere. La procura di Roma intanto ha appena richiesto il rinvio a giudizio di un altro colonnello dell'Esercito, anche lui per approcci inopportuni con un adolescente, in questo caso più grandicello, un liceale di 16 anni.

 

Un ragazzino gay molto confuso. Ha la barbetta, ma si trucca, nasconde e nemmeno troppo un disagio psicologico. A indagare il pm Pantaleo Polifemo su denuncia dei genitori. Il colonnello conserva delle sue foto e poi lo invita ad avere incontri con lui in cambio di 50 euro. L'alto ufficiale ora rischia di finire a processo per detenzione di materiale pedopornografico e prostituzione minorile.

Ultimi Dagoreport

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…