latorre girone

MARO’, CHE PASTICCIO – L’INDIA CHIUDE IL CASO MA LA VICENDA NON E’ CONCLUSA. L'ITALIA HA PAGATO 1,1 MILIONI DI RISARCIMENTO, DI FATTO UN'AMMISSIONE DI RESPONSABILITÀ, EPPURE PER 9 ANNI LATORRE E GIRONE HANNO SEMPRE NEGATO DI AVER SPARATO CONTRO IL PESCHERECCIO: PERCHÉ VIENE PROIBITO DI ESPORRE PUBBLICAMENTE LA LORO VERSIONE DEI FATTI? LA MOGLIE DI LATORRE: “PER LA POLITICA ITALIANA SIAMO STATI CARNE DA MACELLO”

Riccardo Pelliccetti per "il Giornale"

 

latorre girone

Ci sono voluti nove anni per chiudere il contenzioso con l' India sul caso dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, coinvolti nella morte di due pescatori del Kerala nel 2012. Ma la vicenda non è conclusa, anzi. In primo luogo, perché c' è ancora l' inchiesta aperta in Italia dalla Procura di Roma, ma soprattutto perché manca una risposta a molti interrogativi.

 

Hanno poco da gongolare i nostri politici, con Luigi Di Maio in prima fila. «Chiusi tutti i procedimenti giudiziari in India ha scritto su twitter il nostro ministro degli Esteri . Grazie a chi lavorato con costanza al caso, grazie al nostro infaticabile corpo diplomatico. Si mette definitivamente un punto a questa vicenda».

 

A parte il fatto che non è vero che ci sia un punto definitivo sulla questione, ma qualcuno crede veramente che sia tutto chiarito? L' Italia ha pagato 1,1 milioni di risarcimento, di fatto un' ammissione di responsabilità, eppure Latorre e Girone hanno sempre negato di aver sparato contro il peschereccio. I due fucilieri del San Marco hanno mentito per nove anni? E perché viene severamente proibito di esporre pubblicamente la loro versione dei fatti?

GIRONE LATORRE

 

La stessa moglie di Latorre, ieri, non ha trattenuto l' indignazione. «Da 9 anni sono costretta a parlare a nome di mio marito ha detto Paola Moschetti -. A lui è stato fatto esplicito divieto di parlare pena pesanti sanzioni. Non può nemmeno partecipare a qualsiasi manifestazione pubblica. È vincolato al segreto. È ora di chiedersi perché le autorità militari vogliono mantenere il segreto su ciò che sa e vuol dire. Quello che so è che per la politica italiana siamo stati carne da macello. Presto Massimiliano si presenterà alla procura di Roma».

 

Già, perché le autorità militari impongono il segreto? C' è qualcosa di scomodo che l' opinione pubblica è meglio non sappia? Anche la moglie di Girone non risparmia critiche.

 

l arresto dei maro latorre e girone

«Interessante leggere i ringraziamenti del ministro Di Maio nei confronti di chi ha lavorato sodo ha detto Vania Ardito -, ma prima di tutti è importante ringraziare i due soldati che si sono sacrificati alla sottomissione indiana per tanti anni che mai più gli saranno restituiti». Non occorre riepilogare l' intera la vicenda, molti ricordano bene il gioco allo scaricabarile della politica, che ha portato addirittura alle dimissioni del ministro degli Esteri Giulio Terzi, nel 2013.

 

Ma il tempo passa, i ricordi si affievoliscono e quello che è stato il più grande schiaffo diplomatico (non dimentichiamo che l' India trattenne come «ostaggio» il nostro ambasciatore a New Delhi affinché l' Italia rispedisse laggiù i due marò, che godevano di un permesso in patria) ora viene dipinto come un grande successo.

peschereccio maro st antony

 

Certo, il Tribunale internazionale di Amburgo nel 2020 ha riconosciuto l' immunità funzionale dei nostri militari, ma allo stesso tempo non ha ammesso la giurisdizione italiana e ha stabilito che l' incidente andava sanato con un risarcimento alle famiglie delle vittime, all' armatore del peschereccio indiano e agli altri membri dell' equipaggio. Di fatto, ha affermato che i nostri due marò sono responsabili delle morti anche se non possono essere giudicati in India.

 

E i nostri politici si sono accodati, senza andare a fondo nel caso, senza ravvisare alcuna necessità di portare alla luce quello che è realmente accaduto. Sul caso Regeni, l' Italia è stata come un mastino con l' osso. Ma l' Egitto non è l' India. E nessuno affigge manifesti per chiedere «verità per i due marò». Speriamo lo faccia la Procura di Roma.

maro girone e latorre girone latorre

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...