A LONDRA UNA RAGAZZINA DI 13 ANNI È FINITA DA VITTIMA DI PEDOFILO A PREDATRICE SESSUALE!

Fabio Cavalera per "Il Corriere della Sera"

Neil Wilson è il pedofilo che ha avuto un rapporto sessuale con una ragazzina di 13 anni ed è finito sul banco degli imputati del tribunale di Snaresbrook, est londinese. Il giudice Nigel Peters lo ha condannato a otto mesi di carcere ma anziché spedirlo dietro le sbarre lo ha liberato con una motivazione che ha scatenato (giustamente) l'inevitabile pandemonio. Questa: l'adolescente «ha un aspetto fisico che lascia pensare a un'età più avanzata» e ha «un atteggiamento predatorio in tutti i sensi dovuto a una certa esperienza sessuale».

Insomma, fa niente che Neil Wilson abbia portato a casa sua, a Romford nell'Essex, una minorenne. Fa niente che si sia consumato un atto sessuale. Fa niente che conservasse materiale e video pornografici scaricati da squallidi siti Internet e che cercasse occasioni d'incontro. La sostanza, la realtà, l'illegalità, non contano. Che un uomo maturo approfitti di chi è poco più di una bambina è un fatto secondario. Bastano otto mesi, giusto la formalità di una sentenza. Ma Neil Wilson può essere liberato. E così è avvenuto.

Contano semmai l'aspetto della ragazzina, il suo atteggiamento da lolita, il suo truccarsi per mostrare l'età maggiore, la sua spregiudicatezza con gli adulti, la sua disponibilità a lasciarsi coinvolgere. È colpa della vittima. È colpa di una tredicenne, immatura fin che si vuole ma pur sempre una tredicenne. Il moralismo e la legge, per il giudice Nigel Peters, funzionano alla rovescia. Ecco un suo passaggio: «Si potrebbe dire che Wilson sia stato obbligato a sottoporsi a sesso orale, nonostante fosse più forte e più grande di lei». In sintesi: se si circuisce un minore è perché il minore non si comporta da minore e allora il maschio, il pedofilo, ha più di una scusante. Tanto da rispedirlo a casa.

Che una storia del genere potesse passare inosservata è impensabile. Anche perché nell'aula del tribunale di Snaresbrook si è consumata una insolita «santa alleanza» fra il giudice e il rappresentante dell'accusa, dunque dello Stato, l'avvocato (il barrister) Robert Colover che, anziché invocare il rigore del diritto di fronte a casi che coinvolgono minori, nell'arringa ha definito la ragazzina come «una predatrice», parole testuali: «La ragazza è predatrice e sessualmente esperta». Attenuanti per il pedofilo.

Il magistrato che decide e il pubblico ministero si sono ritrovati sulla stessa lunghezza d'onda quasi che ad essere condannata e censurata dovesse essere l'adolescente, il suo provocatorio stile di vita, dimenticando che una tredicenne va tutelata, difesa, educata e punita eventualmente ma non in un tribunale.

Comunque, sono bastate poche ore per vedere su Internet migliaia di persone firmare una petizione con la richiesta di togliere all'avvocato dell'accusa Robert Colover i futuri dossier sull'adescamento di minori e di rivedere i criteri di assegnazione ai giudici. «Ci vogliono magistrati preparati e seri». Si sono ribellate le associazioni del volontariato: «Lo Stato ha il dovere di prendersi cura delle vittime di reati e crimini, un dovere che in questo caso è clamorosamente venuto meno». L'appello non è rimasto inascoltato.

Il capo dei pubblici ministeri del Crown Prosecution Service, Keir Starmer, ha aperto una istruttoria e ha escluso l'avvocato Robert Colover dalla lista dei legali che si occupano di «offese sessuali». Il procuratore generale Dominic Grieve ha preannunciato la revisione della sentenza e il giudice Nigel Peters sarà chiamato a giustificare quelle sue affermazioni nella motivazione della sentenza.

Con la benedizione di Downing Street. Impegnato nella campagna per costringere le grandi società di Internet a censurare e chiudere i siti pornografici (ancora ieri ha chiamato i cittadini britannici a «boicottare i social network» che regalano spazi ai prepotenti e agli intimidatori e che non esercitano i controlli necessari), David Cameron ha accolto la decisione di rivedere il processo al pedofilo condannato e la rimozione del rappresentante della pubblica accusa con parole dure: «Abbiamo bisogno di un sistema di giustizia penale che stia fermamente dalla parte delle vittime, le vittime devono essere sempre al centro dei nostri pensieri». Ancora di più se minorenni.

 

SESSO CON MINORENNEIL GIUDICE -nigel-petersdavid cameron e francois hollande jpegDavid Cameron in Kazakistan da Nazarbayev ruby berlusconi

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