come un gatto in tangenziale ritorno a coccia di morto

“CAPALBIO E COCCIA DI MORTO? ICONE ESTREMIZZATE DI ITALIANI CHE NON SI CAPISCONO” – PAOLA CORTELLESI E IL SEQUEL DI “COME UN GATTO IN TANGENZIALE” ADATTATO A SPECCHIO DEL PAESE: “È IL RAPPORTO TRA CETI SOCIALI OPPOSTI CHE SI GIUDICANO SENZA MAI PARLARSI. TUTTO È GIOCATO SUL "SI DICE CHE". IO? SONO UN PO’ E UN PO’. PERÒ A CAPALBIO SONO STATA LA PRIMA VOLTA PER LE RIPRESE DEL FILM. E NON HO MAI FATTO IL BAGNO A COCCIA DI MORTO…” - VIDEO

 

Dal “Corriere della Sera”

 

come un gatto in tangenziale 2 – ritorno a coccia di morto

«Coccia di Morto? Da piccola ci passavo davanti con gli autobus di linea di quella che allora si chiamava Acotral per andare al mare con le amiche a Maccarese. Mi ha sempre divertito il nome, con quella ferocia che trovi solo nella toponomastica di Roma e dintorni, nomi violenti di posti normali come Torrespaccata. Un luogo popolare, non frequentato dai vip, la contrapposizione con Capalbio è venuta facile». In linea d'aria sono un centinaio di chilometri: ma i luoghi simbolo della commedia Come un gatto in tangenziale e del sequel, Ritorno a Coccia di Morto , sempre diretto da Riccardo Milani, in uscita nelle sale dal 26 agosto, sono distanti anni luce.

 

paola cortellesi come un gatto in tangenziale – ritorno a coccia di morto

Due mondi agli antipodi. La periferia e il centro, riflessi nei luoghi delle vacanze. Caotiche e variopinte, quelle di Monica (Paola Cortellesi) l'onorevole Angelina del neoproletariato di Bastogi, ton sur ton e riflessive quelle di Giovanni (Antonio Albanese), milanese illuminato inurbato nel cuore di Roma. «Sono icone estremizzate di ceti sociali opposti, italiani che non si capiscono, due universi in conflitto che si giudicano senza mai parlarsi. Tutto è giocato sul "si dice". Che quelli Capalbio siano intellettuali radical chic che pontificano su tanti argomenti perché hanno conoscenza ma che Monica, disillusa, liquida con "tanto è tutto un magna magna" .

 

come un gatto in tangenziale 2 – ritorno a coccia di morto

Degli altri si dice sono borgatari, delle persone rozze relegati in posti per cui, a differenza di Giovanni che ci crede davvero, si teorizzano progetti edificanti e inconcludenti». Le vacanze degli italiani viste dal nostro cinema, da Monicelli, Risi fino a «Ferie d'agosto» di Virzì, hanno regalato fantastici ritratti dei nostri connazionali

 

«Nella grande commedia all'italiana l'argomento, anche quando la prende alla leggera, è sempre molto serio. Il nostro intento è quello. La vacanza è uno dei registri umoristici che usiamo, il contrasto è evidente. Vorremmo sottolineare il desiderio che le persone, per quanto distanti, si ascoltino, in contrapposizione all'odio sociale rafforzato dal momento che stiamo vivendo. Bisogna uscire dall'isolamento»

paola cortellesi milani

 

Una nuova estate di pandemia. Come è per lei?

«Strana come per tutti. Una stagione di tante prime volte, di prove tecniche di ripartenza. Mai fatto prima la promozione di un film in questo periodo, tradizionalmente occupato dai blockbuster Usa. A Ferragosto abbiamo fatto queste anteprime che sono andate bene. Io e Riccardo lo abbiamo presentato nel piccolo cinema di Pescasseroli che ci sta molto a cuore»

 

Perché?

come un gatto in tangenziale 2 – ritorno a coccia di morto

«Il parco d'Abruzzo è un posto che amiamo tanto, ultimante riscoperto da molti per vacanze all'aria aperta. Noi da tanti anni stiamo lì in agosto, ((sono marito e moglie ndr ) ci godiamo le bellezze del parco, la natura, gli animali selvatici. E, insieme ad altri, come la famiglia Scola, ci siamo impegnati per tenere aperto il cinema locale, intitolato proprio a Ettore. Ce ne vorrebbe uno in ogni piccolo centro, è una grande risorsa».

 

Maccarese a parte, le sue estati da ragazza?

come un gatto in tangenziale ritorno a coccia di morto

«Papà prendeva in affitto appartamenti in Calabria o Sicilia per farci fare un mese di mare bello. Eravamo la tipica famiglia da partenza con bollino rosso, mai sotto le otto ore di viaggio, stracarichi con i bagagli anche sul portapacchi fissati con quelle corde elastiche che solo i mariti maneggiavano. In cinque in macchina, mi ricordo le gambe di mio fratello maggiore che spuntavano ovunque. Con le audiocassette di A me gli occhi, please di Proietti, ridevamo come scemi. I miei arrivavamo stremati, a ripensarci veri eroi».

RITORNO A COCCIA DI MORTO 1

 

Albanese ci ha detto che lui ha la fortuna di essere un po' Bastogi un po' Capalbio. Lei? «Ma sì anche io, la vita me lo ha consentito. Però a Capalbio sono stata la prima volta per le riprese del film. E non ho mai fatto il bagno a Coccia di Morto».

 

Estate, tempo di tormentoni: ci si mette anche Monica con i suoi, da «Me so' capita io». «Abbiamo fatto anche le magliette con le sue frasi, tipo "Esaurita", lei è icona di stile, grazie al costumista Alberto Moretti che si è inventato cose incredibili. La mia preferita è "Formentera non esiste": non ha senso ma è bellissima».

 

Il 26 uscite in oltre 500 schermi. La gente supererà la paura della sala e le polemiche sul green pass?

«Penso sia una garanzia in più. I cinema sono luoghi sicuri: distanziamento, mascherine. Io mi sono emozionata davvero, non mi vergogno a dirlo».

come un gatto in tangenziale ritorno a coccia di morto 3paola cortellesi riccardo milanipaola cortellesi foto di baccocome un gatto in tangenziale 2 – ritorno a coccia di morto 3come un gatto in tangenziale ritorno a coccia di morto 1paola cortellesipaola cortellesi ph adolfo franzo'riccardo milani paola cortellesipaola cortellesi antonio albanesepaola cortellesi riccardo milaniluca argentero prete in come un gatto in tangenziale 2 – ritorno a coccia di morto

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...