blocco dei porti in ucraina vladimir putin grano

IL FRONTE DEL PORTO – IL BLOCCO DELLE MERCI NEI PORTI UCRAINI RISCHIA DI CAUSARE UNA CRISI ALIMENTARE GLOBALE: PUTIN L’HA CAPITO E HA MESSO IN AZIONE LA FLOTTA DELLA CRIMEA, IN DIREZIONE DI ODESSA – E COSÌ I PREZZI SCHIZZANO, IN AFRICA CI SONO MILIONI DI PERSONE A RISCHIO CARESTIA. L’UE VORREBBE CREARE UN CORRIDOIO DALLE CITTÀ CHE SI AFFACCIANO SUL MAR NERO (O DAL BALTICO), MA PER FARLO BISOGNA TRATTARE CON “MAD VLAD”

1 - LA FLOTTA RUSSA IN AZIONE: ALLARME A ODESSA

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per www.repubblica.it

 

BLOCCO DEI PORTI IN UCRAINA

La questione dei porti del Mar Nero sta diventando uno snodo della guerra, cruciale per l’avvio di qualsiasi trattativa. Il blocco dei terminal paralizza le esportazioni ucraine e soprattutto quelle di grano, aumentando i timori di una crisi alimentare globale.

 

Il Cremlino si è reso conto che questa partita è decisiva e ieri la flotta russa ha preso il largo dalle basi della Crimea. Due fregate armate di missili Kalibr si sono mosse in direzione di Odessa, mentre almeno cinque navi da sbarco hanno scelto una rotta più a sud. Secondo le immagini dei satelliti analizzate dal sito CovertShores altre unità di Mosca sarebbero in movimento.

MISSILE COLPISCE UN APPARTAMENTO A ODESSA

 

Da almeno due settimane la flotta era ferma in Crimea, dove secondo alcune fonti avrebbe imbarcato nuovi equipaggiamenti per ostacolare i droni Bayraktar ucraini e soprattutto nascondere gli spostamenti delle navi alla ricognizione dei radar volanti della Nato, una presenza quotidiana nel Mar Nero.

 

Durante gli attacchi di Kiev contro l’Isola del Serpente, bersagliata con incursioni di cacciabombardieri e di aerei telecomandati, nessuna delle unità maggiori è intervenuta: la guarnigione russa è rimasta praticamente senza protezione. Anche i lanci di missili contro Odessa negli ultimi giorni sono stati condotti soltanto dai sottomarini classe Kilo, che sono rimasti in immersione per sfuggire alla sorveglianza occidentale. […]

 

dopo la guerra crisi del grano ucraino 5

2 - ODESSA IL BLOCCO NAVALE, IMPOSTO DAI RUSSI, È ALL'ORIGINE DELLA CRISI ALIMENTARE GLOBALE

Andrea Marinelli e Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

Odessa è stata soltanto sfiorata dalla guerra, ma il suo porto - il più importante del Mar Nero - è stato bloccato dai russi dall'inizio dell'operazione militare «speciale» di Vladimir Putin: le navi ferme nei porti impediscono le esportazioni di grano e altri prodotti agricoli, soffocano l'economia ucraina, ma soprattutto rischiano di provocare una crisi alimentare globale che si ripercuote in particolare sui Paesi più poveri.

La Moskva in fiamme 3

 

«Il governo russo sembra pensare che usando il cibo come arma possa ottenere il risultato che non ha raggiunto con la sua invasione: spezzare lo spirito del popolo ucraino», ha detto giovedì il segretario di Stato americano Antony Blinken in un discorso alle Nazioni Unite. «Le scorte di cibo per milioni di ucraini e di persone in tutto il mondo sono letteralmente in ostaggio».

 

Le esportazioni

LE NUOVE ROTTE DEL GRANO

L'accusa è stata respinta da Mosca, dove l'ex presidente Dmitri Medvedev - ora a capo del Consiglio di sicurezza - ha affermato che i russi «non sono idioti» e non esporteranno cibo finché saranno soggetti a dure sanzioni. «Non esistono crisi», ha sostenuto su Telegram.

