bar barletta giuseppe tupputi 3

UNA COSA E' CERTA: BISOGNA EVITARE I BAR DI BARLETTA! - NELLA CITTA’ PUGLIESE, IN MENO DI SEI MESI, TRE LITI DA BAR SONO SFOCIATE IN UN OMICIDIO  - E' STATO FERMATO PER OMICIDIO VOLONTARIO IL PRESUNTO ASSASSINO DEL BARISTA GIUSEPPE TUPPUTI: SI TRATTA DEL SORVEGLIATO SPECIALE PASQUALE RUTIGLIANO - ALL'ORIGINE DEL DELITTO CI SAREBBE UNA BANALE DISCUSSIONE, LA SECONDA IN POCHI GIORNI TRA I DUE, PER UN…

Antonio Calitri per il Messaggero

 

 

BAR BARLETTA GIUSEPPE TUPPUTI 3

Fermato per omicidio volontario a distanza di poche ore dell'uccisione di Giuseppe Tupputi, avvenuto nel suo bar a Barletta la sera scorsa, il presunto autore grazie anche al sistema di sorveglianza dello stesso locale in cui è avvenuto il fatto.

 

Si tratta del sorvegliato speciale Pasquale Rutigliano, che era andato a costituirsi ieri per non aver ottemperato la sera dell'omicidio, agli obblighi previsti dalla misura cautelare. Sarebbe così la terza lite da bar che sfocia in un omicidio nella città pugliese in meno di sei mesi.

 

Tupputi, 43 anni, sposato e con due figli era titolare del Bar Morrison's Revolution alla periferia cittadina. Lunedì sera, intorno alle 19,30, è stato colpito da tre colpi di pistola all'interno del suo locale ed è morto poco dopo nonostante i tentativi da parte dei medici di rianimarlo.

giuseppe tupputi

 

La vittima, che abitava a pochi metri dal suo locale ed era molto conosciuta e ben voluta in zona, nel quartiere Borgovilla, non aveva mai avuto problemi con la giustizia e non aveva mai denunciato tentativi di estorsione. Così, aiutati probabilmente anche dalla presenza di un'altra persona che si trovava nel locale al momento della sparatoria, gli investigatori hanno subito escluso la pista della criminalità indagando invece su quella di una lite e di qualche conoscenza della vittima. Versione confermata anche dalla moglie che dopo aver sentito gli spari e visto il capannello di gente che si era radunata davanti al bar, è uscita di casa e ha scoperto il tragico accaduto, accusando poi un malore.

 

BAR BARLETTA GIUSEPPE TUPPUTI 3

Con l'ausilio della polizia scientifica, giunta immediatamente sul posto e soprattutto dall'analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza dello stesso locale, la Polizia ha scoperto in poco tempo quello che sarebbe il presunto autore dell'omicidio, che rispondeva al trentaduenne Rutigliano, personaggio conosciuto dalle stesse forze dell'ordine e che quella sera non aveva ottemperato all'obbligo della misura cautelare prevista. Alle 22,00 infatti era obbligato a stare al proprio domicilio ma da quanto trapelato, credendo di essere già ricercato, era scappato a Trani, città a pochi chilometri da Barletta.

 

BAR BALLETTA TUPPUTI

Quando ha sentito dai media locali che le forze dell'ordine non avevano ancora il nome dell'autore dell'omicidio, nel tentativo di non attrarre sospetti su di lui è tornato in città ed è andato subito a denunciare il fatto che non era in casa al momento dei controlli, sembrerebbe a causa dell'auto che non riusciva a ripartire da Trani.

 

Una circostanza che non ha convinto affatto la Polizia che ormai era già sulle sue tracce dopo aver visto le riprese di videosorveglianza e ascoltato alcune testimonianze, ed è stato fermato per omicidio volontario e porto illegale di pistola, che però non è stata ancora trovata.

 

Sembrerebbe che all'origine del delitto ci sia stata una banale lite, la seconda in pochi giorni tra i due, addirittura dovuta solamente al fatto che Tupputi non voleva che Rutigliano restasse a bere la consumazione all'interno del locale. Per il momento il procuratore di Trani, Renato Nitti, non ha voluto aggiungere dettagli ma ha solo confermato che «dobbiamo ringraziare la Polizia che ha consentito, nel volgere di poche ore, grazie al coordinamento del collega pubblico ministero intervenuto, di individuare quello che ragionevolmente sembra essere l'autore del fatto e di sottoporlo a fermo».

BAR BARLETTA GIUSEPPE TUPPUTI 3

 

Intanto a Barletta c'è paura e allarme per il terzo omicidio avvenuto in pochi mesi. A fine ottobre, sempre per un drink negato venne ucciso da due ragazzini il ventiquattrenne Claudio Lasala. E a gennaio, scomparve nel nulla Michele Cilli, anche lui di 24 anni, uscito da un locale proprio assieme a quello che poi è stato arrestato come presunto omicida.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?