DUE PADRI E UNA CAPANNA - LA BELLISSIMA STORIA DI FARISA, L'UNICA BAMBINA AFFIDATA DALLO STATO A UNA COPPIA GAY DI BOLOGNA

Carlo Verdelli per "la Repubblica"

Farisa ha una storia come tante e diversa da tutte. È una delle infinite bambine d'Africa migrate altrove. Ma è anche l'unica bambina affidata dallo Stato italiano a una coppia di maschi gay. È successo giusto un anno fa, il 18 febbraio 2013, in Emilia. È risuccesso nel dicembre scorso a Palermo, ma lì si trattava di un ragazzo diciassettenne, c'era da risparmiargli l'ultimo anno in istituto prima della maggiore età, i signori che l'hanno preso in carico erano regolarmente iscritti al registro delle coppie di fatto del Comune e non c'era la coda, diciamo così, per occuparsi di un quasi diciottenne con alle spalle una storia familiare tormentata.

La vicenda di Farisa ha una valenza molto più potente e dirompente. Perché è la prima da sempre nel nostro Paese, e poi perché lei è proprio piccola, dentini da latte, neanche quattro anni. E quando i giudici di Bologna, sfidando un tabù grande come una montagna ma non la legge, hanno pensato che per quella mini minorenne la cosa migliore fosse quella di trasferirsi a casa di Maurizio e Daniele, molta Italia è inorridita di spavento.

Che destino potrà mai avere quella bambina? Come si fa a metterla in mano a due omosessuali? E dove finiremo se persino l'ultima trincea della normalità, la presenza di una donna accanto a una creatura, viene divelta, oltraggiata, da scelte e sentenze contro natura?

Farisa non può essere la risposta a tutte queste domande. Ma il suo caso, se guardato da vicino pur con la necessaria discrezione (nomi e luoghi sono stati camuffati per non turbare la pace fragile dei protagonisti), qualcosa insegna. Per esempio, sul diritto dei più piccoli alla felicità, al di là delle convinzioni profonde e anche in buona fede di un Paese o di una cultura, al di là dei fondamenti della psicoanalisi o della religione.

Riavvolgiamo il nastro della storia. Una coppia del Corno d'Africa, una prima figlia con problemi di salute, la ricerca di una diversa fortuna, il trasferimento in Belgio, dove mamma Zuna concepisce Farisa, sei anni dopo la sorella. Poi, altro tentativo di sopravvivenza, questa volta in Italia, ma non funziona granché: il padre torna per lunghi periodi nei cantieri di Bruxelles, la madre si perde un po' e finisce in una comunità di assistenza con le due figlie. Entra e esce, i servizi sociali bolognesi le trovano un alloggio.

È vicino a quello di due uomini sui 40 anni, che fanno coppia da 10 e convivono da 6: Maurizio è architetto, Daniele lavora nell'informatica. Con tutta evidenza si amano, forse desidererebbero anche un figlio da crescere insieme. Sempre più coppie omosessuali, d'altronde, stanno saltando il fosso della genitorialità. Migliaia, dicono. In crescita, assicurano. All'estero, però, visto che in Italia è proibito.

Fecondazione artificiale per le lesbiche, gestazione di sostegno per i gay (una donna che presta ovulo e grembo, possibile però solo in Canada e Stati Uniti). Si chiamano "Famiglie arcobaleno", sono un'associazione, hanno un sito, chiedono il 5 per mille per sostenere la loro battaglia.

Maurizio e Daniele non sono battaglieri. Al Cassero di Bologna, colorata sede dell'Arcigay, nemmeno li conoscono. La loro è una scelta privata, nata prima dalla conoscenza, poi dalla frequentazione con Farisa, che la madre gli lasciava quando non riusciva a starle dietro. Da quegli incontri, sempre più assidui, dalla familiarità crescente con mamma Zuna (e il padre quand'era di ritorno dal Belgio), dalla tenerezza per quella bambina dai capelli neri e due treccine sparate all'infuori che già li chiamava «zii», è nata l'idea di proporsi per l'affidamento. Che è cosa molto diversa dall'adozione, che da noi è ancora riservata soltanto alle coppie etero, coniugate da almeno 3 anni, e prevede il passaggio del minore dalla famiglia d'origine a quella "nuova" in maniera definitiva.

