GUAI PER L’ITALIA DALL’AFRICA NERA - IL REGIME MILITARE CHE HA PRESO IL POTERE IN NIGER HA ABROGATO UNA LEGGE APPROVATA NEL 2015 CHE CRIMINALIZZAVA IL TRAFFICO ILLECITO DI MIGRANTI - INTANTO A LAMPEDUSA FINITA LA 'TREGUA', DOVUTA AL MARE AGITATO, SONO RICOMINCIATI I MAXI SBARCHI: LE MOTOVEDETTE DELLA GUARDIA COSTIERA, DELLE FIAMME GIALLE E DELL'ASSETTO SVEDESE DI FRONTEX HANNO SOCCORSO PRIMA UN PESCHERECCIO DI CIRCA 20 METRI CON A BORDO 573 PROFUGHI, POI UN'ALTRA CARRETTA CON 259 PERSONE…

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MILIZIANI ISIS IN NIGERIA MILIZIANI ISIS IN NIGERIA

IL NIGER ABROGA LA LEGGE CONTRO I TRAFFICANTI DI MIGRANTI

(ANSA-AFP) - NIAMEY, 27 NOV - Il regime militare nigerino ha abrogato una legge approvata nel 2015 che criminalizzava il traffico illecito di migranti in Niger. Lo ha annunciato oggi sera il governo. "Il presidente del Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria (Cnsp, regime militare), il generale Abdourahamane Tiani, ha firmato un'ordinanza che abroga" una legge del 26 maggio 2015 "relativa al traffico illecito di migranti". E' quanto riporta un comunicato della segreteria generale del governo letto alla radio e alla televisione pubblica.

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A LAMPEDUSA FINITA LA 'TREGUA', ALTRI MAXI SBARCHI

(di Concetta Rizzo) (ANSA) - LAMPEDUSA, 27 NOV - (Aggiorna e sostituisce il servizio in rete alle 17:17) E' durata appena cinque giorni, ma va imputata ai venti di burrasca e al mare agitato, la tregua negli sbarchi di migranti a Lampedusa. Stamani, esattamente come era accaduto martedì scorso, le motovedette della Guardia costiera, delle Fiamme gialle e dell'assetto svedese di Frontex hanno soccorso prima un peschereccio di circa 20 metri con a bordo 573 profughi, poi un'altra carretta con 259.

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Entrambe le imbarcazioni sono partite dalla Libia e, sfidando le condizioni del mare, non certamente ottimali, sono riuscite ad arrivare nelle acque antistanti alla più grande delle isole Pelagie dove sono state soccorse dalle unità italiane e da quella di Frontex. I migranti hanno dichiarato di essere originari di Siria, Egitto, Bangladesh, Pakistan, Etiopia e Sudan. Ma le testimonianze raccolte dei poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento, in servizio all'hotspot, non si sono ancora concluse.

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Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i dettagli delle traversate sulla rotta Libia Sicilia, ma soprattutto di identificare chi era al timone dei pescherecci, almeno un paio di scafisti. Gli ultimi sbarchi a Lampedusa risalivano appunto a venerdì scorso. Ma si trattava di piccoli gruppi: al massimo una cinquantina quelli che vengono caricati sui barchini che partono da Sfax in Tunisia. Il giorno prima, il 21 novembre, sempre dalla Libia, da Zuara per la precisione, erano giunti invece altri 576 migranti, un maxi sbarco analogo per numeri e modalità a quello di stamane.

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Proprio quelle ore si registrò un'ondata di arrivi: 12 approdi in totale, con oltre mille persone. Fra loro anche i 45 naufraghi recuperati fra Capo Ponente e Muro Vecchio, dopo che la loro "carretta" era colata a picco. Un naufragio costato la vita a una bambina di 2 anni, morta sulla motovedetta della Capitaneria nonostante i tentativi dei medici di rianimarla, mentre i superstiti parlarono di 8 dispersi, fra cui altri due bambini. Ma il mare fino ad ora non ha ancora restituito i loro corpi e le ricerche, condotte con elicotteri e motovedette, non hanno dato alcun esito.

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Sempre seguendo la rotta libica l'11 novembre scorso era approdato a Lampedusa un altro peschereccio partito da Zuara con 220 migranti tra bengalesi, egiziani, siriani e palestinesi. Con i due maxi sbarchi di oggi è tornato a riempirsi anche l'hotspot, la struttura di primissima accoglienza di contrada Imbriacola che venerdì sera era completamente vuota. Ventiquattro ore prima, dopo l'ennesima tornata di approdi, c'erano invece 1.283 ospiti, fra cui 103 minori non accompagnati, tutti trasferiti.

 

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