 

«Abbiamo la capacità di assicurare cibo ad altri Paesi, solo che ce lo impediscono». Russia e Ucraina producono insieme un terzo del grano mondiale, da Kiev nel 2019 partiva il 9% delle esportazioni globali, ma anche il 16% di quelle di mais, il 10% dell'orzo e il 42% dell'olio di semi di girasole. Dalla Russia e dalla Bielorussia - spalla fedele del Cremlino - arriva invece il 40% della potassa, un fertilizzante.

 

francobollo del soldato ucraino che fa il dito medio contro la nave moskva

Da quando le truppe russe hanno varcato il confine la notte del 24 febbraio, il costo di tutti questi prodotti ha iniziato a crescere, insieme a quello della benzina: anche nei supermercati italiani non è difficile imbattersi in cartelli che limitano i prodotti a base di olio di semi di girasole acquistabili dai clienti.

 

La Russia sostiene che gli ucraini blocchino le navi straniere nei propri porti, che abbiano minato le acque territoriali, mentre per Blinken la decisione di «utilizzare il cibo come arma dipende solo e soltanto» da Mosca: «Ci sono 20 milioni di tonnellate di grano inutilizzate che giacciono nei silos ucraini mentre le scorte globali diminuiscono e i prezzi schizzano», ha detto all'Onu, dove il Segretario generale Antonio Guterres sta cercando di mediare un accordo che permetta all'Ucraina di riprendere le esportazioni e alla Russia di riavviare la produzione di cibo e fertilizzanti.

 

Dall'inizio della guerra otto navi mercantili sono state colpite, una - la Helt - è affondata al largo di Odessa dopo aver probabilmente urtato una mina: secondo l'International Maritime Organization, al 20 aprile c'erano 84 imbarcazioni e 500 membri di equipaggi bloccati nei porti ucraini, mentre i premi delle assicurazioni per chi ha in programma di navigare nell'area sono proibitivi.

bombardamenti su odessa 3

 

La flotta russa

La battaglia navale si combatte quindi anche sulle rotte commerciali, con le grandi potenze marittime che potrebbero spingersi a rompere il blocco imposto dai russi, sostiene il professore britannico Lawrence Freedman. Inizialmente la Flotta del Mar Nero russa ha ottenuto successi, conquistando il 25 febbraio l'Isola dei Serpenti, al largo di Odessa, e affondando la nave Sloviansk a inizio marzo.

 

bombardamenti su odessa 1

Gli ucraini si sono vendicati affondando l'incrociatore Moskva con due missili Neptune a metà aprile, un rovescio colossale che ha cementato la fiducia della resistenza e instillato cautela negli avversari. Da allora Kiev ha provato con diversi raid a riconquistare l'isola, un avamposto a 35 chilometri dalle coste che ha un grande valore strategico e permetterebbe di riattivare le rotte commerciali soffocate.

dopo la guerra crisi del grano ucraino 3

 

Una volta chiuso lo stretto di Kerch - che collega il Mar d'Azov e il Mar Nero - e posizionato navi e sottomarini davanti a Odessa e agli altri porti, infatti, i russi hanno impedito di uscire ai mercantili, imponendo di fatto un blocco marittimo, che dura dalle prime fasi del conflitto. Per settimane si è anche temuto un assalto anfibio su Odessa, che però non si è mai verificato anche perché nel frattempo gli ucraini avevano seminato mine galleggianti lungo la costa.

 

bombardamenti su odessa 2

Fregate e sottomarini russi hanno però continuato a bersagliare le città ucraine con missili da crociera, per distruggere siti militari ma anche per terrorizzare i civili. La Russia non è riuscita però a consolidare le proprie posizioni, anche perché la Turchia - appellandosi alla convenzione di Montreux del 1936, che le permette di chiudere i suoi stretti a Paesi in guerra - ha impedito il passaggio alle navi della Federazione dislocate nei porti siriani e prevenuto la rotazione degli asset navali: un divieto che la Russia starebbe aggirando utilizzando cargo civili.

bombardamenti su odessa 5bombardamenti su odessa 4La Moskva in fiammebombardamenti su odessa 6

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)