Il provvedimento di affido è decisamente meno radicale, in tutti i sensi: per prima cosa, è a tempo (da brevi vacanze fino a due anni), non esclude alcun tipo di soggetto in base alle preferenze sessuali, è possibile anche per un single e ha come scopo quello di offrire un'oasi di crescita e di riparo a un minore, nell'attesa che la sua famiglia naturale ritrovi un equilibrio temporaneamente compromesso e lui (o lei) possa tornarci stabilmente.

Madre e padre non vengono sostituiti, semmai affiancati. E per accettare questa specie di supplenza a termine, e niente di più poter pretendere, bisogna essere persone molto generose, disponibili all'investimento emotivo e al sacrificio certo di doverlo, presto o tardi, riporre in un cassetto del cuore.

È quello che stanno facendo molte coppie lesbiche a Genova, Torino, Milano, Roma, con infinito meno clamore perché due madri, in fondo, sono socialmente un po' più accettabili di due padri, come dimostra persino Disney Channel, non proprio un avamposto della trasgressione, che nella serie per ragazzi «Good luck, Charlie » ha spedito il protagonista a una festa dall'amico Taylor, «quello con due mamme».

È quello che hanno fatto per Farisa un architetto e un esperto di computer, spalancandole la porta della loro casa, ricavando per lei una cameretta come non aveva mai avuta, coi giocattoli e i quadretti e le lucine che rallegrano i giorni e le notti dei bambini, ospitando mamma Zuna, che intanto ha trovato un impiego in un fast food, quando preferisce. C'è del marcio in tutto questo? Rischia gravi scompensi la bambina afrobelga-italiana con le treccine nere?

«A un anno di distanza, effettuati i controlli per verificare che la scelta del giudice sia stata, e sia ancora, quella buona per il minore, direi che la bambina sta bene. E se sta bene lei, il resto conta pochissimo, o niente». Giuseppe Spadaro da Catanzaro, 50 anni, 4 figli col proposito di adottarne un quinto, è il presidente del Tribunale per i minori di Bologna che ha infranto il muro.

Veste una specie di panciotto grigio demodé, aria mite, una tenue barba e una scorta discreta (ereditata da quando faceva il magistrato antimafia in una terra dei fuochi come Lamezia), parla con trasporto quasi commosso di papa Francesco. In compenso non hai mai voluto parlare di quella sua decisione per Farisa.

Lo fa adesso, forse anche perché confortato dagli esiti: «Non lasciarsi influenzare da valutazioni etiche e soggettive Punto. Questo il nostro compito. Quanto ai famosi zii, non li ho scelti io: li ha scelti la madre, ed era nella logica per come si erano messe le cose. Il problema è non tradire mai la propria stella polare, che nel mio caso è il diritto del bambino, tenendo conto che nella società il modello di famiglia si è modificato, che ormai esiste una pluralità di relazioni affettive e, ancora, che le convenzioni internazionali, e molte sentenze nazionali, indicano una strada che, in materia di affido e non solo, include invece di escludere».

Già, le sentenze. Ce ne sono almeno quattro che lasciano un segno forte. Nel 2010 la Consulta allarga ufficialmente l'ombrello della Costituzione alle unioni omosessuali stabili, estendendo così il concetto di famiglia, come auspicato lo stesso anno dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.

Nel 2012 e nel 2013 due sentenze della Corte di Cassazione equiparano sul piano del diritto coppia etero e coppia omo. Sempre la Suprema Corte, con la sentenza 601 del 2013, allunga la gittata sul tema della genitorialità e definisce «mero pregiudizio che sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale».

Una ricerca dell'università di Cambridge conferma: i bambini affidati alle coppie gay non differiscono nella crescita sviluppo da quelli cresciuti in ambito etero. Per adesso questi autorevoli studi e pronunciamenti hanno partorito il caso Farisa e poco altro. Detto che la destra italiana è sorda a qualsiasi apertura in materia, anche la sinistra, per bocca del suo nuovo leader Matteo Renzi, non pare disposta a concessioni rivoluzionarie: sì alle «civil partnership» alla tedesca, con la coppia gay a pari diritti con quella etero, ma senza possibilità di matrimonio né adozione.

