grano

COSTRINGIAMO LA TERRA A FARE GLI STRAORDINARI - PER FRONTEGGIARE LA MANCANZA DI CEREALI DALL'UCRAINA, LA COMMISSIONE UE HA LIBERATO DAL VINCOLO DEL "RIPOSO" OBBLIGATORIO DEI TERRENI AGRICOLI - LE REGIONI MAGGIORMENTE INTERESSATE IN ITALIA SONO LA CAMPANIA, LOMBARDIA, VENETO, PIEMONTE EDD EMILIA ROMAGNA, PER UN TOTALE DI 200MILA ETTARI - IL VIA LIBERA AL RIPRISTINO DELLE COLTIVAZIONI NEI TERRENI A RIPOSO DOVREBBE CONSENTIRE UNA PRODUZIONE AGGIUNTIVA DI CIRCA 15 MILIONI DI QUINTALI DI MAIS E DI GRANO DURO…

Carlo Ottaviano per “il Messaggero”

 

agricoltura 2

Diecimila e cinquecento ettari in Campania, 11 mila in Lombardia, 12.300 in Veneto, altri 17.544 in Piemonte e 20 mila in Emilia Romagna. Sono queste le regioni maggiormente interessate allo sblocco dei terreni a riposo per fronteggiare gli effetti della guerra in Ucraina e la mancanza di cereali e altre colture proteiche.

 

Nel Centro Italia, i dati approssimativi indicano circa 5 mila ettari nel Lazio e poco più di 3 mila in Abruzzo. Complessivamente nel Paese sono 200 mila gli ettari liberati dal vincolo del riposo permanente che pesa sul 5% delle superfici agricole. La decisione è stata presa ieri mattina a Bruxelles dalla Commissione UE «per consentire eccezionalmente e temporaneamente agli Stati membri di derogare ad alcuni obblighi del greening».

agricoltura 3

 

CAMBIO DI STRATEGIA

È di fatto un sostanziale cambiamento della Pac, la politica agricola comune, approvata solo pochi mesi fa e della strategia Farm to Fork. È quindi «consentita la produzione di qualsiasi coltura su terreni a riposo che fanno parte di zone ecologiche prioritarie nel 2022», pur garantendo il pagamento per le previste pratiche ambientali. In totale in Europa saranno così disponibili quattro milioni di ettari.

agricoltura 4

 

«Una dimensione comparabile - ha detto il commissario europeo all'Agricoltura, Janusz Wojciechowski - all'intera superficie dei Paesi Bassi o alla superficie agricola della Repubblica Ceca: è molto importante per la produzione aggiuntiva di cibo, che è assolutamente necessaria nella situazione attuale».

 

agricoltura 5

Il via libera al ripristino delle coltivazioni nei terreni a riposo - secondo le previsioni di Coldiretti - dovrebbe consentire una produzione aggiuntiva di circa 15 milioni di quintali di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e tenero per la panificazione, necessari per ridurre la dipendenza dall'estero. «Un quantitativo - secondo il presidente dell'organizzazione Ettore Prandini - che potrebbe aumentare di almeno cinque volte con la messa a coltura di un milione di ettari lasciati incolti per la insufficiente redditività».

agricoltura 6

 

MINORE DIPENDENZA

L'Italia potrebbe così limitare la dipendenza dall'estero da dove arriva circa la metà (47%) del mais per il bestiame, il 35% del grano duro per la pasta e il 64% del grano tenero per il pane. L'eccezionalità del momento e il fatto che già in aprile bisogna seminare i cereali, spinge a rendere il provvedimento immediatamente esecutivo. Questa è stata la chiave di lettura dell'incontro che in serata il ministro Stefano Patuanelli ha avuto con i vertici di Coldiretti.

 

agricoltura 7

Tra gli altri provvedimenti in tema agricolo decisi ieri dall'Ue, anche l'attivazione della riserva di crisi Pac da 500 milioni (48 milioni per l'Italia), che gli Stati membri potranno cofinanziare al 200%, così come l'ulteriore quadro temporaneo sugli aiuti di Stato alle aziende in crisi. «Ma entrambe le misure - spiegano alla Cia Agricoltori Italiani - dipendono dalle risorse singole che ogni Paese metterà in campo e, quindi, potrebbero creare delle disparità nei sostegni al settore».

 

LA GUERRA COLPISCE ANCHE IL GRANO 4

Le decisioni di Bruxelles per l'Italia si traducono in una disponibilità di 195 milioni già nel 2022. «Tocca ora al dibattito parlamentare - precisa il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti - proseguire su questa strada potenziandolo». Nel pacchetto anche lo stoccaggio delle carni suine; sistemi di monitoraggio per assicurare la continuità delle forniture.

 

Non mancano le critiche a partire dalla soglia massima - 35 mila euro per le aziende agricole, 400 mila per le imprese alimentari - per gli aiuti previsti. «Misure inadeguate e troppi limiti burocratici», sintetizza Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…