circoncisione

UNA FINE AD MINCHIAM - A GENOVA, UN NEONATO NIGERIANO MUORE DOPO LA CIRCONCISIONE IN CASA: ARRESTATE LA MADRE E LA NONNA DEL PICCOLO - IL "SANTONE" CHE HA PRATICATO L’INTERVENTO E’ STATO CATTURATO ALLA FRONTIERA DI VENTIMIGLIA MENTRE PROVAVA A SCAPPARE IN FRANCIA - PER EVITARE ALTRI INUTILI DECESSI, I MEDICI CHIEDONO DI INSERIRE LA CIRCONCISIONE NELLE PRESTAZIONI ESSEZIALI DEL SERVIZIO SANITARIO

Giuseppe Filetto e Massimiliano Salvo per www.repubblica.it

 

Un neonato è morto dopo una circoncisione in casa a Genova, nel quartiere di Quezzi. In casa c'erano la mamma, Maria Aneton, e la nonna, Katerine Aigbidion, entrambe nigeriane, che dopo un lungo interrogtorio in Questura sono state arrestate. Una terza persona, un uomo, è stato fermato alla fontiera di Ventimiglia, dove probabilmente stava cercando di fuggire oltre confine, è accusato di essere l'autore materiale dell'intervento.

 

BIMBO CIRCONCISO

Gli inquirenti hanno interrogato tutta la mattina le due donne, che hanno chiamato il 118 solo quando non sono riuscite a tamponare il flusso di sangue, ma oramai era troppo tardi per il piccolo di appena un mese e mezzo di vita. Madre e figlia avrebbero raccontato di aver praticato la circoncisione per ragioni culturali. "Io amavo mio figlio più della mia vita", ripete la mamma di 25 anni, disperata per la morte avvenuta nella notte, nella casa di via Edera numero 13, a Quezzi.

 

In questi giorni il papà (anche lui della Nigeria) del piccolo si trova all'estero per lavoro ed a quanto pare la circoncisione in casa sarebbe avvenuta con l'aiuto di una terza persona probabilmente nella giornata di ieri. La chiamata di soccorso è arrivata tra le 3.30 e le 4 della scorsa notte. I volontari della croce intervenuti e poi il personale medico-sanitario del "118" non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

 

circoncisione

Nell'abitazione la polizia ha trovato diversi pannolini zuppi di sangue e gli investigatori subito dopo hanno interrogato le due donne per ricostruire i contorni della vicenda e soprattutto per individuare chi le ha aiutate a praticare l'intervento sul piccolo. Anche se l'interrogatorio si presentava alquanto difficile: la mamma e la nonna materna non parlano bene l'italiano. Comunque, sono stati controllati tutti i numeri di telefono registrati sui loro cellulari nelle ultime ore. Al momento il fascicolo sarebbe aperto dal pm Daiela Pischetola per omicidio preterintenzionale contro ignoti, anche se nel mirino vi sono appunto mamma e nonna. Stando alle notizie che trapelano dalla questura e secondo le dichiarazioni dei vicini di casa, la famiglia vivrebbe in un contesto dignitoso.

 

Solo una decina di giorni fa un altro caso si era avuto a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, dove un bimbo di cinque mesi era morto in casa in seguito ad una circoncisione praticata dai genitori. E a dicembre scorso era successo a Monterotondo, vicino a Roma dove due fratellini nigeriani erano stati sottoposti a circoncisione in casa, uno era morto e l'altro era finito in ospedale.

 

IL FIOCCO AZZURRO SULLA CASA DEL BAMBINO NIGERIANO MORTO A GENOVA PER LA CIRCONCISIONE

"Inserire la circoncisione rituale nei Lea (livelli essenziali di assistenza, ndr) o, in subordine, approvare una legge ad hoc affinché sia accessibile a chi la richiede in strutture pubbliche e private, nei primi mesi di vita del bambino, e a costi calmierati". Oggi la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) torna a chiederlo. Sono molti i bambini che rimangono gravemente menomati da pratiche eseguite in condizioni igieniche precarie, e non da medici. "La situazione sta diventando drammatica - interviene il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli - L'unica soluzione possibile è dare a tutte le famiglie presenti in Italia la possibilità di effettuare questo vero e proprio intervento chirurgico in ambiente sterile e per mano di personale qualificato, chirurghi e anestesisti pediatrici, a carico del Servizio sanitario nazionale, pagando un ticket".

 

"Dopo il caso di qualche giorno fa un altro bimbo è morto per circoncisione fatta in casa, è urgente trovare soluzioni. Il tema è complesso e bisogna confrontarsi con le autorità religiose. Ma l'assoluta priorità è individuare un protocollo per la sicurezza dei bambini". Lo scrive su Twitter la ministra della Salute Giulia Grillo.

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