Siamo rimasti in pochi, in Occidente, a vederla così: dal Regno Unito alla Spagna, dalla Svezia alla Francia, dall'Islanda a Israele, l'adozione non prevede tra i criteri di assegnazione le preferenze sessuali di chi si propone per ottenerla. E le manifestazioni di piazza «contro la distruzione della famiglia tradizionale » di questi giorni a Parigi hanno sì rallentato ma non bloccato la marcia libertaria del premier Hollande, tanto disinvolto sul piano personale quanto coinvolto nell'estensione dei diritti civili. La Russia, vedi l'Olimpiade omofoba di Sochi, scia in contromano, ma quello è un altro pianeta.

Il giudice Spadaro non tifa, osserva che le scelte legislative toccano a chi deve e che nel caso di Bologna sono state rispettate tutte le procedure italiane in vigore. «Molti hanno detto: ma come, con tante coppie normali disponibili, proprio a gay dovevate affidare la bambina? Rispondo che le coppie realmente disponibili si contano sulle dita di una mano. Oh sì, in tanti vogliono un piccolo che sia sano, bello, con gli occhi azzurri e che soddisfi la loro voglia di genitorialità. Ma quanti sono disponibili all'impegno di aiutare qualcuno a crescere senza pretendere niente in cambio, nemmeno di farsi chiamare papà o mamma? Perché lo scopo dell'affido è chiaro: permettere ai genitori biologici di tornare presto ad esserlo, ricostituire su basi più solide, e più sane per i bambini, la famiglia originaria».

Va detto anche che tutta questa folla di pretendenti si sta assottigliando. Dal 2006 al 2011 le adozioni nazionali sono scese da 16.538 a 11.075 e quelle internazionali hanno avuto un calo del 22 per cento tra il 2011 e il 2012 (anche per colpa della crisi: il percorso prevede spese che variano dai 15 ai 25 mila euro, tra viaggi e permanenze nei Paesi scelti, più avvocati, traduttori, intermediari vari).

Anche gli affidi, che si aggirano su 14 mila l'anno, risentono di una contrazione: molti Comuni non sono più in grado di versare i circa 600 euro mensili previsti per il sostegno al minore, il che è un elemento non trascurabile nelle valutazioni, per forza anche economiche, di chi vuol dare una mano, dei pasti e una casa.

La vita di Farisa, per un altro anno almeno (visto che Maurizio e Daniele l'hanno avuta in dono per 24 mesi), potrà continuare a procedere tranquilla. La piccola va all'asilo e, secondo le maestre, «socializza senza problemi e mostra uno sviluppo armonico e armonioso». I due zii si alternano per accompagnarla, portarla alle prime feste degli amichetti o al campo giochi.

Daniele, l'informatico, potrebbe recuperare su Youtube e farle ascoltare la canzone che ha vinto lo Zecchino d'oro olandese. Si intitola «Due padri » e dice frasi così: «Quando sto male oppure ho la febbre, non c'è nessuno al mondo che mi sta vicino come Diederik e Bas. Io ho due padri, due padri veri, che quando serve mi fanno anche da madre. A volte a scuola mi pestano: i tuoi genitori sono gay! Non è bello, ma io alzo le spalle e dico: e allora? Io sono loro figlio e mi va più che bene». Magari Farisa non capirà le parole, ma la musica è divertente.

 

 

AFFIDAMENTO BAMBINI COPPIEGAY AFFIDAMENTO BAMBINI COPPIEGAY AFFIDAMENTO BAMBINI COPPIEGAY AFFIDAMENTO BAMBINI COPPIEGAY AFFIDAMENTO BAMBINI COPPIEGAY jpegAFFIDAMENTO BAMBINI COPPIEGAY AFFIDAMENTO BAMBINI COPPIEGAY AFFIDAMENTO BAMBINI COPPIEGAY AFFIDAMENTO BAMBINI COPPIEGAY

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…